Il ritorno all’innocenza della monosessualità.

Quanto qui verrà scritto va inteso soltanto come un autentico atto d’amore nei confronti di un umanità ormai andata oltre ogni indicibile sofferenza, sull’orlo dell’autodistruzione dovuta a ignoranza, arroganza, bigottismo, grettezza, pregiudizio, intolleranza e violenza.

amorepsiche

I Principi Della Passione

Procediamo in pace nel nome di Cristo Amen

Con gli angeli e i bambini ci riscopriamo fedeli

Sollevate i vostri portali principi e alzate lo sguardo, alle porte eterne

Ed entrerà il Re della Gloria, chi è il Re della Gloria?

Tristezza dimmi, tristezza dammi

Procediamo in pace nel nome di Cristo Amen

Tristezza dimmi, cosa vai cercando?

Il bene per il male (il bene partendo dal male)

La virtù per il vizio (la virtù’ partendo dal vizio)

Tristezza dimmi, perché il vangelo del male?

Qual è la religione in cui tutti sono tuoi fedeli?

Se tu sei contro Dio tu sei contro l’uomo, ( se tu sei contro l’uomo tu sei contro Dio )

Tristezza dimmi, perché il sangue per il piacere?

Il piacere senza l’amore. Non c’è più sentimento nel culto dell’uomo?

Tristezza, hai tu origini diaboliche o divine?

I principi della passione…. sono facili da capire fai quello che senti… senti sino alla fine
I principi della passione… sono marchiati a fuoco nella tua mente, fai ciò che vuoi… fallo sino a quando non trovi l’amore

Tristezza dimmi Osanna

Tristezza dammi Osanna

Il mito platonico di Eros 

02 - le talebane

Il porno è un percorso laterale, una convergenza stilistica della vita artificiale moderna con l’innocenza del primitivo preistorico.

Chi afferma che la pornografia possa far male alla salute, porta a sostegno di questa tesi delle argomentazioni che equivarrebbero a dire, che il cibo faccia male alla salute a causa dell’obesità, del diabete e delle altre conseguenze relative a una cattiva alimentazione. In oltre questi detrattori, parlano soltanto di alcuni generi del porno dimostrano di non conoscere veramente la materia o di essere in mala fede, perché parlano soltanto di quei generi pornografici dove le donne hanno un ruolo sottomesso e umiliante, ignorando invece tutta quella pornografia dove le donne sono pienamente protagoniste nel condurre il gioco con piena dignità della loro sessualità. Bisogna aggiungere che anche in quelle rappresentazioni umilianti, è sempre la donna che sceglie liberamente questo ruolo per il raggiungimento del piacere, è una recita, esattamente come gli attori che nei film assumono il ruolo dei cattivi, dei malvagi o di personaggi totalmente privi di dignità e che si compiacciono d’esser tali, ma non per questo l’attore si sentirà sminuito per aver recitato in questi ruoli. In quei generi pornografici dove la donna ha un ruolo umiliante e sottomesso, il messaggio che viene comunicato, è sempre quello che si tratta di una sua libera scelta motivata da specifiche preferenze sessuali, si possono non apprezzare queste preferenze sessuali, ma non si può condannarle soltanto perché sono diverse dalle nostre. Rimane ovviamente inammissibile che una donna possa essere costretta in qualsiasi modo a girare film porno, questo equivarrebbe a una violenza sessuale, e il sesso non è violenza, la violenza sessuale non è sesso, ma soltanto violenza.

Anche prendendo in considerazione le problematiche che vengono in essere dalla scoperta dei neuroni specchio, tali problematiche riguarderebbero ogni genere di azione nella rappresentazione cinematografica o teatrale, il problema dell’immedesimazione empatica nell’altrui azione riguarda qualsiasi tipo d’azione, allora la prima preoccupazione dovrebbe essere per tutti quei film e telefilm che normalmente entrano nelle case di tutti a tutte le ore, e che mostrano comportamenti e atti violenti di ogni genere, per non parlare dei videogames di combattimento di larga diffusione, mentre il porno bisogna andarselo a cercare. Bisogna anche specificare, che se ad esempio un tifoso di calcio si immedesima nel vedere le gesta del suo campione preferito, magari potrà farsi un taglio di capelli alla Mario Balotelli, potrà anche indossare la sua maglia quando andrà a giocare a calcetto con gli amici, ma non è che per questo egli sarà veramente convinto d’essere un grande campione del calcio, sarà un gioco, è ovvio!

