I sepolcri a terrazza Déjà Vù ( di Sugo Foscolo )

Introduzione musicale punkettona.. Misfits-Walk Among Us (Full album) 1982

Poesia. ( completamente fuori di testa, ma completamente dentro il Dharma punk. )

I sepolcri a terrazza Déjà Vù  ( di Sugo Foscolo ) *(1)

Giacendo, nell’isolamento di un fetido giaciglio

prospiciente una desolata e tetra  terrazza

senza ne speranza ne contentezza.

Con retaggio di brutale certezza,

farsesca rendo la disperazione per ridurne la pesantezza.

Dal vicolo delle facce pulite imploranti le madonne

per quelle grazie che salvano dalle disgrazie,

riecheggiano le note di “anima mia torna a casa tua”,

per colei che non vuol più sapere nulla,

ne di noi, ne della nostra tristezza.

Ragazze adorne di sessuofoba ristrettezza, tristezza, stronza terrazza!

Furiosamente sbraita la sciagurata inferocita,

per un infiltrazione, che pare nefandezza,

ma in quella stanza v’è soltanto condensa, e sul danno non v’è chiarezza.

È iniziata la demolizione della terrazza, tra ritardi e lenta vaghezza,

sulla durata dei lavori non v’è certezza.

Lavori sistematicamente a cazzo di cane eseguiti,

dal criterio dell’incompetenza e dell’incompiutezza. * (2)

Finalmente! ma sempre troppo tardi, i lavori son finiti,

per quel che rimane d’un sepolcro a terrazza.

Sulla “Nanoflex” tenuta della pioggia e del pianto non v’è certezza

e anche l’estetica è una schifezza.

Giacendo nell’isolamento di un fetido giaciglio senza la pietà d’una carezza,

prospiciente la tristezza d’una desolata ed inutile tomba a terrazza,

che mai udii voce di ragazza,

ove mai si proiettò ombra di saggezza, amorevolezza, bellezza, dolcezza, gaiezza,  

ma soltanto cupe tenebre di sregolatezza, ignoranza e amarezza.

Lo sguardo spazia sull’immondizia,

il panorama, è uno spettacolo che strazia

indegno persino d’una sepoltura a terrazza.

Mentre, “l’anima de li mortacci sua mai più tornò a casa sua”,

soltanto tre cose  rimangono come retaggio di brutale certezza:

è una disgrazia questa terrazza, è un sepolcro imbiancato questa terrazza

e l’inquilina del piano di sotto, è pazza!

Di Sugo Foscolo *(1)

L’importante per l’uomo, è di affrontare l’abbandono con dignità e contegno. ( video su you tube )

