Il Natale Del Comune Mortale

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Il natale del comune mortale giunge quando ormai non è più importante.

Troppo tardi, dopo che allungo si è vissuto inutilmente.

Soltanto per assistere al trionfo del nulla mescolato con il niente.

Per vedere il tramonto definitivo del tempo e dell’ultima umanità vivente.

Per giungere in quest’epoca opprimente, circondati dalla gente demente.

Angosciati dall’impazzimento dell’umanità morente.

Potendo soltanto fuggire dalle loro intenzioni violente.

Nella prospettiva deprimente della stronzaggine imperante.

Senza che ci sia più nulla di significante.

Senza più nulla di gratificante di cui possa ancora importarci veramente.

Che non ci lasci con sentimento indifferente.

Scenario terrificante, ove ogni intento è inconcludente.

Ogni movimento è paralizzante.

Ogni suono è assordante.

Ogni odore è nauseante.

Ogni parola è arrogante.

Ogni gesto è insufficiente.

Ogni conoscenza è incompetente.

Ogni incontro è avvilente.

Ogni dialogo è inesistente.

Ogni atteggiamento è decadente.

Ogni inganno di mercato è trionfante.

Ogni efficienza è delinquente.

Ogni attitudine è praticata brutalmente.

Ogni disponibilità è data ingannevolmente.

Ogni sorriso è esibito ipocritamente.

Ogni abbraccio è soffocante.

Ogni rapporto è stridente.

Ogni valore è calcolato sommariamente.

Ogni carezza è schiaffeggiante.

Ogni ragione è del prepotente.

Ogni idea è di chi mente.

Ogni logica è impotente.

Ogni cambiamento è per mantenere l’esistente.

Ogni problema è considerato disumanamente.

Ogni cultura è per aggredire l’ignorante.

Ogni oggetto è contundente.

Ogni sostanza è stupefacente.

Ogni bevanda è inebriante.

Ogni pietanza è intossicante.

Ogni atmosfera è pesante.

Ogni sentimento è opprimente.

Ogni vizio è seducente.

Ogni abitudine è inquinante.

Ogni pensiero è avvilente.

In questo banale natale e del soccombere normalmente.

Presagio d’una catastrofe imminente.

Quando al qualcosa si preferirebbe il nulla del morire isolatamente.

Quando ormai di vivo e di vero non c’è rimasto altro che la nostra fine incombente.

Allora sì che del natale non ce ne può più fregare niente.

 

Possibile traduzione della canzone At A Later Date ( Più Tardi ) dei Joi Division

Perché dobbiamo essere repressi

Quando cerchiamo di fuggire

Perché dobbiamo tutti crescere

Quando potremmo solo giocare e giocare

Le cose buone della vita sono gratis

Non si può comprare tutto, è vero

Solo una cosa è sbagliata in tutto ciò

Quello che non compro – non lo uso

La sola cosa a cui sto pensando

È perché siamo tutti qui

Deve esserci qualcosa di meglio da fare

La notte che bere birra disgustosa

Il mondo è un posto molto infido

’’Fare buon viso a cattiva sorte’’

Sembra essere l’unica cosa da fare

Quando proprio imperversa

Più tardi—

Potrebbe succedere qualcosa di spaventoso

Più tardi—- spero che tu stia bene

Gli esseri umani sono pericolosi

E mi chiamano nel buio

Ma tutto diventa doppiamente freddo

Marciando per uno scherzo

Ci sono un sacco di cose che mi piacerebbe fare

Se potessi trovare il tempo

Lavorare mi stanca veramente

E penso che mi darò al crimine

Più tardi —- spero che cominci presto

Più tardi —- prima di raggiungere la luna

Semplicemente non posso proprio essere seccato

Per fare uno sforzo qui

La gente rende rende i tuoi contributi paganti tutti troppo miseri

Più tardi —- sarò terribilmente grande

Più tardi —- qualcuno da qualche parte l’avrà fatto esplodere

Più tardi

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Perché si può essere contrari alla procreazione umana.

