Krishnamurti. Scioglimento dell’ordine della stella.

13 - 9 maggio 2014

“Tale credenza bastò a far scomparire dalla nostra vita tutte le cose non essenziali? Ecco l’unico modo di giudicare: fino a che punto siete più liberi, più grandi, più pericolosi ad ogni Società fondata sulle cose false e non essenziali?” 

Ktishnamurti

Introduzione a cura di Guru Gabriele. ( Dichiaratamente falso guru )

Di seguito riportiamo il discorso con il quale Krishnamurti spiega le ragioni del suo rifiuto a svolgere il ruolo di istruttore del mondo e di guida spirituale, più comunemente detto guru, ma prima facciamo qualche considerazione sul ruolo della guida spirituale.

Recentemente ci è capitato di leggere su di un articolo alcune amenità scritte da un tizio che poneva a confronto l’opera di guida spirituale di Krishnamurti, con l’opera svolta nello stesso periodo da un certo Osho Rajneesh al tempo conosciuto anche come Bhagwan Shree Rajneesh, al di là delle considerazioni che venivano fatte sulle differenze dei due insegnamenti, dove a Krishnamurti veniva contestato il difetto d’essersi rivolto alle menti dei suoi interlocutori, la dove invece ad Osho veniva attribuito il merito d’essersi rivolto al cuore dei suoi seguaci; una cosa che evidentemente era completamente sfuggita all’autore di tali riflessioni, è che i due personaggi non hanno fatto lo stesso mestiere, non si sono occupati della stessa questione: mentre Osho essenzialmente esortava ad impegnarsi per, e prometteva l’illuminazione come soluzione dei problemi umani, Krishnamurti invece avvertiva le persone che anche questa ricerca dell’illuminazione, non era altro che una trappola mentale, che comprometteva la ricerca della libertà dalla paura e quindi dal conflitto, dalla violenza e dalla sofferenza. Evidentemente, l’autore dell’articolo non era a conoscenza di un passaggio fondamentale nella storia di Krishnamurti, cioè del momento in cui egli si è pubblicamente e inequivocabilmente rifiutato di svolgere il ruolo di guida spirituale che gli era stato attribuito. Nel rifiutare il ruolo di guru, Krishnamurti mette fine anche alle speranze per l’avvento di una nuova era, non lo dice direttamente, ma nel momento in cui decide di sciogliere un organizzazione che si fondava sulla necessità di preparare l’arrivo della cosiddetta età dell’acquario, implicitamente ci sta comunicando che tale cambiamento epocale non è più in programma per l’umanità, mentre al contempo ci sta indicando quali siano gli errori e gli impedimenti ad una possibile evoluzione verso una mentalità pacifica. Oggi, nel 2015, dovrebbe essere perfettamente chiaro a tutti che l’umanità si stia inesorabilmente avviando alla totale rovina e non verso un era di pace. Quando Krishnamurti dice che non da alcuna importanza al numero delle persone che lo stanno a sentire, e che anche soltanto cinque basterebbero a motivare il proseguo del suo tentativo di comunicare, sottintende anche che non si aspetta alcun cambiamento a livello di massa, il che esclude ogni cambiamento epocale; gli ostacoli da rimuovere sono sempre quelli, non cambiano, e se un numero crescente di esseri umani non imparerà a riconoscerli e a rimuoverli, allora i conflitti andranno avanti fino alle estreme conseguenze, non ci saranno eventi miracolosi che faranno cambiare idea alle moltitudini, la mente, è lo strumento che crea il conflitto, e la stessa mente può comprendere tale conflitto e risolverlo, così come occorre un diamante per tagliare un altro diamante. Queste contrapposizioni tra il cuore e la mente sono soltanto distrazioni dall’essenza del problema.