Il sesso fa bene alla salute, questo è stato provato al di là di ogni ragionevole dubbio, non è indispensabile come il cibo, ma tantissime cose non sarebbero veramente necessarie alla semplice sopravvivenza. La masturbazione porta gli stessi benefici dal punto di vista fisiologico del sesso nella coppia, la pornografia, è la rappresentazione grafica di quelle immagini mentali che vengono comunque usate nelle pratiche di autoerotismo, si può considerare cibo per la mente al pari dell’arte, della letteratura e delle finzioni teatrali e cinematografiche. Se vogliamo veramente emancipare sia le donne che gli uomini dalla loro sessualità, dobbiamo ammettere la possibilità che la sessualità possa essere vissuta in completa autonomia, in modo che essa non interferisca nelle relazioni umane, questo non toglierebbe nulla a coloro che riescono a vivere una soddisfacente vita di coppia, ma darebbe invece un importante opportunità a tutti coloro che che non possono realizzarsi nella coppia. Se vogliamo veramente tutelare le donne, dobbiamo dare un alternativa a tutti quegli uomini che da esse vengono scartati nella loro selezione dei possibili compagni. Le donne hanno le loro esigenze nel fare questa selezione, perché devono trovare l’uomo adatto al poggetto procreativo che inconsciamente o consapevolmente perseguono, i criteri sono razionali e istintivi, l’aspetto fisico è un indicatore dello stato di salute, carattere e posizione lavorativa ne garantiscono l’affidabilità, ma in definitiva, in questa selezione soltanto uno su mille ce la fa, e degli altri novecentonovantanove uomini scartati cosa ne facciamo? Naturalmente la maggior parte delle donne, dopo aver allungo aspettato il principe azzurro, alla fine stanche di aspettare, prendono il primo ranocchio che gli pare un po’ meglio degli altri, e cercano di trasformarlo in un principe, con il passare del tempo si rendono anche conto che non si può cavare sangue dalle rape e si rassegnano, oppure divorziano. Gli uomini invece, pur non essendo dei principi azzurri, per paura di rimanere soli e sfigati, fanno carte false mettendo in scena la recita dell’uomo ideale, ma sappiamo bene come vanno a finire queste storie e quanta infelicità generino. Allora, non sarebbe meglio considerare delle soluzioni alternative? Gli effetti collaterali negativi della pornografia sono in massima parte attribuibili alla condanna e all’isolamento sociale, l’uso della pornografia genera sensi di colpa e spinge alla clandestinità e alla solitudine, è quando di certe cose non si può parlare e non si possono condividere, quando per questi motivi l’autostima viene compromessa, allora sì che può diventare un problema patologico, la stessa identica cosa succede con l’omosessualità. A parte la condanna sociale, gli aspetti negativi della pornografia sono tutti riferibili a questioni di senso del limite, ma parlare di dipendenza dal sesso o dalla pornografia è un gravissimo errore, in quanto questa dipendenza viene percepita come una malattia soltanto in rapporto a delle conseguenze relazionali e quindi alla condanna sociale, senza questa condanna e i relativi sensi di colpa, si tratterebbe soltanto di una preferenza sessuale. Poi possiamo anche discutere su quale sia il vero scopo e significato della vita umana, sul perché il vuoto esistenziale porta alla necessità di una costante distrazione e fuga dalla realtà, ma questo è veramente un altro discorso, dove si dovrebbero prendere in considerazione tutti i tipi di distrazione e fughe dalla realtà, come tutti i tipi di dipendenze, sarebbe un discorso che non ha nulla a che vedere con questioni di salute, non confondiamo l’igiene con la moralità, e soprattutto non confondiamo il moralismo con la moralità, e non strumentalizziamo la scienza per portare avanti campagne ispirate dal bigottismo religioso, che sa proporre soltanto la censura e la repressione violenta. La scienza ha dimostrato che gli eventuali effetti dannosi della masturbazione e dell’uso della pornografia, sono ampiamente compensati dagli effetti benefici, per il resto il senso della misura riguarda ogni aspetto della vita umana e non si può adottare un criterio speciale soltanto per alcune preferenze sessuali. Non dimentichiamo che certi religiosi, come i cristiani, ammettono il sesso soltanto come strumento procreativo, e sono convinti che la nascita umana sia un “dono” divino, anche se l’evidenza farebbe pensare più che altro a un castigo divino, questa prospettiva religiosa compromette pesantemente l’interpretazione dei dati d’osservazione che la scienza può fornire. Non permettiamo mai più ai religiosi di dettare legge, che di danni ne hanno fatti già abbastanza nel corso della storia! Se qualcuno dovesse maturare la convinzione di essere diventato dipendente dal sesso e dalla pornografia, il che vorrebbe dire d’essersi convinti che questa attività li stia distogliendo da altre attività più importanti, il primo consiglio che gli si dovrebbe dare è quello di far chiarezza con se stessi, di capire cosa vogliono veramente dalla vita e da se stessi, se queste attività e questi obiettivi che vengono ritenuti più importanti, lo sono per un autentico convincimento, oppure gli si sta dando importanza per rispondere a una richiesta sociale, quindi ci si è convinti della loro importanza soltanto per paura d’essere giudicati male dagli altri. Perché dovrebbe essere chiaro a tutti, che le persone impegnate nelle attività che servono a raggiungere gli obbiettivi in cui credono, che li appassionano e coinvolgono veramente, non hanno ne tempo ne voglia da dedicare al porno su internet, la ricerca delle distrazioni di qualsiasi tipo nasce dalla noia e dalla mancanza di valide motivazioni per interessarsi ad altro, quindi il porno sarebbe un sintomo e non la causa di un disaggio, è ovvio! Invece, a quelli che lamentano il fatto che la pratica masturbatoria li sfinisce e li rende apatici, gli si dovrebbe far presente che il sesso favorisce la produzione di endorfine, e quindi ha un effetto rilassante, se uno vuole impegnarsi in qualcosa non deve rilassarsi quando invece avrebbe bisogno di voglia di agire, anche in questo caso bisogna chiarirsi le idee su cosa si vuole veramente, lo stress indica la presenza di una contraddizione nei propri desideri e obbiettivi, vuol dire che si sta pretendendo di avere sia la botte piena che la moglie ubriaca. Per coloro che vivono il porno e l’autoerotismo come un problema da risolvere, un altra cosa molto importante che andrebbe consigliata, è quella di non lasciarsi convincere da certi cialtroni d’essere dei malati, di essere una specie di tossico dipendenti, di doversi liberare dalla scimmia, dal peccato e altre assurdità del genere, perché quando ci si mette nell’ordine di idee di dover smettere per sempre e di doversi liberare una volta per tutte dal vizio, si cade in una tragica contraddizione con se stessi, si comincia a odiare una parete di sé, e con essa si comincia un conflitto distruttivo in quanto auto repressivo. Ci sono purtroppo dei ciarlatani che si dedicano a inventare delle malattie in modo da poter poi vendere delle cure, a sentire quel che dicono questi furboni, soltanto affidandosi alle loro terapie sarebbe possibile liberarsi dalla dipendenza dal sesso, il tutto solo e soltanto per sfuggire alla vergogna della condanna sociale. I clienti di questi imbroglioni, sono dei poveri malcapitati spinti dal ricatto di mogli e fidanzate che minacciano di lasciarli se non si curano dal loro scandaloso vizio, è solo e soltanto una questione di moralismo senza alcun rapporto con la verità e del tutto scevra dalla moralità. Se comunque la libertà dell’autonomia sessuale dovesse risultare d’ostacolo al raggiungimento di altri obbiettivi che si ritengono più importanti nella propria vita, la cosa migliore da fare è quella di prendersi delle pause di riflessione, per recuperare il perduto spirito d’intraprendenza può bastare una settimana, nel frattempo ci si può dedicare ad attività alternative, come una sana attività fisica, possibilmente a contatto con la natura, perché l’eccessiva importanza che si da al sesso, è anche una compensazione per chi vivendo in ambiente artificiale ha interrotto ogni rapporto tra il corpo e l’ambiente naturale, in altre parole si cerca nel sesso il contatto con la propria naturalezza. Altra cosa importante, è di curare l’alimentazione, se il sesso serve come anti stress vuol dire che si è stressati, allora bisogna evitare tutti i cibi e le sostanze che inducono stress. ( Vedi alimentazione anti stress ). Quando si impara a prendersi delle pause, allora si impara anche a scegliere liberamente cosa si vuol fare e cosa interessa veramente, soltanto nella libertà si può parlare di scelta, se ci si convince di non poter essere liberi di utilizzare il porno, allora non si stanno facendo delle vere scelte, ma semplicemente ci si sta adeguando al moralismo degli altri per paura dell’esclusione, e questa è la via che porta all’intolleranza verso se stessi e gli altri, da cui nasce la violenza, anche la violenza sulle donne, perché queste risveglieranno i desideri repressi e tutte le relative frustrazioni, mettendo in crisi le false sicurezze dell’auto coercizione e dell’auto controllo indotti soltanto dalla paura del giudizio e dalla condanna sociale. È nella libertà di scelta che si può fare l’esperienza della comprensione, ad alcuni basteranno tre giorni, per altri ci vorrà una settimana, per altri ancora ci vorrà un mese di pausa, ma in ogni caso tutti i possibili effetti negativi di quella che a detta di certi sprovveduti sarebbe una terribile dipendenza che porterebbe alla perdizione, tali effetti semplicemente svaniranno come la nebbia al sole, basta fermarsi per un periodo, il tempo necessario per far calmare spontaneamente quell’agitazione mentale. Quando ci si rende conto che era soltanto il fumo di un sogno, il sogno svanisce, e la luce del sole non conosce oscurità.

