Anche quelle stelle erano 5…

04 - mai più copia

Anche quelle stelle erano 5…

Se le cinque stelle identificano una selezionata razza superiore di cittadini, ne consegue che una singola stella identificherà gli appartenenti a una razza inferiore. Il movimento cinque stelle sta dimostrando d’essere un treno che viaggia su di un binario morto, che finirà inesorabilmente nel campo di concentramento del partito unico, voluto da una razza “eletta” e auto proclamatasi superiore. I campi di concentramento non sono luoghi d’incontro e aggregazione. Coloro che ignorano l’importanza del dialogo pacifico e della tolleranza, evidentemente, intendono trasformare la società in un campo di concentramento, dove internare tutti coloro che ritengono inefficienti e per questo inferiori.

Nei comizi il Grullo urlava che nessuno doveva essere lasciato indietro, anche i nazifascisti avevano cura di non lasciare indietro nessun deportato. Abbiamo sbagliato a votare? Non accadrà mai più!

Beppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metri

Diritto di recesso dal voto.

Di questi tempi si parla molto di democrazia diretta e della necessità dell’elettore di non essere sistematicamente truffato dalle campagne elettorali, dove i politicanti promettono cose che poi non mantengono. Per ridare dignità al diritto di voto, in vista di una riforma della legge elettorale, che prima o poi si dovrà comunque fare, propongo l’introduzione di una norma che consenta all’elettore di esercitare il diritto di recesso alla propria libera espressione di voto, il che implicherebbe la perdita di voti a disposizione dei partiti e delle coalizioni durante la medesima legislatura, oltre che la perdita di preferenze per gli eletti, questo fino alla riduzione dei seggi inizialmente assegnati in base al primo conteggio dello scrutinio elettorale. L’aggiornamento o il ridimensionamento della rappresentanza parlamentare, potrebbe avvenire con scadenze trimestrali o semestrali. Sarebbe in pratica un modo per evitare la necessità di elezioni con doppi turni, dando la possibilità agli elettori di perfezionare la loro scelta attraverso una seconda valutazione, dopo un periodo di prova degli eletti, con ovvi vantaggi di risparmio rispetto al costo di nuove consultazioni elettorali. Tecnicamente la cosa sarebbe fattibile, basterebbe associare ad un numero di serie che identificherà ogni scheda elettorale, un corrispondente codice PIN generato automaticamente, che verrà fornito insieme alla scheda in forma anonima, come già si usa fare in tanti campi di tutela della riservatezza, quindi, sarà cura dell’elettore di conservare questo codice personale che riceverà insieme alla scheda al momento del voto, codice che in seguito l’elettore potrà adoperare su apposito sito internet per annullare, in forma ugualmente anonima come per il voto, la specifica scheda con cui ha votato. Per coloro che non avessero al possibilità di accedere a internet, si potrebbe fornire un apposito modulo e busta con indirizzo prestampato, che l’elettore potrà utilizzare, sempre apponendo nel modulo il codice personale, e spedire senza fornire dati sul mittente. Una possibile variante a questa proposta potrebbe essere quella di cambiare il proprio voto invece che annullarlo. Si potrebbe anche stabilire un limite al numero dei possibili ripensamenti nel corso di una legislatura, per garantire comunque una continuità e stabilità di governo. Sarebbe anche utile stabilire un periodo che consenta i tempi tecnici per la formazione e l’insediamento di un nuovo governo, nel quale non sarà possibile esercitare il diritto di ripensamento. Inutile dire di quale sarebbe l’impatto di una simile norma di legge, che darebbe al cittadino uno strumento per un effettivo controllo democratico sulla classe politica, che a questo punto sarebbe realmente costretta a non mentire e a non deludere gli elettori. In oltre, si risolverebbe in parte il problema di dover tornare ad elezioni anticipate, in quanto il cambiamento dei numeri aprirebbe a nuove possibilità per formare dei governi stabili, sarebbe possibile per gli elettori punire l’ostruzionismo da parte di minoranze, e sarebbe altresì possibile favorire un opposizione costruttiva. Potrebbe essere la fine dei cosiddetti “aghi della bilancia” che con pochi voti riescono attualmente a paralizzare la vita democratica del paese, e a vanificare di fatto la volontà espressa dalle maggioranze. Sarebbe anche un opportunità per non dover mettere le odiose soglie di sbarramento preventivo che compromettono la rappresentatività del parlamento. Spesso le idee migliori provengono dalle minoranze e poi vengono condivise dalle maggioranze. Una norma come quella qui descritta, garantirebbe la vera democrazia diretta, attuata con strumenti a tutela dell’elettore e senza rinunciare ai vantaggi della democrazia rappresentativa e parlamentare, altro che i sondaggi che servono solo a chiacchierare in tv!