 

Altra cosa importante su cui riflettere, è che Krisnamurti non dice di non essere un illuminato, di non conoscere la verità spirituale, egli non parla di un difetto che sarebbe in lui, ma del difetto dei suoi interlocutori che paiono interessati a tutto fuorché ad esser seri, per cui accade che se l’illuminato decidesse di svolgere anche il compito di guida spirituale, non troverebbe mai dei veri discepoli, e alla fine si dovrebbe adattare l’insegnamento alle esigenza dei suoi seguaci, il che vedrebbe inesorabilmente corrotta l’autenticità del suo messaggio. Invece Osho, non rinuncia ai dettami dell’insegnamento tradizionale, dove si afferma che la crescita spirituale sia possibile soltanto grazie alla guida di un maestro autentico, si, ma chi e come riconosce il maestro autentico a cui affidarsi senza riserve? In base a quale criterio e giudizio si può comprendere l’autenticità del guru? Come fa l’ignorante a comprendere la conoscenza di un maestro? Su questa necessità del guru c’è tantissima speculazione, tanti falsi guru che abbindolano dei falsi ricercatori per gratificare il proprio ego, o anche soltanto per arricchirsi, ma con questo non vogliamo dire che Osho fosse un imbroglione… noooo, non lo vogliamo dire!

Osho era quello che propagandava le idee del neo liberismo, diceva che lasciando i ricchi liberi di arricchirsi senza limiti e senza regole, questi poi avrebbero distribuito la ricchezza anche a quelli che non sarebbero stati capaci di arricchirsi; e faceva l’esempio del ricco, che avendo una villa molto lussuosa, avrebbe dato lavoro al personale della servitù, ad elettricisti, idraulici, giardinieri ecc… e così tutti sarebbero stati bene. Queste erano le idee che si affermavano negli anni 80, in netto contrasto con le idee degli anni 60 e 70, ma Osho le fece subito sue, convincendo i suoi seguaci, che non era bene invidiare la fortuna dei ricchi, che non si doveva contestare il sistema economico, che i ricchi erano tali perché erano spiritualmente più evoluti, avevano un buon karma e per questo meritavano i loro privilegi, e tutti coloro che avessero fatto i bravi senza protestare, avrebbero avuto di che vivere in modo da dedicarsi alla meditazione per raggiungere l’illuminazione, che li avrebbe riscattati da ogni umiliazione. Non a caso i seguaci prediletti di Osho erano tutta gente ricca, che lo omaggiava con laute donazioni, tutti gli altri, diciamolo pure, erano degli illusi che venivano abbindolati con la promessa dell’illuminazione. E tuttavia ancora oggi, l’insegnamento di Osho viene proposto come una sorta di inno alla gioia di vivere, nonostante i ricchi poi questa ricchezza non l’abbiano distribuita per nulla, tanto che adesso l’1% della popolazione mondiale detiene una ricchezza pari a quella a disposizione del restante 99%, ma con questo non vogliamo dire che Osho fosse un imbroglione, un falso guru, noooo non lo vogliamo dire! Diciamo piuttosto che lui era uno spirito libero, un anti conformista, voleva demolire questi stereotipi della rivendicazione sociale, inculcando l’idea che le questioni sociali non esistono, e che la realtà è una faccenda esclusivamente personale e privata, per cui non varrebbe la pena di impegnarsi per cambiare le regole della società, ma sarebbe più opportuno lavorare sul cambiamento di se stessi, in modo da cambiare la propria percezione della realtà, invece di avere quest’assurda pretesa di cambiare il mondo per renderlo più giusto, ma con questo non vogliamo dire che Osho fosse un imbroglione al servizio dei ricchi, noooo non vogliamo dire questo! Il suo insegnamento era su un piano vibrazionale più elevato, e non tutti possono comprenderlo, i poveracci che hanno un brutto karma, le persone negative non possono capire le verità degli illuminati… e poi Osho era un gran simpaticone positivista, invece Krishnamurti pareva proprio uno sfigato pessimista…

Per concludere questa introduzione consiglio la visione di questo video su you tube. Così, tanto per fare il punto sulla realtà che stiamo vivendo.