L’altra argomentazione dei moralisti, era la cosiddetta mercificazione del corpo femminile, dato che ormai il porno è gratis quest’argomento non ha più nessun aggancio con la realtà.

23 - 27 marzo 2013

Amore-devozione sensazioni-emozioni
Non essere spaventato di essere debole non essere troppo fiero di essere forte
Guarda solo nel tuo cuore amico mio e sarà il ritorno a te stesso
Il ritorno all’innocenza
Se vuoi, inizia a ridere se devi, inizia a piangere
Sii te stesso non ti nascondere credi nel destino
Non preoccuparti di ciò che dice la gente segui solo la tua strada
Non rinunciare e perdere la possibilità del ritorno all’innocenza
Non è l’inizio della fine è il ritorno a te stesso il ritorno all’innocenza

Indietro non si torna, il tempo e gli eventi hanno una sola direzione, allora l’unica via d’uscita si troverà andando avanti, andando oltre. Vade ultra e non vade retro! Per ritrovare l’innocenza bisogna avere il coraggio di andare oltre la conoscenza, oltre l’esperienza. La dignità umana è possibile soltanto nella vita dei non nati o dei nati due volte, bisogna imparare a rinascere ancor prima di morire. La vecchia  strada del moralismo procreativo era sbagliata, perché la procreazione umana non può essere governata dalle ragioni della natura e dell’istinto, gli esseri umani sanno che chi nasce è destinato a soffrire e morire, e in questa prospettiva la procreazione non può che essere abominevole violenza che genera violenza, in questa prospettiva non c’è niente di sacro nel mettere al mondo altri condannati allo sterminio. Esiste un altra prospettiva? Certamente, se gli esseri umani sono così come sono una ragione ci deve pur essere, allora, invece di continuare a negare l’evidenza, perché non proviamo scoprire le vere ragioni della dignità umana? Perché non proviamo a cercare una vera e nuova innocenza, non quella perduta, ma quella che ancora non è stata mai trovata. La censura è la risposta più stupida che si possa dare, censurare vuol dire condannare gli altri nell’oscurità dell’isolamento e della ghettizzazione, e lo si fa ormai in nome di una virtù talmente ipocrita e fuori luogo nell’attuale contesto di devastazione, da apparire veramente ridicola.

Quanto qui viene scritto va inteso soltanto come un autentico atto d’amore nei confronti di un umanità ormai andata oltre ogni indicibile sofferenza, sull’orlo dell’autodistruzione dovuta a ignoranza, arroganza, bigottismo, grettezza, pregiudizio, intolleranza e violenza. Ci sono milioni di voci, per carità di Dio fermatevi ad ascoltarle almeno per sette secondi! Per cinque minuti provate a rimanere seri a guardare come stanno veramente le cose, invece di continuare a giudicare i meriti e demeriti, chi è funzionante e chi non lo è, chi è sano è chi è malato, prima di giudicare chi è giusto e chi è sbagliato, provate a capire cos’è veramente giusto e cos’è sbagliato, cosa genera dolore e cosa ci rende veramente felici, la strada dell’intolleranza e dell’arroganza ci sta portando tutti alla totale rovina! Basta con le lavagne divise in buoni e cattivi! Se non siamo tutti santi allora saremo tutti demoni!

10 - 30 aprile 2011

Sette Secondi

Non guardarmi da lontano

Non guardare il mio sorriso
E non pensare che non sappia
Cosa c’è al di fuori di me
Non voglio che mi guardi e pensi
Che quel che c’è in te è per me
E quel che c’è in me è per aiutare gli altri
Immagino quali siano le ragioni che ci spingono a cambiare ogni cosa
Vorrei che dimenticassimo il loro aspetto esteriore così potranno essere ottimisti
Troppi sguardi alla deriva che fanno di loro dei disperati
Lasciamo le porte completamente aperte
Così potranno parlare del loro dolore e della loro gioia
Poi potremo dargli i consigli che ci uniranno
Non è questione di un secondo
Ne sono già trascorsi sette
Solo finché sarò presente
Aspetterò
Niente può farci scappare eppure dovremo scappare da quelli che ci tenteranno con le falsità
Per il figlio e la pietra
Cattivi nel profondo
L’uomo non è malvagio, nemmeno quando è appena nato
E quando un bambino nasce in questo mondo
Non gliene frega niente del colore della sua pelle ( e neanche della sua sessualità )
Non è questione di un secondo
Ne sono già trascorsi sette
Solo finché sarò presente
Aspetterò
Ci sono milioni di voci
Ci sono milioni di voci
Che ti dicono cosa dovresti pensare
Sarebbe meglio che le ascoltassi per un secondo.

Mentre a causa della competizione e della selezione meritocratica i sentimenti e le relazioni umane sono sempre più conflittuali e distruttive, le talebane vogliono mettere i burka alle nuvole, ma non sarebbe meglio, invece di pretendere di tutelare l’immagine delle donne con la censura, tutelare le donne vere e proprie, non con la censura ma con la cultura? Possibilmente tutte le donne, con tutte le loro diverse qualità e attitudini.

02 - boldrini papessa

Alcuni video su you tube prima di entrare nel merito della sconcertante proposta di legge talebana.

Provaci ancora SAM. Approcci

Woody Allen – Provaci ancora Sam l’incontro

Sabina Guzzanti – Moana – Ripetizioni d’amore 01 

Sabina Guzzanti nei panni di Moana – Avanzi 

Sabina Guzzanti – Moana – Programma elettorale

Sabina Guzzanti – Moana – I pensionati 

Sabina Guzzanti – Moana – Post elezioni

Marchesini – Sessuologa a teatro

È proprio il caso di dire che la strada che conduce all’inferno è lastricata di buone intenzioni. C’è di che rabbrividire, si tratta veramente di caccia alle streghe in nome del più gretto moralismo ipocrita che si possa immaginare. Dal testo del disegno di legge S.2216 Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nella pubblicità e nei media:

“Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è volto a fornire una risposta concreta alla lotta contro le discriminazioni di genere, perpetrate sotto forma di utilizzo di immagini che trasmettono, non solo esplicitamente, ma anche in maniera allusiva, simbolica, camuffata, subdola e subliminale, messaggi che suggeriscono, incitano o non combattono il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa delle donne.”