21 - copertina di facebook copia

Chi semina vento raccoglierà tempesta! Ancora una volta, l’evidenza dimostra che il problema di fondo consiste nella totale mancanza di valori di riferimento autentici, che siano universalmente condivisibili. Così la violenza viene confusa con la forza, la mancanza di dialogo viene considerata una condizione costruttiva, la giustizia viene sostituita dal giustizialismo vendicativo, la collera viene scambiata per passione, alla moralità si preferisce il moralismo integralista dell’ipocrisia, si rinuncia alla ricerca della verità e alla condivisione basata sul confronto e si preferisce l’integralismo ideologico, si continua a considerare la competizione come valore costruttivo rispetto alla cooperazione, l’intolleranza viene considerata virtù, mentre la tolleranza si considera debolezza, insomma un disastro su tutta la linea. La stessa massa di pecoroni che seguiva Berlusconi, adesso segue entusiasta questa nuova orda di perfetti coglioni, sono le incivili ronde squadriste che meglio rappresentano l’imbarbarimento di una società priva di valori fondanti.

Tutto ciò che non si fonderà sul dialogo, la pacifica ricerca del vero e del bene, affonderà nelle sabbie mobili dell’arroganza e del conflitto distruttivo.

Democrazia è popolo e non clan a 5 Stelle! Quali semi stanno gettando costoro? Quali frutti daranno? Se si gettano i semi di piante velenose, poi non ci si potrà lamentare se i frutti ci avveleneranno.

Nel caso, voterei per la democrazia, voterei populista, ovvero, voterei comunista. Tutto ciò che non è marxismo, è fascismo.