La gente ignorante viene istigata contro la classe politica che non conta più nulla da tempo, ma quel che è peggio, viene propagandata in tutti i modi l’idea che il difetto sia nella democrazia e nei suoi valori fondanti, in questo modo il potere corrotto del capitalismo, mediante l’egemonia culturale, si sta liberando dell’unico fattore che ancora potrebbe mettere in crisi la sua ideologia e i suoi falsi valori fondanti. Ormai non si sente più nessuno mettere in discussione l’ideologia capitalista, si preferisce blaterare di una fantomatica e velleitaria legalità ed onestà, come se non si sapesse benissimo che la legge ormai è soltanto quella del più forte. La maggioranza delle persone avverte che qualcosa non funziona nel sistema, ma praticamente nessuno ormai si rende veramente conto di quale possa essere il vero problema, non ci sono più il linguaggio e la cultura necessari alla corretta comprensione degli eventi, il bombardamento mediatico ha lasciato soltanto macerie.

SCIOGLIMENTO DELL’ORDINE DELLA STELLA

Tratto dagli insegnamenti di Krishnamurti del periodo tra il 1927 e il 1929.

Questa mattina intendiamo discutere la questione dello scioglimento dell’Ordine della Stella. Di ciò molti si rallegreranno, altri ne saranno alquanto addolorati. Ma qui non è il caso di rallegrarsi, né di addolorarsi perché, come spiegherò, si tratta di un fatto inevitabile.

Forse ricorderete questo aneddoto, in cui si racconta come il diavolo ed un suo amico passeggiavano per una strada allorché videro, dinanzi a loro, un uomo il quale, chinatosi, raccolse da terra qualche cosa e, dopo averla osservata, cacciarsela nella tasca. L’amico chiese al diavolo: “Che avrà raccolto quell’uomo?”. “Egli ha trovato una particella di Verità” -rispose il diavolo. “Brutto affare per te”, replicò il suo amico. “Affatto”, rispose di rimando il diavolo, “lascerò solo che egli si metta ad organizzarla”. Io sostengo che la Verità è una terra in cui non esistono sentieri ed alla quale non si può giungere seguendo qualsiasi strada, religione o setta. Questo è il mio punto di vista, a cui mi attengo in modo assoluto ed incondizionato.

Essendo dunque la Verità priva di confini, di limitazioni, impossibile a raggiungersi per qualsiasi sentiero, essa non può venire organizzata, né si dovrebbe costituire alcuna organizzazione per guidare o costringere gli uomini a seguire un determinato sentiero. Appena avrete riconosciuto questo, intuirete ancora l’assoluta impossibilità di organizzare una credenza. Una credenza è cosa puramente individuale, perciò non potete, né dovete organizzarla. Se tenterete di farlo, questa credenza si trasformerà in una cosa morta, cristallizzata, divenendo una confessione, una setta, una religione da imporre agli altri. Questo è precisamente quanto si cerca di fare in ogni parte del mondo.

La Verità viene ristretta e ridotta a servire da trastullo ai deboli e per coloro che sono, solo temporaneamente, sopraffatti dal malcontento. La Verità non si può trascinare in basso; invece l’individuo dovrà cercare di innalzarsi fino ad essa. Non potete abbassare la vetta del monte fino a toccare la vallata. Se desiderate raggiungere la vetta, dovrete attraversare la vallata ed arrampicarvi lungo le erte pendici senza temere i paurosi burroni. Perciò dovete inerpicarvi verso la Verità, la quale non può essere per voi né abbassata, né organizzata. L’interessamento, per certe determinate idee, si suol tenere desto specie mediante le organizzazioni; ma queste risvegliano l’interessamento solo dall’esterno. L’interessamento, quando si appoggia solamente alle organizzazioni, senza scaturire dall’amore della Verità per se stessa, è privo di ogni valore. Le organizzazioni divengono allora semplicemente delle cornici, in cui i membri trovano il loro posto adatto. Costoro più non cercano né la Verità, né la vetta del monte, ma piuttosto si scavano una comoda nicchia dove si adagiano, lasciando che l’organizzazione dia loro la giusta posizione guidandoli verso la Verità.

