La sindrome della crocerossina, e la sindrome dell’isolamento.

Crocerossa

La croce rossa esiste perché esiste la guerra che lascia molti feriti malconci sul campo di battaglia, è un sintomo della guerra e non la malattia stessa.

“Simili comportamenti di accudimento possono servire ad ipercompensare uno schema relazionale di deprivazione emotiva, per cui la persona, certa di non poter avere l’amore di cui ha bisogno, cerca di assicurarsi “briciole di affetto” dell’altro, annullando se stessa ed i propri bisogni.”

Tratto dall’articolo Sindrome della crocerossina.

La certezza di non poter avere l’amore di cui si ha bisogno, è la certezza di chi si trova a vivere in un contesto socio-culturale-economico bellico, basato sui falsi valori dell’ego bellico, dell’egocentrismo.

Le cure parentali, genitoriali, servono in natura a rendere possibile il progetto procreativo e quindi la sopravvivenza della specie. Se osserviamo il mondo dei mammiferi, giusto per non allontanarci troppo dalla nostra specie, vediamo che le cure genitoriali si attuano fino all’estremo sacrificio del genitore. Questo esiste in natura, non è una sovrastruttura culturale umana. Tra gli animali c’è ben poco egocentrismo, giusto l’istinto di autoconservazione in presenza di pericoli e necessità immediate. È ovvio, la dimensione umana è ben diversa; tuttavia, è strano che un meccanismo evolutivo, che nelle tradizioni culturali si è ben radicato, nella moderna cultura consumistica, divenga invece una patologia. Questo falso mito dell’indipendenza della persona, è chiaramente funzionale alle necessità della produzione e del consumo, fondata, non sull’economia dei bisogni, ma su quella dell’incremento dei desideri compensativi per colmare il vuoto affettivo ed esistenziale. Il single è il miglior consumatore dei prodotti che soddisfano i bisogni compensativi piuttosto che quelli reali. Il single ha più soldi a disposizione da spendere in cazzate. Sempre che risulti vincente nella selezione competitiva. La deprivazione affettiva, è il principale motore dell’attuale economia, e l’economia è un fatto culturale, è una concezione dell’essere umano.

Quelle che vediamo intorno a noi, sono persone isolate, incapaci di comunicare, che essendo indebolite dall’isolamento, hanno due possibili differenti reazioni: aggressività o depressione. Spesso dall’uno si passa all’altro, in un contesto socio-culturale-economico ormai dominato esclusivamente da indifferenza, arroganza, incomunicabilità, violenza, quindi alienazione, depressione, ansia e attacchi di panico, in un crescendo del disaggio mentale che prelude ad un imminente catastrofe. Questo su un pianeta dove l’umanità ormai svolge un ruolo esclusivamente distruttivo, agendo come una vera e propria malattia degenerativa che ammorba l’ecosistema, condannandosi all’auto estinzione. La coppia esiste perché esiste un esigenza funzionale nel progetto procreativo, quindi esiste in funzione della specie e non della personalità. Gli stessi meccanismi che regolano la sopravvivenza delle specie animali, nel contesto umano assumono una funzione diametralmente opposta, mettendo in crisi la stessa sopravvivenza della specie. Nella dimensione umana, le esigenze della specie non sono più quelle della persona.

Tutto sommato non mi pare che la natura umana sia mai stata compresa, fino ad ora nessuna teoria si è dimostrata valida, ed è impossibile che qualcuno possa veramente capire se stesso a prescindere dalla comprensione dell’autenticità umana. Siamo completamente fuori strada. Siamo stati scaraventati in un mondo totalmente ostile che ci rifiuta sistematicamente, ci siamo finiti contro la nostra volontà, anzi, in totale assenza di una nostra volontà, e ci viene in continuazione chiesto di dimostrare di esser degni di vivere in questo manicomio criminale, dovremmo dimostrare di essere adulti, maturi, indipendenti, ma di cosa? Ma stiamo scherzando? Accontentatevi che non vi aggrediscono, derubano, violentano e uccidono. Non vi basta? Cosa si deve dimostrare di più per essere considerati degni di stare al mondo? Non se ne può più di sentir dire sempre le stesse banalità. Si inventa una sindrome per poi vendere una cura, si sfruttano l’ignoranza e le debolezze umane, nel migliore dei casi per guadagnarsi da vivere, nel peggiore per realizzare profitti sui capitali privati. Ed è tutto qui, non c’è altro al di fuori di quest’inutile lotta per la sopravvivenza personale, inutile in quanto va a discapito della specie e del pianeta, quindi anche della persona. Quale autentico e sano accudimento potrebbe essere dato ai figli, quando l’educazione è dominata dall’esigenza di prepararli alla guerra della lotta per la sopravvivenza, e per questo è necessario inculcargli la presunta forza dell’arroganza e dell’insensibilità egocentrica?