In campagna elettorale era più che lecito proporre il ricambio totale della classe politica, ma il voto degli italiani ha conservato una parte consistente dei partiti tradizionali, quindi il progetto di mandarli tutti a casa per il momento non si può realizzare. Altrimenti, vorrebbe dire che i voti della maggioranza degli italiani non contino nulla, e questo ci porrebbe fuori dalla democrazia. In democrazia sono i numeri del voto che dettano legge determinando le caratteristiche del governo, il voto degli italiani indica che bisogna imboccare la via del dialogo e della sintesi tra diverse posizioni, non indica la via del ricatto e delle rivendicazioni di parte. Ad esempio: non ha alcun senso chiedere agli altri partiti di rinunciare ai rimborsi elettorali, perché la parola stessa “rimborso” indica che si tratta di soldi già spesi per pagare gente che ha lavorato e fornito servizi, nessuno può rinunciare a ciò che appartiene ad altri, allora perché invece di insistere su questa sterile richiesta di rinuncia ai rimborsi elettorali, non si fa una proposta per vincolare i rimborsi a un bilancio documentato sulle effettive spese sostenute nella campagna elettorale? Naturalmente aggiungendo un tetto massimo di spesa e tutto il necessario per la trasparenza di fronte agli elettori? Possibile che questi “genius apple” del 5 stelle non riescano a concepire una soluzione così semplice? Quello che proprio non si capisce, è questa incredibile ottusa rigidità mentale che sa tanto di propaganda fine a sé stessa, nella più totale indifferenza dei problemi della gente. È inutile che si mettono i tappi di cera nelle orecchie come l’equipaggio di Ulisse, perché oltre alle sirene, non sentiranno più nessuno, neanche il malcontento dei loro stessi elettori, e alla fine qualcuno griderà che il re è nudo e tutti faranno il coro. Sui cardinali che vengono chiusi nel conclave sappiamo tutto, cosa sappiamo veramente di questi neo eletti del 5 stelle? A parte i loro curriculum non sappiamo proprio nulla, non sappiamo che persone siano sul piano umano, sappiamo che non hanno il diritto di parola e di libera espressione del loro pensiero, il che sarebbe già abbastanza inquietante. La verità è che la politica ha bisogno di finanziamenti pubblici, perché il finanziamento privato sappiamo benissimo a cosa porta, ad esempio negli Stati Uniti, a causa delle lobi che finanziano la politica, non si può avere una sanità pubblica, e non si può neanche regolamentare la vendita delle armi. La vicenda del movimento 5 stelle non è replicabile da chiunque, se un cittadino con delle ottime idee da proporre, potrà disporre soltanto del suo blog personale per esporle, e se costui non si chiamerà Beppe Grillo, o non sarà un personaggio divenuto famoso in qualche modo, le sue proposte verranno lette da pochissime persone, rimanendo pressoché ignorate alle moltitudini che votano, quindi, l’idea che la democrazia diretta, tramite internet, possa sostituire le organizzazioni dei partiti, è una balla colossale. Se 1 conta 1, ma da solo rimane nessuno, tanti nessuno sommati senza essere uniti non conteranno un cazzo di niente. Anche chi si ritrova a scrivere dei commenti sulle pagine del 5 stelle viene semplicemente ignorato, oppure accusato di essere un “trol” uno pagato per seminare zizzania nei forum, ma in realtà si tratta di persone deluse da una linea politica che non conduce da nessuna parte, semmai, si notano sempre dei personaggi molto attivi su questi forum, che si presentano con identità e nomi fittizi, personalmente ne ho analizzati due che si presentavano a nome di: “London Calling” e “James Bond”, due soggetti chiaramente esperti nelle ben note tecniche di disturbo e disinformazione, che vengono adottate sistematicamente su internet per impedire qualsiasi serio dibattito su questioni veramente importanti, cioè, in futuro dovrebbero essere questi gli interlocutori di un libero dibattito politico in una democrazia che parte dal basso? È perfettamente chiaro che non si può veramente fare a meno della rappresentanza democraticamente organizzata come avviene nei partiti politici e di un informazione professionale garantita da regole certe. Semmai, la questione sarebbe che i partiti non svolgono più la loro funzione di far convogliare le buone idee e le buone volontà in progetti di governo, ma la soluzione non è quella di abolirli del tutto, piuttosto sarebbe di riportarli alla loro originaria ragion d’essere. La stessa vicenda del movimento 5 stelle, dimostra come quest’idea della democrazia diretta non possa funzionare, questi neo eletti non hanno neanche il diritto alla libertà di pensiero e di parola, qualunque loro proposta deve piacere a Grillo e Casaleggio, altrimenti vengono cacciati fuori dal movimento. Significative sono anche le invettive contro gli intellettuali, dei giornalisti e di chiunque non sia totalmente d’accordo con Grillo, che evidenziano un’insofferenza nei confronti della libertà di pensiero, e senza libertà non c’è neanche la qualità del pensiero. Il movimento 5 stelle è destinato a diventare un plebiscitario partito unico, una cosa molto diversa dalla democrazia, diretta o indiretta che sia. Gli intellettuali e in generale gli esponenti della cultura, stavano sulle scatole anche ai fascisti… esattamente come per il sistema multi partitico, i giornali e i sindacati, sembra proprio che una parte consistente degli italiani ignori del tutto la storia del proprio paese. Gli elettori del 5 stelle non hanno votato la proposta di paralizzare la vita democratica del paese, ben pochi avrebbero votato una simile proposta, il risultato elettorale dà un’indicazione ben precisa sulla necessità di dialogo e mediazione, chi vuole ignorare quest’indicazione è un criminale con intenzioni unicamente sovversive.

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Lo sfascismo di Beppe Grullo. Il cane feroce del giardino, che ne coglie, ne fa cogliere, lascia che a godere dei fritti rimangano soltanto i padroni.

Prima erano sospetti che nascevano da voci che potevano anche essere false e faziose, oppure delle vere e proprie sensazioni, che però potevano essere anche considerate ingannevoli, per il semplice fatto che in campagna elettorale i toni si alzano più del dovuto, ed quasi inevitabile che qualcuno straparli, ma adesso non è più così, “lo capirebbe anche un bambino” Beppe il grullo, non è un vero grullo, ma fa soltanto il finto tonto, altrimenti non si capirebbe per quale motivo stia buttando il successo elettorale nel cesso del suo rigore portato all’eccesso, dove ogni ragione è condotta al decesso.