Ecco la prima ragione per la quale (dal mio punto di vista) ritengo che l’Ordine della Stella debba essere disciolto. Pur avendovi spiegate queste ragioni, è probabile che voi fondiate in seguito degli altri Ordini e che seguitiate ad affiliarvi ad altre organizzazioni, nella vostra ricerca per la Verità. Io, personalmente, non voglio, intendetelo bene, appartenere ad alcuna organizzazione di indole spirituale. Invece, mi servirei ben volentieri di un’organizzazione che, ad esempio, potesse portarmi fino a Londra; questa infatti sarebbe un’istituzione ben diversa, puramente meccanica, come lo è la posta o il telegrafo. Per viaggiare mi servirò dell’automobile o del piroscafo, che sono dei semplici mezzi meccanici, che nulla hanno a che fare con la spiritualità. Di nuovo affermo che nessuna organizzazione può condurre l’uomo alla spiritualità.

Se viene creata un’organizzazione per tale scopo, essa diviene per l’individuo una stampella, una debolezza, un vincolo, qualche cosa che lo inceppa impedendone lo sviluppo, impedendogli di stabilire la sua unicità, che consiste nello scoprire da sé quella Verità assoluta, incondizionata. Questa è un’altra ragione perla quale io, come Capo dell’Ordine, ho deciso di scioglierlo. Nessuno mi ha portato a questa decisione.

Non vi è in ciò nulla di straordinario, dal momento che non voglio seguaci “ed intendo precisamente ciò che esprimo con queste parole”. Appena divenite il seguace di un individuo, cessate di seguire la Verità. lo non bado al fatto che voi accettiate o meno quanto dico; io voglio compiere nel mondo un’opera determinata, ed intendo effettuarla con proposito fermo, incrollabile.

Io mi preoccupo di una cosa essenzialissima: di rendere libero l’uomo. Desidero liberarlo da tutte le gabbie, da tutti i timori e non già fondare delle religioni, delle sette nuove e lanciare nuove teorie e nuovi sistemi filosofici. Voi, ora, mi chiederete certamente perché viaggio da un capo all’altro del mondo, sempre facendo discorsi ed io vi risponderò che questo faccio non per procurarmi dei seguaci, né per costituire un gruppo speciale di discepoli. (Quanto amano gli uomini di potersi rendere diversi dai loro simili anche valendosi di mezzi ridicoli, assurdi e puerili! No, non intendo incoraggiare simili stravaganze). Io non ho discepoli, né apostoli sulla terra e neppure in alcun regno della spiritualità. Non è nemmeno l’attrattiva del denaro, né il desiderio di fare una vita comoda che mi seducono. Se volessi godere tutti gli agi della vita, non verrei ad un Campeggio, né mi tratterrei in un Paese umido! Vi parlo con tutta franchezza, perché desidero chiarire una volta per sempre le mie vedute, evitando che si ripetano, di anno in anno, infantili discussioni.

Un giornalista, da cui venni intervistato, giudicò che avessi compiuto un gesto magnifico sciogliendo un’organizzazione che racchiudeva migliaia e migliaia di membri. Al mio intervistatore la mia azione sembrava grande, per la ragione che traspariva da queste domande che mi rivolse: “Ed ora, che farete? Come farete a vivere? Non avrete più seguaci e nessuno più verrà ad ascoltarvi”. Ma se vi saranno solo cinque persone disposte ad ascoltare, a “vivere”, che volgano il loro sguardo verso l’eternità, ciò basterà.

A che pro avere attorno una turba di migliaia di uomini che non capiscono, che sono saturi di pregiudizi, che non vogliono saperne di novità, ma che preferirebbero adattare ogni innovazione alla loro mentalità stagnante e sterile? Vi prego qui di non fraintendermi: adopero delle espressioni enfatiche, ma non lo faccio per difetto di compassione. Se vi recate da un chirurgo, per subire un’operazione, non è forse un atto benefico quello che egli compie su di voi quando vi opera, anche se tale atto vi cagiona dolore? Similmente, se io vi parlo con piena franchezza, questo non faccio per mancanza di affetto, ma piuttosto precisamente per la ragione contraria.

Dunque, lo ripeto, mi sono prefissato un unico scopo: quello di rendere l’uomo libero, di spronarlo a raggiungere la libertà, a liberarsi da tutte le limitazioni, perché solo così egli potrà raggiungere la felicità eterna, la realizzazione incondizionata del suo io.

