Laogai, i campi di tripla concentrazione del pomodoro cinese e della nostra totale ignoranza politica.

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Il partito comunista italiano, fu un partito autenticamente democratico. Fin dal 1968, in occasione della Primavera di Praga, prese definitivamente le distanze dal regime sovietico, e da quel momento in poi, portò avanti senza più ripensamenti, la via italiana al comunismo democratico. E bene anche ricordare, che ancor prima del partito istituzionale, furono i giovani comunisti dell’epoca a prendere le distanze dal regime sovietico, e durante la rivoluzione Cecoslovacca, i giovani comunisti italiani erano certamente schierati con i quei rivoltosi che potevano riconoscere come compagni di lotta per le libertà democratiche. Questa verità storica, sembra che oggi tutti se la siano dimenticata, eppure dovrebbe esser chiaro a tutti, che alla fine degli anni ottanta, quello che è accaduto non è stata la vittoria della democrazia sul comunismo, ma è stata la definitiva sconfitta della democrazia dinnanzi al capitalismo antidemocratico, fino ad arrivare al completo disfacimento dei valori fondanti della democrazia.

Estratto dalla seduta della camera dei deputati del 29 Agosto 1968, intervento introduttivo di Pietro Ingrao portavoce del Partito Comunista Italiano.

“Non solo non abbiamo taciuto, ma abbiamo agito e cercato di pesare; e di fronte all’intervento militare dei cinque paesi del patto di Varsavia abbiamo espresso il nostro grave dissenso e la nostra riprovazione, non solo perché dinanzi a quegli eventi ogni forza politica era tenuta a dimostrare chiarezza di giudizio e assunzione di responsabilità, ma perché abbiamo sperato che la nostra voce, unita a quella di altri partiti comunisti, potesse recare un aiuto e impedire il peggio. Abbiamo considerato e consideriamo che si dovesse ricercare e favorire, in quella situazione, una soluzione politica dei contrasti che consentisse alla Cecoslovacchia di continuare a sviluppare il processo rinnovatore. In questo senso e in questo quadro abbiamo ritenuto positivo che si sia giunti al negoziato e sia stata evitata una esasperazione del conflitto che sarebbe stata tragica. Comprendiamo le condizioni difficili in cui i dirigenti del partito cecoslovacco, con grande dignità e senso di responsabilità, hanno discusso a Mosca: esprimiamo qui la nostra solidarietà ad essi e insieme l’augurio, la speranza, l’esigenza che rapidamente l’attuale pesante situazione possa essere totalmente superata e si giunga al ritiro delle truppe dei cinque paesi e la Cecoslovacchia possa continuare il suo lavoro, il suo impegno per il socialismo, per il progresso, per la pace.”

02 - Vota comunista

Se si introduce una conferenza sui campi di concentramento cinesi, perché lo si fa mostrando degli oggetti che sono stati prodotti nella prospettiva del profitto privato capitalista, lasciando invece intendere che siano il prodotto di un economia pianificata comunista?

Perché si parla dei laogai, mescolando quello che erano durante il regime maoista, insieme a ciò che sono nell’attuale regime capitalista cinese?

Perché si dice che attualmente nei campi di concentramento cinesi, verrebbero internati gli imprenditori, quando questo ovviamente non è affatto vero?

Perché non si sente l’impellente necessità di distinguere l’ideologia comunista dalla sua strumentalizzazione da parte delle dittature come quella cinese?

Perché non si sente neanche la necessità altrettanto impellente, di dire che un economia pianificata finalizzata al bene comune, non solo non implicherebbe necessariamente d’essere attuata con i metodi della violenza dittatoriale, ma anzi, che sarebbe più probabile poterla attuare, mediante una rivoluzione culturale democratica e non violenta?

E perchè non ci si domanda invece, sul come nell’ambito dell’ideologia capitalista, non solo è inconcepibile la pianificazione dell’economia, ormai indiscutibilmente necessaria alla stessa sopravvivenza umana, ma non ci si domanda neanche, del fatto che la realizzazione di una vera democrazia, in un ambito capitalista, risulti in modo ormai più che evidente impossibile da realizzare?

Perché Roberto Saviano non si pone queste fondamentali domande?