Ormai la truffa a 5 stelle si sta rivelando in tutta la sua drammatica realtà. È del tutto chiaro che il vero obbiettivo di questo movimento per addomesticare la protesta, era solo e unicamente quello di smantellare lo stato democratico. La minoranza dei ricchi, progetta di mantenere i propri privilegi nella crisi economica, avendo ben chiare le origini di questo impoverimento, la minoranza privatamente privilegiata, sa di poter continuare a mantenere il proprio potere sfruttando i bisogni primari della maggioranza delle persone, sanno di poter continuare ad arricchirsi controllando le risorse vitali essenziali, come: cibo, acqua, salute, alloggi e istruzione, ma per fare questo occorreva neutralizzare la possibilità di una protesta popolare portata avanti con legittimi mezzi democratici. Un eventuale insurrezione armata  fuori legge, non sarebbe mai stata un problema, perché i ricchi hanno i mezzi per finanziare la repressione, e la manovalanza per il lavoro sporco si trova facilmente in una società ormai affondata nella barbarie dell’ignoranza e della miseria morale, quindi, il vero ostacolo poteva venire soltanto dalla protesta pacifica e democraticamente organizzata. Come si fa allora a neutralizzare un possibile movimento di protesta democratico? È semplice, si crea un falso movimento di protesta, che funzionerà da antidoto, un po’ come avviene nella creazione dei vaccini con dei virus opportunamente modificati. Il movimento “vaccino”, andrà a creare il massimo consenso elettorale possibile, con una proposta politica dove si mescolano sapientemente vere informazioni con ogni genere di argomenti che possano stuzzicare l’appetito dell’elettorato più sprovveduto. Si evita accuratamente che i contenuti delle promesse e proposte siano vagliati da un giudizio critico, attraverso un contraddittorio qualificato, in modo che ci sia una sola voce e una sola verità. Non ci si preoccupa minimamente dell’effettiva realizzabilità delle promesse fatte in campagna elettorale, per il semplice fatto che non si ha la ben che minima intenzione di mantenere tali promesse, sapendo benissimo che non si avranno mai i numeri sufficienti per governare da soli, ma se ne avranno di sufficienti per impedire qualsiasi governo. Non ci si preoccupa dell’eventuale delusione degli elettori, in quanto il vero obbiettivo, è quello di paralizzare la vita democratica, in modo che la delusione sia indirizzata nei confronti proprio della democrazia, che a quel punto verrà rifiutata come sistema di governo dimostratosi incapace di dare risposte ai bisogni della gente. La strategia impiegata è analoga a quella dei disinformatori, è la tattica della polpetta avvelenata, dove l’informazione vera serve a nascondere il veleno delle menzogne, mescolando il vero con il falso, tutto diviene falso e dalla delusione si passa all’indifferenza.  È bene ricordare che Beppe Grullo nasce come personaggio televisivo e raggiunge la sua massima popolarità di comico durante il craxismo, è figlio della famigerata “legge Mammì” che ha spianato l’ascesa al potere di Berlusconi. Se analizziamo i suoi comizi elettorali, ci vuol poco a capire che dice a voce alta esclusivamente tutto quello che la folla vuol sentire, mentre in quello che dice a bassa voce e con mezze frasi, si possono cogliere le sfumature che tradiscono le vere intenzioni anti democratiche. È anche interessante il lapsus che ha fatto durante l’ultimo comizio a Roma, parlando del suo impegno per la campagna elettorale, ha usato la parola “spettacoli” invece di comizi, dopotutto l’arte di un attore consiste nell’ingannare il pubblico facendogli credere d’essere qualcun’altro. Adesso però non si tratta più di sfumature, che l’obbiettivo fosse l’ingovernabilità è più che evidente. Dopo la grande delusione data dal Movimento 5 Stelle, che riecheggerà nelle menti dei suoi sostenitori per molti decenni, si potrà attuare la restaurazione del potere feudale dei ricchi. Tutto deve cambiare affinché nulla mai cambi veramente. Alla fine avremo il consolidarsi della falsa democrazia bi polare con l’alternanza degli uguali, che farà da paravento alla realtà di un potere feudale dei ricchi, che saranno completamente liberi di vessare e sfruttare una massa di derelitti ormai senza speranza alcuna. In altre parole sarà la realizzazione del modello Cinese anche da noi. Questa storia dell’uno che vale uno, alla fine vuol dire che ognuno da solo non è nessuno, e tanti nessuno messi insieme rimangono nessuno, non contano un cazzo. È il paradosso delle relazioni su internet, dove potenzialmente ogni singolo potrebbe comunicare con milioni di persone, ma sempre con un rapporto da uno a uno alla volta, il che, non è poi tanto diverso dal comunicare andando per citofoni come fanno i testimoni di Geova.