Poiché io stesso sono libero, privo di limitazioni, poiché sono il tutto e non la parte; poiché non sono la parte relativa, bensì la Verità intera che è eterna, per questa ragione desidero che coloro i quali cercano di intendermi, siano liberi: ma non voglio che questa loro libertà li porti a seguire me, né a fare di me una gabbia, che si trasformi in seguito in una religione, in una setta. Costoro, invece, dovrebbero essere liberi da ogni timore: da quello della religione, della salvezza, della spiritualità, dell’amore, della morte e della vita medesima. Come l’artista dipinge un quadro perché per lui il dipingere è una gioia, l’espressione dell’esser suo, la sua gloria, il suo benessere, per le stesse ragioni io seguo il mio lavoro, e non già perché desidero avere qualche cosa da chicchessia.

Voi, invece, siete abituati all’autorità, o all’atmosfera dell’autorità, ritenendo che l’autorità medesima possa condurvi alla spiritualità. Pensate e sperate che un’altra persona possa, mediante le sue facoltà eccezionali, per un atto miracoloso, trasportarvi a quel regno dell’eterna libertà che è Felicità. L’intera visuale vostra della vita si fonda sull’autorità.

Mi avete ascoltato già da tre anni, senza che (salvo rare eccezioni) si sia verificato alcun mutamento in voi. Ora vi prego di analizzare attentamente le mie parole e di far uso del vostro senso critico, affinché possiate intendere completamente, profondamente quanto vi dico. Quando cercate un’autorità che vi conduca alla spiritualità, siete costretti automaticamente ad elaborare un’organizzazione intorno a quell’autorità. E, per il fatto stesso di aver creato tale organizzazione (che voi credete possa aiutare questa autorità a condurvi verso la spiritualità), siete imprigionati come in una gabbia. Vi ripeto ancora che, se vi parlo apertamente, lo faccio, non per durezza, né crudeltà, né per entusiasmo nel mio proposito, ma perché voglio farmi intendere perfettamente da voi. Vi trovate riuniti qui per ascoltarmi; sarebbe dunque una grande perdita di tempo se non esponessi ora, in termini chiari e netti, il mio punto di vista.

Per diciotto anni vi siete andati preparando per questo avvenimento: la venuta dell’Istruttore del Mondo. Per diciotto anni vi siete occupati di organizzare, siete andati in cerca di qualcuno che avesse potuto procurare ai vostri cuori, alla vostra mente, nuove gioie, trasformando l’intero corso della vostra vita; qualcuno capace di darvi una nuova comprensione, che vi avrebbe innalzati ad un livello più elevato della vita, che vi avrebbe incoraggiati, che vi avrebbe dato la libertà; ed ora, osservate quello che accade: meditate, ragionate con voi stessi e scoprite in quale modo la vostra credenza vi ha reso diversi dagli altri; non già diversi in un senso superficiale, come sarebbe quello di esservi fregiati di un distintivo, ciò sarebbe puerile, assurdo. Tale credenza bastò a far scomparire dalla nostra vita tutte le cose non essenziali? Ecco l’unico modo di giudicare: fino a che punto siete più liberi, più grandi, più pericolosi ad ogni Società fondata sulle cose false e non essenziali? In quale modo i membri di questa organizzazione della Stella si sono resi diversi dagli altri uomini?

Come dissi, vi siete andati preparando, per me, già da diciotto anni. Non mi importa che voi crediate o meno che io sia l’Istruttore del Mondo. Ciò ha ben poca importanza, dal momento che appartenete a questa organizzazione, che si chiama Ordine della Stella e che ad essa avete dato il vostro appoggio, le vostre energie, riconoscendo in Krishnamurti l’Istruttore del Mondo – completamente o in parte: completamente per coloro che cercano veramente, in parte, per coloro che si contentano della loro mezza verità.

Da diciotto anni avete compiuto dei preparativi e vedete quante difficoltà vi sono per quanto riguarda la vostra comprensione, quante complicazioni, quante cose meschine!