Leggendo questo testo viene veramente la depressione, di fronte a un tale livello di ignorante barbarie non si può che rimanere sgomenti, il fondamento di tutto questo disegno di legge, è che il corpo delle donne, la bellezza femminile e la sua caratteristica capacità di suscitare attrazione sessuale, a dire di questo gruppo di onorevoli dementi, giustificherebbe la ridicolizzazione delle donne, da questo si dovrebbe dedurre che qualsiasi bella ragazza si dovrebbe vergognare d’esser attraente e dovrebbe andarsi a nascondere. Si, perché è proprio di questo che si sta parlando, qui si vuol censurare la bellezza del corpo femminile, proprio di quello femminile e non di quello maschile, i bei ragazzi palestrati e con gli addominali scolpiti a tartaruga, potranno continuare ad essere esibiti nelle pubblicità e nei mezzi di comunicazione, perché secondo queste sciagurate talebane questo non li ridicolizzerebbe, e in effetti non li ridicolizza affatto, ma non ridicolizza neanche le donne, una donna può essere bella e provocante, e nell’esserlo, è assolutamente degna di rispetto, altrimenti, entriamo in quella logica aberrante che fa dire a proposito delle donne vittime di stupro, frasi del tipo: “eeeeeh! ma in fondo se l’è cercata, andava in giro vestita in modo provocante, aveva atteggiamenti che suggerivano una disponibilità sessuale, si vedeva che era una troia, in fondo essere stuprata era proprio quello che voleva e quindi in realtà era consenziente”, quante volte questo genere di argomentazioni sono state usate per difendere gli stupratori nelle aule di tribunale? Le donne vanno rispettate anche nel loro diritto di fare le troie! Nessun essere umano andrebbe giudicato per le sue preferenze sessuali, così come giustamente si pretende il rispetto nei confronti degli omosessuali, bisogna altrettanto pretendere il rispetto nei confronti delle donne sessualmente disinibite, che hanno il diritto di esprimere liberamente questa loro natura e propensione alla seduzione, è non andrebbero mai giudicate in base a particolari caratteristiche fisiche e comportamentali relative alle loro preferenze sessuali. Questo era un fondamento del femminismo nelle rivoluzioni culturali degli anni sessanta e settanta, erano le femministe che rivendicavano il diritto di andare in giro con la minigonna, a indossare il bikini, a posare nude per foto e film, senza che per questo fosse giustificato il fatto che venissero stuprate, o che venissero giudicate immorali; il motto era: “il corpo è mio e me lo gestisco io”. Chi ha scritto questo delirante disegno di legge che pretende di tutelare le donne, è completamente fuori dalla storia oltre che fuori dalla realtà, infatti, a giustificazione di questa feroce censura, vengono poste in modo del tutto strumentale delle argomentazioni che non hanno la ben che minima relazione con l’esposizione e l’utilizzo dell’immagine femminile, e vengono quindi scritte nel testo in questione, una serie di clamorose falsità che rivelano la grandissima ignoranza delle relatrici del suddetto testo, che in definitiva, esprime soltanto tendenze sessuofobiche, e mal cela un imbarazzante frustrazione e invidia nei confronti delle belle ragazze, che a quanto pare, hanno la sola colpa di essere belle e attraenti, come queste senatrici non sono mai state, e che probabilmente si sono dedicate alla politica per questo solo motivo, perché soltanto con il potere politico potevano perpetrare la loro personale vendetta, nei confronti di quelle ragazze più carine, che gli avevano fregato i ragazzi che gli piacevano al tempo del liceo o dell’università, alla fine si capisce benissimo che si tratta soltanto di questo, la tutela delle donne non c’entra proprio nulla, è soltanto invidia!

Parliamo di alcune clamorose falsità che emergono dalla lettura del teso di questo sciagurato disegno di legge.

Nel testo è scritto: “Il rapporto tra immagine femminile e discriminazione permea aspetti intrinsecamente connessi alla vita lavorativa, sociale, retributiva, politica, religiosa in quanto attiene alla concezione della donna e alle sottese diramazioni che sfociano e nutrono l’immaginario collettivo.”
E ancora: “Il presente disegno di legge intende realizzare il superamento e la rimozione degli stereotipi sessisti veicolati da messaggi pubblicitari che offendono e sviliscono le donne.”…
“L’urgenza di una tale proposta legislativa trova ragion d’essere ed esplicazione sotto tre chiavi prospettiche: l’evoluzione sociologica del ruolo e dell’immagine della donna, la risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomini e donne (2008/2038 INI), l’assenza di una norma nell’ordinamento giuridico nazionale che tuteli l’immagine della donna e contrasti la violenza.”

E quale sarebbe il rapporto tra l’immagine della donna e la violenza? Da cosa nasce la violenza degli uomini nei confronti delle donne? Se la sono mai posta veramente e seriamente questa domanda? Già da questa premessa si denotano ignoranza e superficialità abissali, e quel che è più grave, si sottintende che una bella ragazza in abbigliamento succinto e che si propone con pose e atteggiamenti provocanti, debba necessariamente istigare nei maschi l’aggressività e la violenza, come se i maschi fossero delle bestie per loro natura incapaci di discernimento e autocontrollo, certo tanti uomini si comportano come delle bestie, ma questa bestialità non può essere assunta per identificare la condizione normale degli uomini, tutto il teso di questo disegno di legge è anche gravemente offensivo e degradante nei confronti del genere maschile oltre che quello femminile, si pretende di tutelare le donne offendendo la naturale propensione degli uomini eterosessuali ad essere attratti dalla fisicità delle donne e dall’espressione della loro femminilità. Un uomo normale può trovare attraente una bella ragazza e non per questo ritenersi in diritto di molestarla o aggredirla, e neanche di offenderla o sminuirne in alcun modo la dignità di persona, ogni maschio può benissimo essere ritenuto capace di autocontrollo basato su quella capacità di discernimento, che consente a tutti noi di riconoscere la dignità della persona a prescindere dalle sue caratteristiche fisiche e preferenze sessuali. Sembra persino assurdo che si debbano ancora ribadire certi concetti! Anche quelle donne, che per loro scelta e diletto amano esibirsi nella pornografia, sono innanzi tutto persone degne del massimo rispetto, perché non fanno del male a nessuno, non impongono niente a nessuno, come invece fanno proprio coloro che si scandalizzano, perché a causa delle loro convinzioni religiose o ideologiche, ritengono che nella ricerca del piacere sessuale ci sia qualcosa di male, sono proprio costoro che non perdono occasione per offendere, svilire e censurare la sessualità femminile, usando la violenza psicologica e fisica nei confronti delle donne, come capita in tutti i paesi dove comandano i religiosi e si applica il potere teocratico, dove succede anche che le donne che hanno subito violenza sessuale vengano condannate alla lapidazione perché ritenute peccatrici.