Abolire l’informazione professionale, vuol dire abolire l’informazione, la quantità di minchiate che circolano su internet, possono darci un idea su quale sarebbe la qualità dell’informazione come la vorrebbero quelli del 5 Stelle, i quali sono i primi a volersela cantare e suonare da soli rifiutando qualsiasi contraddittorio, tanto appena qualcuno dice qualcosa fuori dal coro che non gli garba, lo bannano.

02 - beppegrillo

“Democrazia è popolo e non clan”, questa frase era scritta a caratteri cubitali rossi sulle mura del palazzo di giustizia di Palermo negli anni 70. Il Movimento 5 Stelle, sta dimostrando un settarismo peggiore dei clan della vecchia politica, a quanto pare, ancora una volta tutto deve cambiare affinché nulla mai cambi veramente. Dov’è finito il bene comune tanto declamato nei comizi?  Adesso l’unica priorità del movimento sembra essere lo smantellamento dello stato democratico, ancora si torna a proporre le assurdità del neo liberismo, si continua ad affermare che i privati fanno meglio della pubblica amministrazione, quando ormai sappiamo con certezza assoluta, che la dove là priorità è il profitto privato, il bene pubblico va a farsi benedire dal Papa. Non si fa mai nessun accenno alla crisi del capitalismo, che sta avvenendo esattamente nei termini previsti da Karl Marx, l’idea di un economia pianificata rimane un tabù assoluto. L’ideologia viene connotata come un male che affliggerebbe l’umanità, salvo per quel che riguarda l’ideologia capitalista che non viene mai menzionata come ideologia, in modo da potervi aderire senza discuterla. Se i sindacati non funzionano bisogna trovare il modo di farli funzionare e non abolirli. Se l’informazione non fa il suo dovere, occorre trovare il modo di riportarla verso la sua vera funzione e non abolirla. Se la sanità pubblica ha dei costi spropositati, bisogna contenerne gli sprechi e non smantellarla, condannando la gente che sta male a subire i soprusi di affaristi che non si fanno scrupoli nel lucrare sulle disgrazie altrui, semmai, è la sanità privata che andrebbe abolita, visto che la salute è un diritto fondamentale come l’acqua potabile. Se la scuola pubblica non funziona, sarà per dei motivi ben precisi e ci sarà il modo di farla funzionare, senza fare dell’istruzione un lusso per soli ricchi. Se molti cittadini sono costretti a viaggiare su dei carri bestiame per recarsi a lavoro, questo è soltanto per colpa dei privati che debbono realizzare i loro profitti, e per questo motivo non sono interessati alle linee ferroviarie secondarie, e preferiscono guadagnare con i treni di lusso ad alta velocità. Cosa ne sarà dei milioni di lavoratori statali che Beppe Grullo vorrebbe licenziare? Mettere il carro davanti ai buoi serve soltanto a fermarli. Le vere ragioni della crisi economica consistono nel fatto che l’Italia non possiede materie prime e fonti di energia, e può produrre soltanto importandole per poi vendere dei prodotti, ma se gli stessi prodotti vengono realizzati  a costi molto più bassi in paesi come la Cina, quello che viene prodotto in Italia non si vende più. Manca la produzione di ricchezza, mentre la responsabilità gravissima della politica, è stata quella di non aver fatto nulla per evitare l’impoverimento del paese, ci si doveva opporre alla globalizzazione selvaggia con politiche economiche protezioniste. Anche l’innovazione ha un ruolo, ma è secondario in un paese molto popolato, dove il lavoro non potrà mai essere soltanto quello ad alta specializzazione per una minoranza, il lavoro che è stato de localizzato doveva rimanere in Italia, e a questo ci doveva pensare la politica, invece tutti hanno aderito alla falsa ideologia del mercato globale che si regola da solo, una catastrofe! Adesso, qualunque proposta per tentare di superare la crisi, non può prescindere da una approfondita critica al modello di sviluppo che gran parte del mondo ha adottato, è inutile dare la colpa ai politici, che per ottenere il consenso hanno dovuto per forza di cose accettare l’ideologia che ormai aveva coinvolto la maggioranza della popolazione. Non siete vittime di una classe politica che ha fatto tutto da sola, voi stessi l’avete appoggiata, siete vittime di voi stessi, è troppo semplice trovare i colpevoli da odiare su cui addossare la propria ignoranza, finché i soldi arrivavano nessuno si lamentava del debito pubblico che cresceva a dismisura. L’ideologia del Movimento 5 Stelle, è semplicemente patetica nella sua contraddittoria superficialità, come patetici stanno risultando questi neo eletti del 5 Stelle, ma cosa sono, persone autonome o degli automi? Dicevano d’essere tanto in gamba, il più fesso aveva due lauree, e non possono neanche essere lasciati liberi di parlare con i giornalisti? Qui siamo andati oltre i clan dei partiti, siamo entrati nel campo delle sette segrete e delle logge massoniche deviate, è una scena veramente ridicola! Gli avranno impiantato dei micro cip per controllarli a distanza, sarà una nuova edizione del teatrino dei pupi politici, dove il grillo parlante in realtà era il burattinaio Mangia Fuoco, è il nuovo teatrino del Grillo Mangia Fuoco! Parlano di nuove leggi e riforme, senza che ci sia nessuna possibilità di formare un governo, ma sono completamente rincoglioniti!? L’elettorato non li giudicherà sulle parole o sulle azioni, ma sui risultati, e se non porteranno a casa nessun risultato, entreranno di diritto nella schiera dei politici più odiati, alla fine saranno proprio loro ad essere appesi a testa in giù. C’è un sistema economico dittatoriale che fa a pezzi la democrazia e la vita delle persone, e la folla inferocita acclama proprio chi vuol fare a pezzi la democrazia!