I numeri derivano dalle forme, ma le forme non derivano dai numeri. Dal triangolo e dal quadrato derivano il 3 e il 4, ma dal 3 e il 4 non possono derivare, in base a una inesorabile conseguenza logica, le relative forme geometriche, in quanto i numeri possono riferirsi tanto alla quantità delle forme diverse, come triangoli diversi, oppure a delle quantità misurabili di distanze, quindi non è possibile che la conseguenza logica del 3 sia esclusivamente, ad esempio un triangolo equilatero, mentre è conseguenza inevitabile il contrario, ovvero che da un triangolo derivi il concetto del 3. Da questo si deduce che la logica matematica non può costituire un tipo di logica di ordine superiore, ma va senz’altro considerata come una logica particolare e utile soltanto a questioni di natura particolare. Ne consegue anche che vanno considerati sbagliati tutti i tentativi di dare un significato all’esistenza e in particolare all’esistenza umana, sulla base di quantificazioni numeriche, cioè partendo dall’idea che i numeri si riferiscano a un livello di realtà superiore ad altri. I numeri sono soltanto strumenti, le quantità e i rapporti tra esse hanno un valore relativo che in nessun modo potrà diventate fondamento di valori socialmente condivisibili.

Le radici del conformismo, hanno certamente origine nell’esigenza di creare una coesione sociale, unità d’intenti e di valori condivisi, che rendono possibile la vita nella condizione umana, che essendo condizione di natura sociale, fa sì che l’individuo tragga forza e motivazione dal senso di appartenenza al gruppo che lo ha accettato come suo componente. Fin qui sembrerebbe che tutto vada bene, che basti conformarsi alle idee degli altri e che basti questo per star bene tutta la vita, ma le cose non stanno proprio così. Non è così perché a differenza degli altri animali sociali, gli esseri umani hanno la capacità di farsi delle domande e di cercare delle risposte, sono anche capaci di immaginare scenari e soluzioni differenti da quelle che la natura dispone sulla base di una presunta meccanicità da cui deriverebbero i comportamenti istintuali. In altre parole: l’utilità del conformarsi nei gruppi sociali, difficilmente può andare d’accordo con la natura creativa umana. Se gli altri animali sociali, possono semplicemente agire istintivamente per garantire la continuità della specie, gli esseri umani questo non possono farlo. Potrebbe trattarsi di un difetto, del cosiddetto “animale malato” fatto sta che questa è la condizione umana, nessun essere umano può realmente accontentarsi di nascere, vivere facendo soltanto quello che è stabilito dalla società ed esser poi contento di scomparire con la morte. Se agli esseri umani neghiamo la possibilità d’essere creativi, sia nel modo di vivere che ne comprendere il significato di questo vivere, non avremo degli esseri felici come dei gorilla che vivono indisturbati nella loro foresta, ma avremo degli esseri profondamente infelici perché si ritrovano a vivere disturbati al di fuori del proprio ambiente di umana natura. Gli esseri umani non possono semplicemente vivere, perché hanno l’esigenza di comprendere questo loro “semplice vivere” che non potrà mai essere il semplice vivere dei gorilla, ma dovrà essere il semplice vivere degli esseri umani. Per ritrovare il proprio semplice vivere, l’essere umano dovrà inevitabilmente affrontare la questione della procreazione, essendo in questo caso un atto volontario, non può prescindere dalla consapevolezza che la nascita comporti anche sofferenza e morte.

La mia idea è molto semplice: se noi non esistessimo non sentiremmo neanche la nostra mancanza, è una logica impeccabile e risolutiva di tutti i nostri problemi. A differenza degli animali, la procreazione umana comporta la consapevolezza che al nascere fa seguito anche il soffrire e il morire. Anche volendo non potremmo mai agire per solo istinto, quindi l’opportunità della nostra nascita può essere messa in discussione. Ognuno di noi può legittimamente chiedere ai propri genitori per quale motivo lo hanno messo al mondo, e si può anche pretendere una risposta che non sia legata a questioni di fede. Differente invece è la questione dell’adozione, non implicando la procreazione, si dovrà necessariamente basare su motivazioni differenti dall’istinto procreativo. Chi si propone di adottare un bambino, manifesta la necessità di porre in qualche modo rimedio al fatto che sia nato, e quindi cerca di dare un senso umano a questo accadimento. Perché la vita umana potrebbe ugualmente avere un senso e una ragion d’essere, ma questa non può essere data per scontata o affermata come un dogma di fede, non si possono adottare delle risposte per sola esigenza di adeguarsi alla conformità sociale. La ricerca di queste ragioni è una faccenda terribilmente seria, dalla quale dipende la sopravvivenza stessa dell’umanità, perché i valori convenzionali non rassicurano più nessuno, è ormai esperienza comune che nella attuale società, i valori che conferivano importanza e rispettabilità alla nostra vita, cambiando le circostanze, come ad esempio con una crisi economica, quelli che prima erano valori di riferimento, improvvisamente non lo sono più, e quelli che erano considerate come persone, cambiate le circostanze, divengono: effetti collaterali, esodati, esuberi, o in generale sacrifici umani necessari a placare gli dei del mercato globale. Poi, la fine del senso di appartenenza al gruppo e la coesione sociale vengono inevitabilmente a mancare, e quello che prima dava un senso di sicurezza all’individuo, diviene un nemico opprimente, un mostro terrificante, la massa degli indifferenti e violenti da cui fuggire.

