Impressioni di settembre

05 - unione 8 settembre 2015

Le mie opere d’arte, se così vi piace chiamarle, non hanno copyright.

Siete liberi di riprodurle, diffonderle, interpretarle come vi pare, fraintenderle, distorcerne il significato e modificarle, potete farne quel che vi pare, potete anche pretendere di esserne voi gli autori, senza bisogno di chiedere né il mio consenso, né il permesso di chiunque altro.

Nessuno è realmente autore di nulla, nessuno potrebbe esistere indipendentemente dall’esistenza, non è la nostra creatività ad essere reale, soltanto la creatività è reale. Non è la nostra intelligenza ad essere reale, ma soltanto l’intelligenza può essere reale. Non può essere la nostra vita ad essere reale, ma soltanto la via può esserlo. La cultura malefica di “cosa nostra” ovvero della mafia, deve estinguersi al più presto possibile.

No, cosa sono adesso io non lo so, sono un uomo che cerca di non essere più se stesso.

06 - unione 8 settembre 2015

Tele, carta, colori, pennelli, sono tutti reperti archeologici, roba da primitivi, la pittura contemporanea, è quella elettronica, è una pittura che non riflette la luce, ma emana luce propria. Sono opere che non rimarranno confinate in oggetti materiali, ma esistono come file in memorie informatiche. Opere che non necessitano di spazzi espositivi fisici, come gallerie e musei, e quindi non correranno mai il rischio di diventare cose morte, come dei fossili che testimoniano cose che furono viventi e non lo sono più, anche se delle cose vive ne mantengono le forme apparenti, no, le opere digitali rimarranno eternamente viventi, il loro spazio espositivo, è l’intera rete internet, e vivranno ogni volta che qualcuno le vorrà far vivere vedendole, non come si fa nei musei e nelle gallerie d’arte, dove si partecipa a vuoti rituali religiosi, con l’opera digitale, la sacralità dell’arte non potrà essere corrotta dalla religiosità e dalla falsità dei mercanti nel tempio.

07 - unione 8 settembre 2015

L’opera digitale, rimane originale in tutte le sue copie, per cui non rischierà mai che venga trasformata in oggetto di mercato, non avendo un costo, non sarà mai il suo prezzo a conferirgli significato. L’arte contemporanea, come ogni aspetto della dimensione umana, è stata completamente corrotta dal mercato, mentre l’opera digitale, può essere esposta al pubblico, senza dover sottostare all’idiozia dei mercanti d’arte, quelli che vendono l’immondizia decontestualizzata, e siccome la chiamano arte, allora c’è della gente che si è arricchita producendo povertà e miseria, che trova conveniente comprare quest’immondizia, per poi rivenderla a maggior prezzo, e così poi si sentono certi discorsi del tipo: “ah si, quest’opera è una schifezza che non mi rappresenta un cazzo di niente, ma siccome è quotata a centomila euro, questa quotazione di mercato gli da un grande significato”… adesso provate a fare gli stronzi con dei file che circolano gratuitamente sul web, vedete se riuscite a trasformarli in cazzate di mercato.

08 - unione 8 settembre 2015

Un accompagnamento musicale adatto alla visione di questa galleria di opere.

163 - Gabriele Manfrè Scuderi - novembre 2011

Tutte queste opere sono stampabili in formato 115,57 x 72,23 cm.

Per visionare queste opere nel formato file in dimensione originale e scaricarle, cliccatevi sopra, oppure apritele in un altra scheda o finestra.

Altre opere pubblicate.

Sconfinate linee di confine.

164 - Gabriele Manfrè Scuderi - novembre 2011

Gli attrezzi del mestiere.

01 pittura elettronica

È importante, in quest’epoca che vede l’opera d’arte ridotta a pura merce, ormai soltanto riconoscibile nella sua natura di oggetto di mercato, che acquista un valore soltanto in base al suo prezzo, in un contesto di estrema stupidità e vacuità della cultura dell’arte contemporanea, dove in definitiva, il significato dell’opera, è dato esclusivamente dal prezzo che riesce a raggiungere, opere che non significherebbero assolutamente nulla, e di cui si può soltanto dire che sono importanti perché costano tanto. Un mercato dell’arte che è diventato regno incontrastato del riciclaggio di denaro sporco, di intrallazzi ed evasione fiscale; in questo contesto veramente desolante, l’unica possibile rinascita della cultura artistica, è quella di rendere l’opera immateriale e gratuitamente accessibile a tutti.
Un opera d’arte, per poter essere considerata di un qualche valore, non deve diventare un lusso per soli ricchi, specialmente se si tratta della ricchezza di mafiosi, corrotti e intrallazzatori della peggiore specie.
Nessun artista dovrebbe desiderare che le proprie opere finiscano con l’essere lo status symbol, la vanagloria di qualche stronzo senza scrupoli che si è arricchito distruggendo la vita degli altri. Non c’è peggior fine che possa fare un opera d’arte, se non quella di finire nella collezione privata di qualche mafioso legalizzato, che potrà soltanto far vanto del possesso di opere che in pochi potrebbero permettersi.

L’opera vive nell’apprezzamento di chi la comprende, se questa comprensione sarà quella di un infame, l’opera morirà di quest’infamia.
Quindi, che l’arte non sia più confinabile in oggetti materiali che possano finire vittime dell’imbecillità delle compravendite speculative, che le opere siano soltanto idee, concetti, immagini che chiunque possa far rivivere come, dove e quando vorrà, che il loro valore sia dato soltanto dal potere di migliorare la vita delle persone, questo deve diventare l’arte contemporanea.

In questo video possiamo vedere un esempio di possibile fruizione della pittura e grafica digitali.
Se si dispone di un moderno televisore a LED o LCD, dotato di porta USB e di un sistema di media player in grado di leggere foto musica e filmati, allora i file jpg si potranno riprodurre in una presentazione accompagnata da musica a propria scelta. Se si dispone anche di un grande schermo, la visualizzazione sarà delle stesse dimensioni dell’opera originale.

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