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02 - Vota comunista

È vero che la differenza tra destra e sinistra non vuol dire nulla, ma la differenza tra capitalismo e anticapitalismo esiste. La mafia non è altro che il capitalismo attuato con mezzi più efficienti. Il capitalismo è estraneo alla democrazia. Nel caso, avrei votato per la democrazia, avrei votato comunista.

La differenza consiste in due ordini di idee radicalmente differenti: esiste l’idea del bene inteso come crescita del benessere personale ed esclusivo, dove il bene comune, si considera soltanto nella misura in cui torna utile nel mantenimento della pace sociale, che in questo caso ha il significato di sedazione e controllo sociale. Quindi, finché a una minoranza privilegiata, tornerà utile distribuire una certa quantità di ricchezza, soltanto perché si riterrà che questo abbia un costo minore rispetto a un apparato di repressione violenta, allora si cercherà di mantenere un certo benessere economico diffuso, ancora meglio se a carico di un debito pubblico, dove gli interessi vanno a vantaggio degli stessi ricchi, e a pagarne il costo saranno le meno fortunate generazioni future. A fondamento di questa idea, c’è una concezione amorale dell’esistenza umana che fa riferimento alla concezione darvinista e meccanicista; è ovvio, se la vita finisce con la morte, allora non c’è proprio nessun motivo di rispettate il prossimo, se questo non conviene nel personale progetto di realizzazione della felicità, chi dovesse, con le sue necessità, essere di ostacolo alla soddisfazione dei propri desideri, viene automaticamente identificato come nemico da sconfiggere, oppure semplicemente da ignorare. Difficilmente si può credere che il bene comune possa derivare dalla semplice somma di personali aspirazioni al bene tra di loro in contraddizione e conflitto. Ancor meno è possibile che ci si possa preoccupare del bene per le generazioni future; in una logica di mercato nulla è gratis, “io do una cosa a te se tu ne dai una a me”, con le generazioni future non può esserci questo tipo di scambio, per quale motivo chi vive adesso dovrebbe sacrificare il proprio benessere per quelli che vivranno in futuro? Se la vita finisce con la morte e comincia con la nascita, allora non esiste proprio nessun reale rapporto di causa effetto tra chi vive adesso e chi vivrà in futuro… a meno che, un certo condizionamento culturale e psicologico, venga messo in atto per convincere coloro che sono destinati a sacrificarsi per il benessere dei pochi ricchi vincenti, che questo sacrificio in realtà è giusto per il bene delle generazioni future, delle quali ci si potrebbe trovare a far parte per via della reincarnazione, oppure per accumulare tesori in cielo. Infatti non si spiegherebbe come mai la cultura materialista sia così tollerante nei confronti della religiosità popolare, e anche nei confronti di qualsiasi assurdità new age, basta che la gente non rompa i coglioni ai ricchi che si dedicano ai porci affari loro, si ammette che ognuno possa immaginarsi le cose più strampalate che vuole, per farsi una ragione e non accorgersi della vita di merda alla quale si viene condannati. In questi nuovi generi di oppio per i popoli la psicologia ci mette il carico da novanta, creando il culto delle relazioni sociali utilitaristiche e sempre private ed esclusive. Il soggetto che ha la fidanzata, che ha la cerchia di amici, rimane costantemente distratto dalle esigenze della vera società in