Dicono in questa proposta di legge, che vogliono superare gli stereotipi sessisti, ma in tanto li confermano in pieno assumendoli come imperativi nell’identificazione delle persone sia di sesso femminile che maschile, la sessualità va liberata dagli stereotipi di qualsiasi tipo, specialmente quelli moralisti. Alla base di tutta questa proposta di legge, c’è la condanna della sessualità intesa come attività ludica, infatti non a caso si tira in ballo anche la tutela della famiglia, come se la famiglia fosse il regno della pace e della felicità, uno stereotipo che non varrebbe neanche la pena di una smentita, ma basti dire che la maggior parte delle tragedie e dei delitti più atroci e inspiegabili, avvengono proprio nell’ambito familiare, uomini che improvvisamente impazziscono, e prima di ammazzarsi ammazzano moglie e figli, e perché questi uomini impazziscono? Se lo sono mai domandato queste senatrici sessuofobe e misogine?

Altro argomento che si tira in ballo del tutto a sproposito e il fenomeno del femminicidio, che viene confuso con la violenza sessuale, che in realtà non c’entra proprio nulla, per femminicidi s’intendono quei delitti che maturano nella degenerazione dei rapporti sentimentali di coppia, il caso classico è quello del fidanzato o marito che non riesce ad accettare la separazione e l’abbandono da parte della compagna, e questa sofferenza trasforma quello che in origine era amore in odio, naturalmente ci sono tante varianti, e non vi è dubbio che l’aggressività maschile matura anche a causa dell’insoddisfazione sessuale, questi uomini non sanno come scaricare questa aggressività e sono dei repressi sessuali perché dipendono totalmente dalla loro compagna per il raggiungimento del piacere, non riescono a concepire una loro sessualità autonoma, indipendente dal rapporto di coppia, sono quegli uomini che costruiscono la loro identità dando enorme importanza al giudizio che la donna ha sulle loro capacità amatoriali, questo le donne lo sanno bene, e nelle dinamiche dei litigi che precedono le tragedie, purtroppo le donne non mancano di offendere i loro compagni denigrando la loro posizione lavorativa e le loro prestazioni sessuali, li accusano d’essere dei falliti, con questo non stiamo in alcun modo cercando delle giustificazioni alla violenza maschile, ma stiamo cercando semplicemente di mostrare quali siano le dinamiche che portano allo scatenamento della violenza, dove anche la repressione sessuale svolge un ruolo nel processo di identificazione distorto che fa impazzire certi uomini. La vera emancipazione delle donne passa attraverso l’emancipazione degli uomini dalle donne, il che implica anche l’indipendenza sessuale dei maschi, ovvero la capacità di trovare la piena soddisfazione sessuale in modo del tutto autonomo dal rapporto di coppia con le donne, mi riferisco ovviamente alla pratica dell’autoerotismo, che com’è risaputo serve a tenere sotto controllo l’aggressività maschile, che è un retaggio dell’istinto riproduttivo nei meccanismi selettivi della riproduzione animale. Noi esseri umani non siamo animali, anche considerando la possibilità assai bizzarra che la dimensione umana discenda da uno stato di coscienza di tipo animale, dovrebbe essere comunque a tutti perfettamente chiaro che lo stato di coscienza umana è differente da quello animale. L’essere umano è creativo, e anche la sua sessualità è necessariamente un fatto creativo, e nel caso umano, è proprio la repressione di questa creatività a trasformare in violenza incontrollata la normale aggressività, aggressività che nella dimensione umana andrebbe meglio definita come intraprendenza e spirito di iniziativa, capacità d’azione a partire dall’immaginazione. Anche la condanna nei confronti della cosiddetta pornografia, può essere concepita soltanto nell’ambito della sessuofobia religiosa e ideologica, si tratta di moralismo che non ha nulla a che vedere con la moralità, si può ritenere immorale la rappresentazione creativa delle attività sessuali umane, soltanto quando si ritiene che tali attività siano già di per se stesse immorali, quindi, se si ritiene che il sesso finalizzato all’esclusiva ricerca del piacere, sia un attività immorale o addirittura malata, sarà soltanto nella logica di quest’aberrante mentalità che si potrà concepire la repressione attraverso la censura, e lo stesso tipo di aberrazione che fa ritenere l’omosessualità una malattia. Tornando al femminicidio, la causa scatenante, è riscontrabile nel ferimento dei sentimenti dell’uomo, che aveva costruito la propria identità a partire dalla considerazione che la sua compagna aveva per lui, nel momento in cui questa considerazione viene a mancare, si verifica un crollo totale dell’autostima che rende insopportabile la separazione, perché questa equivale alla morte di quella personalità fondata sulla considerazione da parte della compagna, rimanendo assente invece una personalità dell’uomo autonoma dal rapporto con quella donna che era divenuta l’unica ragione della sua vita, e in definitiva un suo possesso, così si viene a creare un vuoto, e siccome i vuoti tendono a riempirsi per legge di natura, non potendosi questo vuoto riempire di contenuti costruttivi, allora viene a riempirsi di contenuti distruttivi. Alla base del fenomeno dei femminicidi ci sono i sentimenti umani, maschili e femminili, l’immagine della donna nella pubblicità non c’entra assolutamente nulla! È veramente inquietante scoprire che la gente che viene eletta per legiferare sia così profondamente ignorante e stupida! ( Anche per questo motivo sarebbe auspicabile una riforma della legge elettorale che comprenda un diritto di recesso o ripensamento del voto ).

Altro argomento che viene tirato in ballo in maniera del tutto arbitraria, è la questione dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia; qui il discorso sarebbe più complesso, ma basti dire, che quando paliamo di disturbi del comportamento alimentare, non possiamo prima fare a meno di parlare di come l’industria alimentare promuova di per se stessa comportamenti alimentari anti salutari che causano gravi malattie degenerative, e lo fa soltanto per ragioni di profitto. Per il resto, molto sinteticamente, la bulimia è fame d’amore, e l’anoressia invece, è una dicotomia conflittuale tra mente e corpo, e anche in questo caso la repressione sessuale svolge un ruolo importante, in quanto i sensi di colpa prendono la forma di questa estrema mortificazione della carne, finché la sessualità verrà relegata nelle zone scure dei segreti inconfessabili per paura dell’altrui giudizio, allora agirà nei meccanismi inconsci della mente in modo deleterio, e l’antidoto non è certo la censura, ma il portare questa dimensione alla luce del sole e della possibile pacifica condivisione. I disturbi dell’alimentazione nascono nell’isolamento e nei rapporti conflittuali con gli altri e quindi con se stessi. Nelle pubblicità, l’immagine della donna viene sempre proposta in chiave gaudente e per nulla auto mortificante, quindi anche in questo caso non c’è nessun rapporto con i disturbi alimentari, anche questo argomento viene proposto in maniera del tutto pretestuosa e fuori luogo.