I vostri pregiudizi, i vostri timori, le vostre autorità, le vostre chiese nuove e vecchie – tutte queste cose, lo ripeto ancora e lo sostengo, costituiscono delle barriere alla comprensione. Non posso spiegarmi più chiaramente di così. Non desidero che siate d’accordo con me, né voglio che mi seguiate; desidero solo che intendiate ciò che vi dico. Questa comprensione è necessaria, perché la vostra credenza non vi ha trasformati ma solo complicati, ed anche perché non volete cimentarvi con le cose quali sono. Volete avere i vostri dei – nuove divinità in luogo di quelle antiche, nuove religioni in luogo di quelle del passato, nuove forme invece di quelle d’un tempo; e tutte queste cose sono tutte egualmente prive di valore; sono tutte degli ostacoli, delle limitazioni, delle stampelle. In luogo delle antiche differenze spirituali, ne avete delle nuove; invece dei culti dei tempi passati, avete dei culti nuovi.

Tutti vi affidate a qualche altra persona, perché da questa giungano a voi spiritualità, luce, felicità. E, sebbene per me siate andati compiendo dei preparativi durante gli ultimi diciotto anni, pure, quando vi dico che tutte queste cose non sono necessarie, che dovete abbandonarle tutte e cercare entro all’essere vostro la luce, la gloria, la purificazione, la incorruttibilità dell'”io” neppure uno, o al più, pochi, pochissimi tra voi sono disposti a farlo. Dunque, a che pro una organizzazione? Perché devo io, che sono la personificazione della Verità, avere come seguaci delle persone false ed ipocrite? Tenete sempre presente che non intendo esprimermi con durezza e con poca indulgenza, ma siamo giunti fino ad un punto in cui è necessario che vediate le cose come sono veramente. Lo dissi già fin dall’anno scorso, che non avrei accettato alcun compromesso. Pochissimi mi ascoltarono allora.

Quest’anno ho parlato con perfetta franchezza e mi sono spiegato con la massima chiarezza. Ignoro quante migliaia di persone, membri dell’Ordine della Stella, abbiano preso parte a quell’opera di preparazione che fu compiuta per me durante gli ultimi diciotto anni; tuttavia, adesso queste stesse persone non sono disposte ad ascoltarmi, né ad accogliere completamente, incondizionatamente le mie parole. Perché, dunque, avere una organizzazione? Come già dissi, il mio scopo è quello di rendere gli uomini liberi, di una libertà incondizionata, poiché ritengo che l’unica spiritualità consiste nella incorruttibilità dell’“io” che è eterno e nell’armonia tra la ragione e l’amore. Questa è la Verità assoluta, incondizionata che è la Vita medesima. Voglio, dunque, liberare l’uomo affinché questi si renda libero, come l’uccello che gioisce innalzandosi nel cielo limpido, libero da ogni laccio, estasiandosi della sua libertà. Ed io, per il quale vi siete preparati già da diciotto anni, vi dico ora che dovete liberarvi da tutte queste cose, liberarvi dalle vostre complicazioni, dai vostri intrighi.

Per tutto ciò non occorre il concorso di un’organizzazione, basata sopra una credenza di ordine spirituale. Perché dovremmo mantenere un’organizzazione per l’uso di cinque o dieci persone nel mondo, che intendono veramente, che lottano, che hanno messo in disparte ogni cosa puerile? In quanto ai deboli poi, nessuna organizzazione può aiutarli a trovare la Verità, perché la Verità è in ognuno; non è lontana, né vicina: è eternamente presente.

Nessuna organizzazione, nessuna personalità esteriore alla vostra, nessun culto organizzato e nemmeno la vostra auto-immolazione a favore di una causa possono rendervi liberi, né potrete raggiungere la libertà unendovi ad organizzazioni, né ingolfandovi in imprese di qualsiasi genere. Voi usate la macchina da scrivere per la vostra corrispondenza. ma non la posate sopra un altare per adorarla, il che è, all’incirca quello che fate allorché date una così alta importanza alle organizzazioni. La prima domanda che tutti i reporters mi rivolgono è sempre questa: “Quanti sono i membri dell’Ordine?” “Quanti seguaci avete? Dal loro numero ci sarà dato di giudicare se ciò che dite, sia vero o falso”. Per mio conto, ignoro il numero dei membri della Stella: è un fatto che non mi riguarda. Come già dissi, se vi fosse fra costoro un solo uomo che avesse raggiunto la liberazione, ciò mi basterebbe. Inoltre, avete il concetto che solo certe determinate persone possiedono la chiave del Regno della Felicità. Nessuno possiede questa chiave: nessuno ha l’autorità di tenerla. Quella chiave è il vostro “io” medesimo e solo nello sviluppo, nella purificazione e nell’incorruttibilità di esso consiste il Regno dell’Eternità.