Sarà soltanto per quell’ignoranza che contraddistingue tutti quelli della sua generazione, indottrinati nell’anti comunismo acritico, che è stato fondamentale per garantire vent’anni di consenso berlusconista? Sarà soltanto per questo motivo che Roberto Saviano è così stranamente agevolato e autorizzato a parlare alla televisione nei programmi di massimo ascolto? Anche quando sappiamo bene che la sua presenza fa crollare gli ascolti? E quando sappiamo anche che gli unici che non cambiano canale sopraffatti dalla noia, saranno soltanto coloro che nel frattempo sono stati sopraffatti anche dal sonno, e sono di conseguenza impossibilitati nella loro libertà d’agire? Perché si concede tanto spazio mediatico a uno che quando non può dire delle falsità, allora dice delle assolute banalità?In Cina non c’è nessun comunismo. Non c’è mai stato, il maoismo è semplicemente stato ed è tuttora, la strumentalizzazione dell’ideologia comunista ai fini di instaurare una dittatura basata sul culto della personalità del dittatore e sul militarismo nazionalista. Mentre invece, come dimostra la storia del partito comunista italiano, il comunismo è sempre stato, ed è ancora l’unico possibile fondamento di una vera democrazia, è l’unica ideologia che mette in primo piano il bene comune in alternativa al falso bene privato. Anche Saviano confonde, o fa finta di confondere, le parole con la sostanza delle cose, quello cinese è un regime capitalista, è l’ideologia dello sfruttamento e non certo della giustizia sociale e dei diritti dei lavoratori. Il regime cinese, rappresenta la piena realizzazione del nostro capitalismo mafioso. Di fronte a questi livelli ridicoli e intellettualmente disonesti di disinformazione, i casi sono due: o Roberto Saviano è un idiota o è un manipolatore dell’informazione che collabora con i poteri corrotti, adottando la classica tattica della polpetta avvelenata, dove il vero viene mescolato con il falso, in modo che tutto divenga falso e incomprensibile. Lo stesso Saviano, è quello che ama raccontare di come la mafia corrompa la politica, e si dimentica invece, di raccontare di una classe imprenditoriale che ha sempre agito come una mafia legalizzata, capace di corrompere in maniera assai più incisiva la politica democratica. Perché in fine, Roberto Saviano, il divo della tv, quando parla dei metodi repressivi delle dittature, nomina come esempi esclusivamente i cosiddetti regimi comunisti? Non ha mai sentito parlare dei metodi repressivi nelle dittature fasciste? Forse pensa anche lui che i fascisti in fondo fossero dei bravi ragazzi? Perché non ne nomina neanche una delle dittature fasciste? E perché invece di parlare semplicemente della persecuzione dei dissidenti, preferisce parlare di controrivoluzionari di destra, non lo sa che le prime vittime di tutti i regimi comunisti, sono sempre stati proprio, tutti quelli che avevano un idea diversa del comunismo e che quindi, casomai, si dovrebbero definire controrivoluzionari di sinistra e non di destra? Perché non si fa nessun cenno alla strage di piazza Tienanmen, che ha dato inizio all’attuale regime capitalista cinese, dove gli studenti che chiedevano democrazia, sventolavano le bandiere comuniste, e molto probabilmente fu proprio per questa inaspettata associazione di democrazia e comunismo che si scatenò la repressione più feroce?

Può veramente essere così ignorante Saviano? Non credo che si tratti di ignoranza, c’è una chiara intenzione di manipolare l’opinione pubblica con la disinformazione, per convincerla dell’assurda idea che il capitalismo possa essere democratico, e che la stessa Cina si stia avviando verso la democrazia, cosa che ovviamente non sta avvenendo per niente, mentre invece sono le democrazie che stanno rapidamente diventando cinesi.

Al termine del monologo di Roberto Saviano, Harry Wu racconta la parola “laogai”

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Sempre a proposito di strategie di disinformazione, questo giornalista le supera tutte, secondo lui, un contadino, il giorno stesso della strage di piazza Tienanmen, fermava un carro armato per fare conversazione o per vendere delle mele al carrista. È più idiota lui o quelli che gli credono? E questo è soltanto uno dei tanti esempi della disinformazione sistematica che è in atto sul regime cinese da parte di gente chiaramente collusa.

La vera storia della foto di Piazza Tienanmen

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I loagai, sono i campi di lavoro cinesi dove vengono comunemente applicate la tortura, la rieducazione politica e dove vi è un alto grado di mortalità dei prigionieri riconducibile a maltrattamenti di vario tipo. Dovrebbe anche essere ormai noto a tutti l’uso che il governo cinese fa della manodopera a costo quasi nullo costituita dai carcerati, che secondo alcune fonti sarebbero sottoposti a ritmi di lavoro disumani e quindi ridotti in schiavitù.

Lager” di oggi: I Laogai cinesi

Riguardo ai campi di concentramento e sterminio nazisti, anche quando erano già da tempo in funzione, chi sapeva faceva finta di non sapere, mentre tutti gli altri minimizzavano o ignoravano, questo a causa della solita devastante superficialità che sta all’origine di tutte le tragedie umane. La Cina rappresenta il male assoluto del nostro tempo. È la massima espressione della barbarie capitalista nel presente, è la più pericolosa, perché sta divenendo il modello neofascista che tutti tendono ad imitare, come se fosse un modello di progresso. Lo vediamo nella mentalità di crescente intolleranza e brutale violenza, sempre più frequentemente espressa dalle persone che ci circondano, senza accorgersene le persone stanno diventando squallide come i cinesi, e del tutto incapaci di senso critico, accondiscendono sempre più volentieri ai modelli di pensiero fondati sull’aberrazione della meritocrazia competitiva, dove il merito è misurato e identificato esclusivamente sul metro della efficienza competitiva.