Alla base di questa proposta di legge, c’è anche una mentalità e ideologia che sta all’origine di tutti i conflitti umani, è l’idea che la competizione possa essere un valore edificante e costruttivo, è l’idea assurda che ogni essere umano debba guadagnarsi il diritto di stare al mondo, il che vorrebbe dire che alla nascita saremmo indegni di stare al mondo, e in un certo senso, se pensiamo che l’aborto viene spesso giustificato da ragioni economiche, in effetti si ammette che non tutti gli esseri umani siano degni di nascere, soltanto i figli dei ricchi lo sarebbero, ( attenzione! Non equivochiamo, chi scrive non è affatto anti abortista, a dire il vero, egli avrebbe preferito non nascere, e anche per questo, l’unica volta che si è recato alle urne, è stato per confermare la legittimità dell’aborto in un referendum ) nessuno deve dimostrare agli altri e tanto meno a se stesso d’essere degno di stare al mondo, o siamo degni per natura fin dalla nascita, o non c’è nessuna competizione e selezione meritocratica del cazzo che ci possa conferire una qualche dignità! La dignità dev’essere riconosciuta a prescindere, non c’è nessuna possibilità del contrario, per il semplice fatto che nessuna dignità può avere origine da una condizione indegna, per indegno s’intende una mancanza di dignità, e dalla mancanza non può generarsi una presenza, o c’è dignità, o manca, e se si pretende di costruire la dignità a partire dalla sua mancanza, si continua a costruire la sua assenza, si continua a coltivare soltanto ciò che è indegno, e così che la vita umana rimane indegna d’essere vissuta anche quando si ha successo nella competizione. Le donne come gli uomini sono degni di rispetto a prescindere dal fatto che lo dimostrino, siamo tutti innocenti, siamo tutti degni fino a quando non sarà stato dimostrato il contrario, l’ideologia meritocratica e competitiva vuole stravolgere questo principio fondamentale costringendo le persone a una vita d’inferno, devastata da inutili conflitti con se stessi e con gli altri. Se per principio dovessimo ritenerci obbligati a dimostrare di meritare un posto nel mondo, questo vorrebbe dire che un posto non ce l’abbiamo mai avuto, e se non ce l’abbiamo come facciamo a dimostrare che ce lo meritiamo? Se non ci siamo nel mondo, come facciamo a dimostrare qualcosa rispetto al nostro essere al mondo? I valori che danno dignità all’essere umano sono: compassione, verità, non violenza, tolleranza, rettitudine; mentre, competizione e meritocrazia sono valori che identificano le belve e non gli esseri umani, la competizione meritocratica oscura i veri valori umani rendendoli impraticabili, la competizione non potrà mai essere sana, sarà sempre e soltanto conflittualità criminogena, e la nostra società fondata su questi disvalori, è una società che premia il crimine, dove i criminali dettano le leggi che gli fanno comodo. Le donne vanno rispettate a prescindere dal titolo di studio, dalla posizione lavorativa, dal fatto che siano belle o brutte, giovani o grandi, indipendentemente dal fatto che siano intelligenti o stupide, le persone vanno rispettate a prescindere dal fatto che abbiano qualcosa da dire, che abbiano dimostrato d’essere degne, nessuna donna dovrebbe essere ritenuta indegna per il fatto di sfilare in un concorso di bellezza, o di posare svestita per qualche pubblicità. Se poi invece vogliamo parlare del marketing, questo è un altro discorso, che dovremmo dire dell’uso che viene fatto nelle pubblicità di ogni aspetto della vita umana? Come ad esempio: desideri, sentimenti, ignoranza, debolezze umane di ogni genere? Lo scopo principale delle campagne pubblicitarie, è quello di rendere le persone incapaci di intendere e di volere, in questo modo si possono stimolare ogni genere di desideri inutili e frustranti, si coltiva nelle persone un profondo e costante senso di vuoto, che dovrà essere colmato dal consumo, per lo più compulsivo, di prodotti e sevizi inutili e per nulla indispensabili. Le campagne di marketing contano sull’infelicità, sull’incompiutezza dei consumatori, la mancanza di comprensione del proprio esistere chiama l’esigenza di una compensazione fondata sulla distrazione. Vogliamo cambiare il sistema economico consumista? Vogliamo passare da un sistema di mercato competitivo a un sistema di pianificazione cooperativa?

Vogliamo tentare di ridare significato e dignità alla vita umana? Parliamone! Ma se non ne vogliamo parlare, allora non illudiamoci di poter affrontare i problemi con l’ottusità integralista, religiosa o laica che sia.

Per concludere: la tutela delle donne passa attraverso la valorizzazione della loro diversità dal genere maschile, e non pretendendo di uniformarle ai modelli maschili, le donne hanno molto da dire rimanendo donne, non hanno nessun bisogno di cambiare il loro modo d’essere, di negare la loro femminilità e le loro propensioni sessuali, per meritare rispetto, per poter dire quel che pensano, non hanno nessun bisogno di nascondere il loro corpo, e di negare la loro avvenenza, e tra l’altro, non è neanche vero quel che si afferma in questa proposta di legge, che le donne in televisione sarebbero relegate a fare scena muta, ridotte a sole presenze estetiche come fossero complementi di arredamento degli studi televisivi, ma che programmi televisivi guardano queste politicanti?! Certo, se guardano soltanto i generi d’intrattenimento! In televisione ci sono un sacco di donne che parlano di cose interessanti e anche stupide, ci sono un sacco di conduttrici nei programmi seri o d’intrattenimento, ci sono le belle ragazze, e ci sono le professioniste serie, le une e le altre hanno piena facoltà di parlare e dire quel che pensano su ogni argomento. Questa statistica che darebbe una percentuale della presenza femminile ridotta al 2%, ad occhio mi pare un altra falsa argomentazione di questo disegno di legge. Le donne vanno tutelate con leggi che diano pari diritti e pari opportunità per uomini e donne, andrebbero garantiti diritti come lo studio e il lavoro, la maternità non dovrebbe determinare nessuna discriminazione nel lavoro, e anche quello della casalinga o di madre andrebbe considerato un lavoro dignitosissimo, perché lo è, una buona madre garantisce la crescita sana dei bambini. Perché la pediatria, la puericultura e la psicopedagogia vengono considerate professioni degne di rispetto, mentre il ruolo di madre non viene neanche considerato una professione? Eppure delle buone madri di famiglia o anche fuori dalla famiglia garantirebbero la soluzione di molti dei problemi di crescita dei giovani, che non si sentirebbero sempre soli e abbandonati a se stessi, divenendo così persone migliori, in grado di rendersi utili come cittadini in una società giusta, non più percepita come ambiente ostile, ma è proprio la società giusta che ai più pare un utopia da scartare, e così ci teniamo stretti la società ingiusta, e continuiamo a identificare la normalità e la realtà a partire da una condizione d’ingiustizia.