Vedete, dunque, quanto è assurdo tutto quell’edificio che avete costruito; quel vostro andare in cerca di un aiuto esterno, quell’affidarvi agli altri per procurarvi conforto, felicità e forza. Queste cose potrete trovare solo dentro di voi stessi. Perché dunque avere un’organizzazione? Siete avvezzi a sentirvi dire fino a qual punto avete progredito, qual è il livello spirituale da voi raggiunto. Che puerilità! Chi, all’infuori di voi medesimi, potrebbe dirvi se, internamente, possedete la beltà o la bruttezza? Se siete incorruttibili? Voi trattate questi argomenti senza alcuna serietà. Perché dunque avere un’organizzazione? Ma coloro che desiderano veramente capire, che cercano veramente ciò che è eterno, senza principio né fine, avanzeranno compatti con maggiore lena, divenendo pericolosi per tutte le cose non essenziali, per le cose irreali, per le ombre. Questi individui concentreranno sempre maggiormente le loro forze e diverranno la fiamma, perché essi comprendono. Ora, è precisamente un tale gruppo di individui che dobbiamo creare e questo appunto è il mio scopo. A causa della vera comprensione, si stabilirà la vera amicizia, ed a causa di questa vera amicizia (che sembra esservi ignota) vi sarà la vera cooperazione da parte di ognuno. Ognuno spiegherà la sua attività, non in obbedienza ad un’autorità riconosciuta, non per la propria salvezza, non per sacrificarsi ad una causa, ma perché realmente comprende ed è, perciò, capace di vivere nell’eterno. Questa è una cosa ben più grande di ogni piacere, di ogni sacrificio. Vi ho qui esposte alcune delle ragioni per le quali sono venuto alla decisione attuale, dopo aver considerato accuratamente la questione, per lo spazio di due anni. Non si tratta di un mio impulso momentaneo.

Non fui spinto da alcuno. In simili faccende non mi lascio persuadere. Per due anni ho meditato lentamente, pazientemente, accuratamente tutta la questione ed ora, essendo io a capo dell’Ordine della Stella, ho deciso di discioglierlo. Voi potrete costituire delle altre organizzazioni ed aspettare l’arrivo di qualcun altro. Ciò non mi riguarda, come non mi preoccupo di creare delle nuove gabbie, né ancora dei nuovi ornamenti per quelle gabbie. Il mio unico pensiero è quello di liberare gli uomini, di renderli liberi, assolutamente ed incondizionatamente liberi.

 

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5 risposte a Krishnamurti. Scioglimento dell’ordine della stella.

  1. L. C. ha detto:

    complimenti per quest’articolo, continua così.

  2. Pingback: Dharma, Karma, Varna. | Cimitero del conosciuto.

  3. roberto cinelli ha detto:

    È evidente che o non hai muletto Osho o non ne hai mai capito nemmeno una sillaba.

    • gabrielemanfre ha detto:

      Conosco molto bene gli “insegnamenti” di Osho, come conosco i suoi seguaci che ho frequentato tra gli anni 70 e 80. Non c’è nulla di originale, è tutto preso da altri insegnamenti e maestri spirituali, tante cose diverse, e spesso incompatibili tra loro, mescolate insieme per soddisfare la nevrosi pseudo spirituale degli occidentali ignoranti in materia. Fortunatamente ho avuto la possibilità di risalire alle fonti e conoscere gli insegnamenti originari e autentici, e ho potuto quindi confrontare e discernere con piena cognizione di causa. Quella di Osho, è soltanto un operazione di marketing operata mediante la manipolazione propagandistica, le vittime di questo tipo di falsi guru, girano a vuoto e non fanno alcun progresso nella conoscenza spirituale, è soltanto una stravagante forma di intrattenimento, un altra arma di distrazione di massa come ce ne sono tante.

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