Una cosa che non si è mai capita nella definizione di una sana relazione di coppia, che si dice formata da due soggetti adulti e indipendenti, dove non vi sarebbe necessità di ritrovare figure materne o paterne… mah, delle persone con tali caratteristiche, che starebbero benissimo anche da sole, perché si dovrebbero complicare la vita nel rapporto di coppia? Potrei capire la generica necessità umana della vita sociale, ma perché proprio la coppia? Cioè, a parte l’attrazione sessuale e i progetti procreativi che prediligono questo particolare tipo di rapporto, quali ragioni rimangono per creare la coppia? In oltre mi domando: perché nel rapporto di coppia la compassione dovrebbe assumere un valore negativo? Su tali quesiti non ho mai trovato risposte convincenti, sembra quasi che la vita di coppia sia una sorta di associazione per delinquere nascosta da atteggiamenti omertosi, non a caso si parla anche di complicità.

La solitudine, e soprattutto l’isolamento, non consentono all’essere umano di star bene. La dimensione umana è sociale, la particolarità umana, consiste nelle straordinarie capacità empatiche che in essa si sono sviluppate. La compassione non va confusa con il pietismo, la compassione è data da un alto livello di comunicazione, le capacità comunicative sono il principale pregio umano. In natura non esiste nulla che sia veramente indipendente, due particelle subatomiche non si attraggono se hanno cariche uguali, in un ecosistema ogni essere dipende da tutti gli altri. La persona compassionevole, è consapevole delle reali necessità dell’altro, così è per l’infermiera o il medico, non è che questi accontentino i pazienti in ogni loro richiesta, tuttavia se ne prendono cura, e in questo non ci vedo nulla di patologico. Rimango dell’idea che la persona capace di stare bene da sola, ammesso che questo sia possibile, e non credo che lo sia, ma nel caso tale persona non desidererebbe in alcun modo vivere un rapporto di coppia. Spesso ho come l’impressione che la vita di coppia venga strumentalizzata per farne un arma di distrazione di massa, oltre che uno strumento di marketing.

Esiste l’ordine dell’universo, dove tutto torna, ma quest’ordine prevede anche le estinzioni di massa, figuriamoci se non prevedesse anche la nostra personale estinzione. La politica fu donata dagli dei all’umanità, per compensare gli inevitabili effetti collaterali inerenti alla loro creatività, questo è il significato originale che si dava alla politica nell’antica Grecia. La politica serve all’umanità per ritrovare il suo posto nell’ordine dell’universo, quindi le istituzioni, l’organizzazione delle categorie sociali e le gerarchie del potere decisionale, sono tutte cose che servono ad armonizzare la dimensione umana all’interno della dimensione naturale dell’esistenza. Tutte le piante ed animali, così come tutte le strutture della materia inanimata, trovano spontaneamente la loro posizione e funzione nell’ordine naturale dell’esistenza, quindi esistono nel rispetto del loro Dharma particolare all’interno del Dharma universale, mentre per gli esseri umani, e per tutti quegli esseri di altri pianeti che hanno le stesse caratteristiche creative dell’umanità, il rispetto del Dharma, è una faccenda tutt’altro che spontanea. E’ come se gli esseri umani abbiano la capacità di trovare la loro spontaneità, soltanto comprendendo la loro natura non spontanea. Più capacità creative = più potere, più potere = più responsabilità, più responsabilità = più necessità di organizzazione. L’esistenza di qualcosa o di qualcuno, si basa sulla differenziazione di un insieme di caratteristiche che ne definiscono l’identità separata, ed è soltanto quest’identità separata che può fare esperienza dell’esistenza, al di fuori di questa dimensione c’è soltanto l’indifferenziato di cui nessuno può fare esperienza, manca il soggetto sperimentante, è di conseguenza non avrebbe neanche senso parlare dell’esperienza della pace, dell’amore o della consapevolezza. La ricerca spirituale non ha nulla a che vedere con l’indifferenza, il lassismo e il menefreghismo. Il “mene frego” era un motto del fascismo.

210 - 29 marzo 2015

Ma la mia è l’opinione di un alieno, le mie sono le parole di un disadattato socio patico. Altra sindrome da curare… diamo quindi la parola a una personalità autorevole.

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