E dopo che avranno fatto sparire tutte le immagini delle donne, sperano veramente che per questo le cose cambieranno? È una questione di ignoranza metafisica!

34 - Gabriele M.Scuderi 29 marzo 2013

Devi essere fortunato, devi essere fortunato, ora ero seduta qui
pensando al più e al meno, ma io sono il tipo di donna che è stata fatta per durare
hanno provato a cancellarmi ma non sono riusciti a portare via il mio passato
pur di salvare il mio bimbo starei io senza mangiare
ho tutta l’Etiopia dentro di me e il mio sangue scorre attraverso ogni uomo
in questa terra senza dio mi hanno mandata
ho pianto così tante lacrime che anche I ciechi possono vederle

questo è un mondo di donna, questo è il mio mondo, questo è un mondo di donna
per questa ragazza degli uomini, non c’è una donna a questo mondo,
non una donna o una piccola ragazza che non possa donare amore
in un mondo di uomini sono nata e sono stata cresciuta
ho pulito e ho nutrito, e per I miei poteri curativi sono stata chiamata strega.
mi sono contorta nelle fiamme e sono stata chiamata bugiarda
sono morta così tante volte che sono appena rinata.

il mio sangue scorre attraverso ogni uomo e bambino
in questa terra senza dio mi hanno mandata
ho pianto così tante lacrime che anche i ciechi possono vederle

 La vita è un mistero
Ognuno deve stare da solo
Sento che tu chiami il mio nome e mi fa sentire come fossi a casa
Quando chiami il mio nome è come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera
Sai che voglio portarti lì sento la tua voce, è come un sospiro d’angelo
Non ho scelta, sento la tua voce sento come se stessi volando
Chiudo gli occhi, Oh Dio penso che sto cadendo dal cielo, chiudo gli occhi
Paradiso aiutami
Quando chiami il mio nome è come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera
Sai che voglio portarti lì come un bambino mi sospiri dolcemente
Sei in controllo come un bambino
Ora sto ballando
È come un sogno, niente fine e niente inizio sei qui con me, è come un sogno
Lascia cantare il coro quando chiami il mio nome
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera
Sai che voglio portarti lì quando chiami il mio nome
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera
Sai che voglio portarti lì
La vita è un mistero
Ognuno deve stare da solo
Sento che tu chiami il mio nome e mi fa sentire come fossi a casa
Proprio come una preghiera, la tua voce può portarmi via
Proprio come una meditazione per me, sei un mistero
Proprio come un sogno, non sei quello che sembri
Proprio come una preghiera, nessuna scelta la tua voce può portarmi via
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
(È come una preghiera, la tua voce può portarmi via)
La tua voce può portarmi via
Come una preghiera

 Amore-devozione sensazioni-emozioni
Non essere spaventato di essere debole non essere troppo fiero di essere forte
Guarda solo nel tuo cuore amico mio e sarà il ritorno a te stesso
Il ritorno all’innocenza
Se vuoi, inizia a ridere se devi, inizia a piangere
Sii te stesso non ti nascondere credi nel destino
Non preoccuparti di ciò che dice la gente segui solo la tua strada
Non rinunciare e perdere la possibilità del ritorno all’innocenza
Non è l’inizio della fine è il ritorno a te stesso il ritorno all’innocenza

Enigma – Return To Innocence ( video della canzone su you tube )

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17 risposte a Il ritorno all’innocenza della monosessualità.

  1. gabrielemanfre ha detto:

    Tragedia a Marina di Massa: ammazza l’ex moglie nel bar dove lavorava e poi si uccide. Un classico…
    http://www.corriere.it/cronache/13_luglio_28/marina-massa-omicidio-suicidio_51931c72-f788-11e2-a852-8fa32bcbd2fe.shtml

  2. Paolo1984 ha detto:

    interessante ciò che scrvi. La masturbazione è importante ma francamente non credo che i femminicidi c’entrino qualcosa con mancate masturbazioni nè con presunte denigrazioni delle capacità amatorie..(e se una donna ti dice che a letto sei scarso questo non giustifica le violenze)..sono uomini che non sanno non vogliono gestire la frustrazione, e l’ira, non sanno amare anche se credono di sì. Soffrire per essere stati lasciati è normale, uccidere colei che t’ha lasciato no…questo non è amore nè romanticismo

    • gabrielemanfre ha detto:

      Sono d’accordo, quella che descrivo è una dinamica nei litigi dove già la situazione è degenerata fino alla perdita di contatto con la realtà da parte dell’uomo, sarebbe quindi più che altro un consiglio di prudenza.

      • Paolo1984 ha detto:

        è che l’uomo deve imparare a gestire la sua frustrazione..La donna ha tutto il diritto di fare la sua selezione secondo i criteri che vuole così come l’uomo ha sempre fatto la sua.
        Per il resto: la masturbazione è ok, io stesso la pratico, se uno decide che vuole passare la vita a masturbarsi perchè la coppia non fa per lui/lei faccia pure non mi sembra una soluzione universale e mi pare anche triste. Siamo fatti per stare insieme piaccia o meno

  3. Paolo1984 ha detto:

    e vi sono tanti modi di vivere mascolinità e femminilità, tutti più o meno diffusi ma legittimi

    • Paolo1984 ha detto:

      anche la gelosia (che non è solo maschile) se non diventa ossessiva non ti porta ad uccidere colei che dici di amare

      • gabrielemanfre ha detto:

        La gelosia che scatena la violenza dell’uomo, è sempre legata anche al senso d’abbandono e il relativo crollo dell’autostima, è l’abbandono da parte di quella che corrisponde a una figura materna, non si vedono più delle prospettive, e infatti spesso al femminicidio segue il suicidio.

  4. gabrielemanfre ha detto:

    Tutto quello che ho scritto non va in alcun modo interpretato come possibile giustificazione alla violenza sulle donne o di qualsiasi forma di discriminazione. Tuttavia intravedo alla radice della frustrazione maschile, la legittima e naturale propensione delle donne a fare una selezione, in base a criteri che probabilmente hanno origine nell’istinto procreativo. Il problema comincia ad evidenziarsi dal momento che le donne hanno questa possibilità di scelta, che è una conquista sacrosanta, che però mette anche in crisi i ruoli maschili tradizionali, senza al contempo averne proposti di nuovi, e dovrebbero essere i maschi a trovare questi nuovi modi di gestire la propria sessualità e il rapporto con le donne. L’autonomia sessuale, è un idea che non compromette la possibilità del rapporto di coppia, non va intesa soltanto come sostituzione della coppia, anche se rappresenta una possibile alternativa. La forma più innocente della sessualità che sperimentiamo già nell’infanzia è quella che io definisco come monosessualità, che sia una possibilità? Dopo tutto la caratteristica umana è quella di essere creativi.

