Vilipendio alla religione degli psicologi.

 Futuro e libertà ai conFini della realtà.

In questo gruppo di face book chiamato “I Debunkers del Paranormale”, avevo già avuto diverse discussioni su vari argomenti, con tutte le ovvie e inevitabili divergenze d’opinione, non credo che sarei rimasto a lungo in questo gruppo, però è sintomatico che sia stato cacciato via proprio su una discussione che riguardava il rapporto di coppia. Evidentemente esiste una religione laica, fondata sulla psicologia, che ha le stesse caratteristiche di tutte le religioni dogmatiche, con la stessa identica intolleranza nei confronti dei miscredenti. Sono stato bannato da questo gruppo e da altri due nello stesso periodo, per aver semplicemente detto quello che pensavo, per aver commesso vilipendio nei confronti della psicologia, che dimostra sempre più spesso d’essere una fede cieca a sevizio dei poteri corrotti. Una volta cacciato l’agitatore, il pazzo, la conversazione è potuta tornare nella rassicurante banalità dei luoghi comuni, uniti a una confusione mentale che lascia sbigottiti. Infatti, a parte quel tizio che pretendeva di replicare alle mie argomentazioni dopo che ero stato bannato, riporto di seguito il farneticante intervento di una tipa, che semplicemente non si capisce proprio che cavolo sta tentando di dire, ma queste farneticazioni non recano nessun disturbo alle persone “normali”:

“Samantha Lenzetti scrive: scusate..dico la mia…. io credo che la felicità..sia soggettiva..sia un equilibrio vitale interno ad ognuno di noi..che prescinde da un’altra persona..mi spiego… io sto bene con mio marito perché ho raggiunto il mio equilibrio personale emotivo …. lui mi fa stare bene e mi rende felice..perché io sono disposta ad esserlo,o meglio, perché sono predisposta per esserlo.. perché lui e non un altro? perché semplicemente è arrivato prima e mi dà lui tutto ciò di cui necessito per “aggiornare” la mia felicità…”

“Almeno è quello che ho imparato dal mio matrimonio”…

Soltanto chi ha frequentato allungo gli psicologi può sragionare in questo modo, è un indottrinamento alla fede psicologica dove si riconosce il tipico linguaggio sconclusionato e costantemente contraddittorio.

Basta che si dichiari che la felicità è soggettiva, ripetendo come in un mantra “io-mio-io-credo-io-mio-io-credo-mio-Dio-io-credo” il che, nel contesto dei ragionamenti di quel gruppo di scettici scientisti, sarebbe come dire che la felicità è soltanto un illusione, visto che nella loro ottica di razionalità avrebbe valore soltanto il dato oggettivo, come viene dichiarato nelle premesse del gruppo. Il fatto che si stia affermando che la felicità è una realtà esclusivamente soggettiva, non preoccupa affatto “I Debunkers del Paranormale”, che a questo punto vedo inesorabilmente condannati alla mancanza di una felicità la cui esistenza si possa provare mediante dati oggettivi.

( Per leggere il testo riprodotto in questa immagine, occorre aprirla in un’altra finestra, in modo da poterla visualizzare nella sua dimensione originale leggibile. ) ) Apri immagine

Di seguito metto i video su youtube incriminati per non essere attinenti al tema della discussione:

Bianca – Io mi devo difendere

Nanni Moretti – Sogni d’Oro “oggi sono felice”

Nanni Moretti – Sogni d’oro “non voglio morire!”

Avrei aggiunto anche questo, ma non ho fatto in tempo. Anche per me, applausi zero, una catastrofe…

Nanni moretti – discorso sul fare l’amore (sogni d’oro)

Invece questo è il video accettabile, che sarebbe in tema con la discussione. Basta che si definisca un “teorema” e qualunque minchiata riscuote il consenso. Alla fine quelli del CICAP si rivelano dei gran sentimentaloni…

Teorema – Marco Ferradini

La Stampa: In aumento la violenza sulle donne

Sempre sul rapporto di coppia e la conseguente violenza umana, degli uomini e delle donne.

Si continua a parlare a vambera riguardo alla violenza sulle donne. In particolare per quel che riguarda i delitti che maturano nell’ambito del rapporto di coppia. Premesso che bisogna fare tutto il possibile per reprimere il fenomeno con leggi adeguate, e che in alcun modo si possono cercare attenuanti a comportamenti violenti e di folle crudeltà, detto questo, quando invece si cerca di capire le cause di questo fenomeno, che a detta di molti pare essere in continuo aumento destando crescente preoccupazione, sarebbe il caso di fare uno sforzo per essere un po’ più sei. Il primo errore più evidente che certi analisti fanno nel maldestro tentativo di spiegarne le cause, è di considerare questo particolare aspetto della violenza come una realtà assestante, che parrebbe non far parte della violenza complessiva che caratterizza la nostra società. Una società competitiva è necessariamente votata alla violenza sistematica. L’altro errore, è quello di continuare a credere che la violenza sia un esclusiva degli uomini, questo succede perché si considera come violenza soltanto quella che si esprime fisicamente, e si tralascia di considerare la violenza psicologica che è una specialità tutta al femminile. Non che gli uomini non siano anch’èssi capaci di ricorrere alla violenza psicologica, ma le donne hanno una loro speciale capacità nell’individuare le altrui fragilità e di trovare il modo di colpirle in modo ferocemente spietato. La violenza degli uomini tende a distruggere le persone a partire dall’esterno, mentre la violenza femminile tende a distruggerle a partire dall’interiorità. L’uomo ferisce di più con le mani, la donna ferisce con le  parole. Gli uomini uccidono, mentre le donne inducono al suicidio, ma il risultato è identico. Tutto questo nel contesto di una società votata alla violenza, sulla quale le donne non hanno nulla da ridire, e mostrano d’esserne perfettamente  partecipi. Il motivo per cui non si considera la violenza psicologica al pari della violenza fisica, è perché la violenza della psicologia serve al sistema per condizionare e reprimere le persone. Il condizionamento mentale che serve a mantenere il consenso al potere delle elite, utilizza ampiamente la psicologia, e non è certo un caso che la psicologia piaccia soprattutto alle donne.  