cui vive senza più rendersene conto. Siamo al punto in cui, coloro che mostrano interesse per le questioni sociali e politiche, vengono connotati come persone asociali, che si interessano del bene comune soltanto perché incapaci di vivere vere relazioni sociali, che sono quelle intese come forme di isolamento, mediante la vita di coppia e gli amici per uscire il sabato sera per dedicarsi a qualche attività di consumo e intrattenimento. Nella cultura capitalista, per socialità si intende esclusivamente intrattenimento e fruizione di divertimenti, dove la diversione si rende necessaria per sopportare la vita del vuoto meccanismo di produzione e consumo. Da quest’ordine o disordine di idee deriva una società profondamente conflittuale, dove l’isolamento delle persone le rende inoffensive e facilmente assoggettabili agli interessi esclusivi di pochi vincenti, ai quali giustamente il conflitto va benissimo, la guerra piace a chi la vince, ma sono una piccola minoranza, molto appariscente sui mass media, tanto che sembrano rappresentare la maggior parte delle persone, le quali vi si identificano sognando quella vita alla quale non potranno mai arrivare. Siccome poi ci sono anche quelli che si rendono conto di non poter arrivare a certi livelli di benessere economico, allora per tenere buoni pure questi, si è inventato il culto della felicità nelle piccole cose… cioè: abbiamo una piccola minoranza di criminali incalliti e senza scrupoli che devastano il pianeta per puro egoismo, e una gran quantità di persone, che pur rendendosi conto di questo disastro, si convincono, o sarebbe meglio dire, vengono convinti, che la felicità consiste nell’accontentarsi di quello che si ha, basta che non sia proprio il nulla, perché in tal caso la storiella delle piccole cose che danno i rari momenti di felicità non regge più tanto bene, quando non ci sono più neanche le piccole cose allora si capisce che questo riduzionismo non può veramente funzionare, e ci rimangono soltanto i psicofarmaci, che in fondo sono anche quelli delle piccole cose che danno rari momenti di felicità…

Tuttavia questa ormai è storia, perché il modello vincente del capitalismo adesso è quello cinese, dove la mancanza di libertà e la repressione violenta funzionano benissimo, meglio delle “anacronistiche” finte democrazie dell’occidente. Siccome in Europa e negli Stati Uniti non si può mettere in atto un regime di repressione come quello cinese, allora si sta optando per la repressione economica e il condizionamento mentale attraverso il terrorismo informativo dei sempre efficaci mass madia. Ovviamente, il modello unico del pensiero capitalista, non prevede delle vere soluzioni a problemi reali come il disastro ambientale, la penuria di risorse primarie, come ad esempio il cibo, oppure l’esaurimento delle fonti di energia, per non parlare della giustizia sociale di cui nel secolo cinese non frega più niente a nessuno. Il capitalismo non ha nessuna vera risposta alle vere domande del nostro tempo, nella sua logica ogni questione rimane subordinata all’interesse privato, il profitto privato conta più della stessa sopravvivenza umana, e in quella logica questo è del tutto razionale, perché la vita, è soltanto la nostra vita qui ed ora, oltre non c’è nulla che possa considerarsi importante o reale. Le vere risposte alle vere domande del nostro tempo appartengono all’altro ordine di idee, sono le idee dell’anti capitalismo.

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