Il ricordo della nostra esistenza: se la morte comportasse la cessazione del nostro esistere, tale ricordo non ci apparterrebbe più, in quanto inesistenti non potremmo ricordarci neanche della nostra avvenuta esistenza, reale o immaginaria che sia. Quindi, la memoria come patrimonio evolutivo, non apparterrebbe al soggetto che nasce e muore, ma apparterrebbe a una dimensione sovra individuale, obbiettiva e non soggettiva. Può darsi, che anche la dimensione soggettiva e transitoria abbia un valore e una ragion d’essere utile anche a sé stessa, ma sarà una ragione comunque dipendente e conseguente da quella dimensione sovra individuale e obbiettivamente permanente.

Tornando alla questione delle adozioni, i genitori dovrebbero essere coloro che questo senso o ragione della singola vita umana, lo hanno compreso e possono quindi comunicarlo a questa nuova persona come retaggio culturale, questa è una circostanza indipendente dal fatto d’essere genitori biologici o adottivi. Di sicuro non si dovrebbero desiderare dei figli intesi soltanto come bambini, magari pensando che possano essere di compagnia per colmare un vuoto esistenziale. Essendo, quella umana, una dimensione sociale, nella procreazione ci si fa carico anche dell’educazione, il che implica il farsi carico anche del corretto sviluppo della società in cui si vive. Non si possono educare correttamente dei figli destinati a vivere in una società maleducata, ovvero incapace di promuovere la felicità dell’individuo, che non sia un tipo di felicità esclusiva e penalizzante della felicità altrui. Per sintetizzare in una semplice domanda: è giusto desiderare che i nostri figli debbano vivere in una società che riteniamo sbagliata, senza accompagnare il progetto procreativo a una trasformazione dell’intera società? Sarà poi del tutto inutile dire a questi figli, che sono loro ad essere sbagliati, in quanto incapaci di adattarsi a una società che viene ritenuta giusta a prescindere dalla reale possibilità che le persone possano viverci felici, perché questi figli non ci crederanno e preferiranno buttare le loro vite in discoteca e cose simili. Che rapporto c’è tra la nostra evoluzione nello spazio limitato di una singola vita, e l’evoluzione dell’umanità? Se la condizione umana fosse semplice da capire, forse vivremmo nel paradiso in terra, ma evidentemente non è così semplice.

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Possibile traduzione della canzone: WARASW Dei Joi Division

3-5-0-1-2-5- Vai!

Ero là dietro le quinte

Quando arrivò la prima luce

Sono cresciuto come un bimbo rapito

Ad aspettare la prima volta

Potrei vedere tutte le debolezze

Potrei cogliere tutti gli errori

Ma io ammetto tutte le professioni di fede

Solo uno stecco in gola

3-1-G

A spasso nella tua colonna sonora

Per rispecchiare tutto ciò che hai fatto

Per trovare il giusto verso della ragione

Per uccidere le bugie tutte in una volta

Potrei vedere i semplici fatti

Potrei vedere attraverso i tuoi occhi

Tutto questo non mi distacca

Indipendentemente da quanto ci provi

3-1-G

Potrei ancora sentire i passi

Potrei vedere solo muri

Dico ‘’hey’’ alle tue folli trappole

Senza sentire assolutamente nulla

Potrei vedere la contraddizione

Potrei abbandonare la lotta

Solo per vivere nel passato remoto

Per far credere che avevi ragione!

3-1-G

3-5-0-1-2-5

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