  5. Paolo1984 ha detto:

    se l’uomo ha scambiato la sua compagna per la sua mamma,il problema è solo suo (di lui).
    sulla gelosia ribadisco quanto ho detto..la gelosia può anche non essere ossessiva, secondo me non va negata, va affrontata e tenuta a bada (tenendo conto che un rapporto d’amore si basa sulla fiducia reciproca, fiducia che può essere “tradita” ma anche in quel caso il dolore non va negato va gestito)

    • Paolo1984 ha detto:

      “se l’uomo ha scambiato la sua compagna per la sua mamma,il problema è solo suo (di lui).”
      non sempre ciò porta al femminicidio anche se porta sempre a un pessimo rapporto di coppia

    • gabrielemanfre ha detto:

      A generare i femminicidi è l’incapacità di certi uomini di accettare l’abbandono, certo non tutti gli uomini hanno questo problema, ma la nostra preoccupazione non è per le coppie che funzionano e riescono a gestire le crisi e neanche per gli uomini che riescono a gestire il dolore della separazione.
      Cito da quanto scritto sopra:
      “Le donne hanno le loro esigenze nel fare questa selezione, perché devono trovare l’uomo adatto al poggetto procreativo che inconsciamente o consapevolmente perseguono, i criteri sono razionali e istintivi, l’aspetto fisico è un indicatore dello stato di salute, carattere e posizione lavorativa ne garantiscono l’affidabilità, ma in definitiva, in questa selezione soltanto uno su mille ce la fa, e degli altri novecentonovantanove uomini scartati cosa ne facciamo? Naturalmente la maggior parte delle donne, dopo aver allungo aspettato il principe azzurro, alla fine stanche di aspettare, prendono il primo ranocchio che gli pare un po’ meglio degli altri, e cercano di trasformarlo in un principe, con il passare del tempo si rendono anche conto che non si può cavare sangue dalle rape e si rassegnano, oppure divorziano. Gli uomini invece, pur non essendo dei prìncipi azzurri, per paura di rimanere soli e sfigati, fanno carte false mettendo in scena la recita dell’uomo ideale, ma sappiamo bene come vanno a finire queste storie e quanta infelicità generino.”
      Il problema riguarda quegli uomini che pur essendo ranocchi per loro natura, accettano di seguire le direttive delle donne che vogliono cambiarli, così facendo entrano in un ordine di idee dove è il giudizio delle donne a sancire la loro autostima, nel momento in cui questo giudizio diviene di condanna, nell’uomo si verifica un crollo totale dell’autostima. Paradossalmente, nell’odio che può maturare fino a scatenare la violenza, l’uomo cerca in maniera distorta di recuperare l’autostima distruggendo colei che ritiene gliel’abbia distrutta.
      Un difetto della legge anti stalking, è quello di non considerare l’effetto criminogeno della stessa denuncia, per qui alla fine la donna si ritrova da sola a fronteggiare un soggetto che ritiene di non aver più nulla da perdere.

      • Paolo1984 ha detto:

        dai per scontato che ogni donna vittima di stalking abbia cercato di “cambiare” il suo uomo, ma non è sempre così (e anche se fosse non giustifica)..oltretutto dai per scontato che una donna (che fa selezione come la fa un uomo) non si possa mai innamorare di un uomo e voler stare con lui e progettare una vita, eventualmente una famiglia con lui così come può volerlo un uomo

  6. gabrielemanfre ha detto:

    La questione che le donne non amino gli uomini se non soltanto per l’utilità che essi possono avere nel progetto procreativo è molto complessa ed implica questioni metafisiche non facili da comprendere. Comunque si, lo do per scontato che le donne non possano amare gli uomini per quello che sono e basta, l’amore delle donne non è mai gratuito, e in quest’ottica il concetto stesso di “gratuito” assume un significato negativo, dove ciò che è gratuito non avrebbe valore. Le donne amano la posizione sociale dell’uomo, o le sue potenzialità per il successo sociale. È un dato di fatto che alla perdita della posizione sociale dovuta alla perdita del lavoro, segue la richiesta di divorzio da parte della donna, la dove questa ha una prospettiva per rifarsi una vita da sola o con un altro uomo, ma è giusto che sia così perché queste sono le esigenze delle donne, il problema è che queste esigenze non coincidono necessariamente con quelle degli uomini, e di questo sarebbe meglio cominciare a rendersene conto.

    • Paolo1984 ha detto:

      io parto da presupposti un po’ diversi. In certi casi magari in molti accade e può accadere ciò che dici ma stabilire che nessuna donna può amare un uomo per ciò che è, mentre un uomo ama sempre una donna per ciò che è..mi pare arbitrario e ingiusto
      Alla fine i motivi per cui due persone si amano li sanno loro, come i motivi per cui si lasciano

      • gabrielemanfre ha detto:

        Qui ho preso in esame i rapporti che non funzionano, e più in generale la crisi di rapporto tra uomini e donne che è nei fatti e non c’è bisogno di inventarsela, come esistono i criteri di selezione che le donne mettono in atto dividendo gli uomini giusti da quelli sbagliati, questi stessi criteri poi identificano il valore degli uomini nella società, per cui il buon padre di famiglia è rispettabile mentre gli altri al massimo sono tollerabili. I rapporti che funzionano non sono un problema di cui doversi occupare. Invece non credo che chi si ama sappia del perché, ma sarebbe meglio che se ne facesse un idea più precisa, l’essere umano non può affidarsi all’istinto come fosse un animale. Poi se vogliamo parlare di quale potrebbe essere un mondo diverso, ideale, questo è un altro discorso. Di sicuro però la crisi di identità degli uomini d’oggi richiederebbe una macroevoluzione e non di un adattamento micro evolutivo, perché questo adattamento non sta riuscendo.

  7. gabrielemanfre ha detto:

    In tutto quello che ho scritto fino ad ora non vi è alcuna traccia dell’intenzione di voler giustificare i comportamenti violenti degli uomini… qui non si tratta di giustificazione o condanna, per questo esistono già le leggi apposite, il problema è capire come faremo a disinnescare le motivazioni della guerra dei sessi, se le origini di queste motivazioni non riusciamo a comprenderle.

  8. Pingback: L’ottimismo infondato, è la facile conquista dei negazionisti superficiali | Cimitero del conosciuto.

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