Per quale motivo in Europa e negli Stati Uniti, non si vede ancora un movimento di boicottaggio nei confronti di tutte le produzioni cinesi? La risposta è semplice: per superficialità e ignoranza. È la stessa identica superficialità e ignoranza che porta un crescente numero di persone, a identificare erroneamente la causa della crisi economica nell’incapacità della classe politica, ignorando del tutto che tale incapacità, è a sua volta frutto di un opera di corruzione da parte dei poteri economici corrotti e di un sistema capitalista, che è incompatibile con la democrazia e con i valori umani.

C’è però una differenza tra l’orrore nazifascista e quello cinese, i campi di concentramento cinesi, sono la premessa per la trasformazione dell’intero mondo in un unico grande campo di sterminio, dal quale non usciranno mai dei sopravvissuti che potranno raccontare ai posteri di questo ennesimo orrore, perché non ci saranno più neanche i posteri di questo sterminio di massa.

Il video che segue, è un altra chiara dimostrazione dell’assoluta cretinaggine e ignoranza della gente, confusa dalla disinformazione di quegli italiani corrotti e collaborazionisti dei cinesi. Il triplo concentrato di pomodoro, è una produzione cinese, messa in opera e resa concorrenziale, grazie ai campi di concentramento che impiegano la manodopera dei condannati ai lavori forzati. In questo video vediamo con assoluta chiarezza, qual’è la debolezza della nostra società e della nostra cultura, compromesse dalla sistematica disinformazione del marketing. Il mercato è sempre più una spelonca di ladri, farabutti, imbroglioni e delinquenti, che si presentano con sembianze di personcine tanto per bene e tanto ben pensanti, come ad esempio Roberto Saviano e Fabio Fazio.

5 ricette di giovani studenti per gustare il triplo concentrato di pomodoro

CINA : Cibo, il falso Made in Italy. Video reportage Tg1.

Mangiamo tutti Pomodoro CINESE [se non ci credi guarda il video]

Il pomodoro cinese: ha invaso veramente i nostri supermercati?

Il fatto che il triplo concentrato di pomodoro cinese, venga importato per essere trasformato e venduto all’estero come prodotto italiano, dovrebbe metterci a posto con la coscienza? E quello che succede veramente, lo vediamo nei supermercati? Non credo proprio..

La svolta del 1989, dai regimi detti “comunisti” agli attuali regimi capitalisti, ormai più da nessuno detti “democratici”. Comunque, in questo raro documento ancora reperibile su internet, sono visibili gli studenti che vennero massacrati a piazza Tienanmen, e si vedono anche le loro bandiere rosse. A quanto pare, fu proprio questa unione delle bandiere rosse al concetto di democrazia, che scatenò la brutale repressione, e in generale che portò quei regimi direttamente dal falso comunismo alla vera mafia che domina il mondo d’oggi.

Tg2 del 27 maggio 1989

Nel caso qualcuno fosse così cretino da non averlo ancora capito, al potere in cina c’è ancora lo stesso regime. Alcuni soggetti saranno stati sostituiti per ragioni anagrafiche, ma non c’è mai stata nessuna discontinuità con quella mentalità di regime, nessun ripensamento. È lo stesso identico regime, soltanto che adesso si arricchisce e aumenta a dismisura il suo potere con i metodi del capitalismo, del nostro stesso capitalismo, in combutta con le nostre classi imprenditoriali corrotte. Una corruzione di fronte alla quale la politica democratica può fare ben poco.

Franco Guarino ..RAI Uno… Cina :1989 i fatti di Piazza Tien a men

Roberto Saviano, dovrebbe spiegare come mai gli studenti cinesi in piazza Tienanmen, sventolavano le bandiere rosse e cantavano l’internazionale socialista mentre chiedevano la democrazia, e inveivano verso i soldati che li massacravano, chiamandoli fascisti. Provi a spiegare queste strane circostanze quando va in televisione, invece di continuare a fare una propaganda anticomunista, che mal cela tendenze e simpatie fasciste.

1989 Protesta Studenti piazza Tienamen

E fu il mondo intero a rimanere indifferente, e questa indifferenza, è oggi il nostro unico pane quotidiano che ci rimane e che ci avvelena tutti i giorni.

1989 Tienanmen, il manifesto studenti

In quello stesso giorno, è cominciata anche la vera crisi della nostra democrazia, in cui, uno dopo l’altro sono scomparsi tutti i nostri valori di riferimento morali e umani, fino ad arrivare all’impazzimento del berlusconismo, e all’impazzimento ancor peggiore che sta sorgendo nel vuoto politico e culturale del post berlusconismo.

4 Giugno 1989 Piazza Tienanmen

“LAOGAI! Dai lager cinesi ai nostri mercati” serie di video su you tube

Cina: le detenzioni psichiatriche forzate restano un problema

L’unica immigrazione di cui gli italiani benpensanti si dovrebbero preoccupare per dei validi motivi, è quella cinese, perché non si tratta di immigrazione, ma di invasione mossa da intenzioni imperialiste tutt’altro che pacifiche.

Il militarismo del Reich cinese

I LAOGAI: la MacchIna della RepRessIone In cIna

Cina: Pechino intensifica la fucilazione di massa e il traffico di organi.

Gabriele Manfrè Scuderi su facebook

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