La definizione istituzionale del rapporto di coppia malato, é quella dove uno dei soggetti o entrambi, hanno una dipendenza psicologica, a volte anche economica, per cui si innesca tutta una serie di ricatti, gelosie, paure di abbandono ecc.. che rendono tale rapporto un inferno. Detto questo però, rimane il dubbio sul motivo che avrebbero delle persone perfettamente mature e indipendenti, per sacrificarsi in un rapporto di coppia. Sono felici e stanno bene da soli? Allora perché rinunciare a questa condizione per complicarsi la vita? Perché una persona completa in sé stessa, avrebbe ancora la necessità di stabilire un legame speciale con un’altra persona? L’attrazione uomo donna sappiamo cos’è, un meccanismo biologico finalizzato alla procreazione, ma al di fuori di questo istinto procreativo che senso ha la vita di coppia? A me pare che nelle moderne società laiche, il rapporto di coppia sia diventato una sorta di oppio dei popoli sostitutivo di quello religioso, un’altra arma di distrazione di massa. C’è tutta un industria che sfrutta la debolezza umana nelle dinamiche dei rapporti di coppia. Festività come il natale e S. Valentino, film e telefilm, trasmissioni televisive, tutti i rituali come: le cene romantiche, la frequentazione di locali ecc. è l’intrattenimento consumistico, con il quale anche gli psicologi ci marciano e ci mangiano. In definitiva, molta gente si è convinta che la ricerca della felicità consista nel trovare l’amore della loro vita, e a quest’obbiettivo sono disposti anche a grandi sacrifici, dimenticandosi persino di vivere. In definitiva il rapporto di coppia è stato ampiamente strumentalizzato per indurre nelle persone una condizione di isolamento che le rende deboli e facilmente manipolabili. Andando più in profondità nel problema, vediamo la questione della procreazione umana. A differenza degli animali, gli esseri umani sanno che alla nascita fa seguito la morte, e lo svolgimento della vita, è più che altro un esperienza dolorosa. Allora perché gli esseri umani continuano a riprodursi? Una volta che abbiamo tolto di mezzo le motivazioni di carattere spirituale o religiose, quali motivazioni rimangono agli esseri umani per continuare a procreare? Se non crediamo nella reincarnazione di sicuro non può importarci nulla della continuità della specie, quello è un istinto animale che la ragione può mettere a tacere in due minuti di seria riflessione. Tra l’altro, in una cultura dominante basata sul mercanteggiare, sul dare soltanto per avere, anche volendo, le generazioni future non potrebbero darci nulla in cambio dei nostri sacrifici a loro vantaggio. Gli uomini si lasciano coinvolgere nel’istintivo progetto procreativo delle donne, le quali cominciano a stabilire un ordine di valori per selezionare gli uomini più adatti, in modo che i soggetti scartati finiscono con il convincersi d’essere uomini sbagliati, dei falliti e quindi condannati all’infelicità nella solitudine, nell’abbandono e nell’emarginazione. L’intero ordine di valori della società finisce con lo strutturarsi su questa esigenza procreativa e sul contenimento dell’insoddisfazione che inevitabilmente ne deriva. Quindi non c’è da stupirsi che gli uomini comincino a identificare le donne come personificazione della propria sofferenza e morte, ( madre = morte ) e di conseguenza comincino a odiarle fino a impazzire scatenando su di loro la violenza a lungo coltivata nel tentativo di essere adeguati alle aspettative di una società violenta. Pare che questi uomini, mariti e fidanzati violenti, all’inizio del rapporto si presentino come dei veri e propri principi azzurri, questo mi fa sospettare che a scatenare la violenza sia proprio il grado maggiore di delusione che ricevono dal rapporto, più grande è l’illusione di aver trovato la felicità nel rapporto con una donna, più grande è la disperazione nello scoprire che non era vero niente, che quella donna non li amava per nulla, che voleva soltanto essere amata in quanto questo gli tornava utile nei suoi progetti.

Qual è la soluzione? Non è ho la più pallida idea, probabilmente si tratta di riscoprire l’acqua calda, quella che nel corso della storia ha portato alla scelta della vita monastica in comunità separate di soli uomini o donne. Sul piano dell’identificazione con il corpo, non è possibile un rapporto sereno tra esseri umani di sesso opposto, per il semplice fatto che questi sessi sono opposti. A volte le cose più semplici sono le più difficili da capire.

altro post sullo stesso tema in questo blog

“Angel” dei Massive Attack, traduzione del testo in italiano

Gabriele Manfrè Scuderi su facebook

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2 risposte a Vilipendio alla religione degli psicologi.

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