Fino a quando l’ingegno umano sarà piegato a delle squallide logiche di mercato, il giusto cammino  non sarà mai trovato, e l’intelletto servirà soltanto a rendere tutto più complicato. Quella contemporanea, è una cultura caratterizzata dal neo bigottismo materialista razionalista, che essendo di vedute assai ristrette, tanto quanto il tradizionale bigottismo religioso, non riesce ovviamente a determinarne una sostituzione con la proposta di una valida alternativa. Per cui, viviamo in una cultura totalmente scissa e conflittuale, con l’antica fede religiosa che sopravvive, proprio grazie al ruolo che assume nel colmare il vuoto di significato determinato dal razionalismo scientifico, che  di per sé stesso si riduce a fede cieca nell’esistenza della realtà materiale e di noi che ne osserviamo i fenomeni, come se noi stessi non fossimo quei fenomeni che osserviamo. In questo modo, grazie al confronto tra due fedi cieche, una antica e tradizionale, e una moderna che pare più valida per via della scienza applicata alla tecnica, è maturata nel pensiero comune la convinzione che la materia possa essere un dato oggettivo di natura immutabile e permanente, che nonostante tutti i suoi mutamenti che osserviamo, la materia possa avere un fondamento di assolutezza e permanenza. Ovviamente, l’irrazionalità della razionalità è molto facile da comprendere quando vediamo che l’esistenza stessa è del tutto irrazionale nella sua stessa incoerente organizzazione. La nascita non è coerente con la morte, la gioia non è coerente con il dolore, il guadagno non è coerente con la perdita e il successo non è coerente con la sconfitta; la costruzione di un oggetto-fenomeno non ha nessun rapporto con la sua distruzione, eppure, costruzione e distruzione sono entrambi necessari, così come la gioia non può essere separata dal dolore. L’inconsistente superficialità del moderno pensiero razionalista condiviso, non ha nessuna possibilità di mettere seriamente in crisi le tradizionali fedi religiose insieme a tutte le culture tradizionali ad esse connesse. Infatti, nel 2012, assistiamo al tramandarsi, al rinnovarsi, al nascere e radicarsi, di tutta una serie di varie forme religiose antiche e moderne. Destano ancora grande interesse: il culto mariano, la fede nei miracoli, pratiche di esorcismo fondate sulla convinzione che il demonio possa veramente esistere, a queste si vengono a sovrapporre nuove fedi di natura esotica, oppure ispirate dall’incontro con esseri alieni provenienti da mondi extraterrestri, che tra l’altro potrebbero benissimo esistere veramente, il che renderebbe la situazione incredibilmente complicata. Quindi le cosiddette fedi fondate sull’irrazionalità, non solo non sono scomparse, ma tendono a riaffermarsi come la  necessità di colmare il vuoto di significato esistenziale che deriva dalla visione materialista pseudo razionalista. Gli illuministi, avevano motivazioni forti e molto serie per cercare le ragioni che potessero affrancare l’umanità dalle ristrette vedute del dogmatismo teologico, ma evidentemente questa ricerca si è persa nel tempo della storia, divenendo una rivoluzione soltanto formale, convenzionale, esteriore e non sostanziale, c’è stata troppa superficialità nel credere che bastasse un metodo basato sulla prova empirica, per cancellare tutte le idee che non potevano essere dimostrate. Le dimostrazioni scientifiche non ci danno dei significati nuovi che possano veramente alleviare il nostro disaggio esistenziale. Di fatto la cultura laica contemporanea si presenta in forma di retorica vacuità, a volte di una superficialità semplicistica imbarazzante nella sua inconcludenza e sterilità, che cerca disperatamente di dare un significato all’irrazionalità della razionalità, finendo soltanto con lo spegnere la comprensione intuitiva. Si cerca di coprire il sapore insipido del contemporaneo nutrimento intellettuale, con il sapore antico delle culture tradizionali e storiche, queste però assumono soltanto il significato di un condimento che non è sostanziale come nutrimento e che quindi lascia digiuni. È una cultura ormai intesa soltanto come orpello, confezione di scatole vuote con funzione esclusiva d’intrattenimento, di distrazione da quel senso di vuoto, che rimane l’unico movente di tutto il nostro pensare ed agire nell’inutile e compulsivo meccanismo di produzione e consumo. Nulla di tutto ciò che produciamo e consumiamo esiste veramente, le cose prendono forma soltanto per abitudine, esistono soltanto nella misura in cui sono abituate a farlo. Le abitudini divengono abitazioni di qualcosa che non è la stessa abitudine, ma è qualcosa di fondamentalmente diverso. Le abitazioni non vanno confuse con gli abitanti, esiste un rapporto tra abitazione e abitante, ma quella dell’abitante costituisce una gerarchia superiore a quella dell’abitazione. Quando non assomigliamo più a noi stessi, siamo vicini alla fine, l’idea alla quale ci eravamo abituati sta svanendo. Ritenendoci quindi fortunati, di non avere più assolutamente nulla da dimostrare agli altri e tanto meno a noi stessi, ci possiamo soltanto dedicare con impegno a constatare la vacuità della nostra esistenza. Ritenendoci altresì fortunati di non avere più nulla da conquistare, nessun obbiettivo da realizzare, ci limitiamo a testimoniare la natura fallimentare dell’epoca in cui nostro malgrado siamo condannati a campare, ammettendo anche l’impossibilità di ritenerci dei falliti muovendoci entro un contesto sociale del tutto fallimentare. In un contesto socio economico del tutto demenziale come quello attuale, l’unico possibile successo, può essere quello di non farne in alcun modo parte, non essere in alcun modo adattabili, ovvero, rimanere del tutto inadatti a ciò che a noi non si adatta. In questa società, divenire dei falliti, rimane l’unica massima aspirazione possibile, l’unica moralmente accettabile. Da quali ragioni e sentimenti si potrebbe essere motivati, quando si è circondati da esseri, che cacando dalla faccia, esprimono compiacimento per la merda che riempie le loro menti? Il disprezzo che proviamo nei confronti dell’intera umanità, è infinito come la volgarità delle persone che incontriamo sul nostro cammino. Esiste un nesso tra odio e amore, e in questo momento storico è giusto che prevalga l’odio con la sua natura distruttiva, perché come per Sodoma e Gomorra, non c’è rimasto nulla da salvare. L’umanità non merita la nostra compassione, l’umanità si è guadagnata la tremenda rovina nella quale sta precipitando. Sarà una carneficina senza precedenti, sarà la guerra di tutti contro tutti, sarà il trionfo della brutale violenza in cui si è voluto fermamente credere, sarà l’inevitabile epilogo per la fede nei sepolcri imbiancati. Sapendo che è tutto inutile, non abbiamo neanche l’esigenza di provare a renderci utili. Non esistono più delle utilità condivisibili, ma soltanto utilità private, private di significato e valore. La fine del mondo rimane soltanto una formalità da assolvere. Da nessuna parte si odono parole di verità, di interesse per la verità, nessuna parola di buon senso, ma soltanto un crescendo di bestiale arroganza. Noi alieni vi vediamo come siete veramente, per noi siete trasparenti, non illudetevi di poterci prendere per il culo con le vostre storielle sul crescere e il maturare, che a crescere qui è soltanto l’ignorante disperazione! Crescendo, diventa grande la cosa che permane immatura, mentre non dura la cosa matura che diviene marcitura. La forza vitale è di tendenza espansiva, immanente, inclusiva, non ha tendenza alla contrazione. Ciò che si contrae, tende alla divisione, alla frammentazione e quindi alla perdita d’energia. La contrazione è soltanto un effetto collaterale dell’espansione. Ciò che è troppo espanso sul piano dell’effetto di contrazione, assume forma indefinita e inconsistente, mentre ciò che è troppo irrigidito dalla contrazione non ha un vero movimento vitale, ma soltanto apparente ed inerziale. Il punto di equilibrio della creatività, non è un punto fermo, così come nulla è fermo nell’universo e nulla può avere origine da un punto individuato. Non esistono punti di partenza e di arrivo, ma soltanto campi di trasformazione organizzati in gerarchie annidate, dove ad ogni movimento di contrazione, che pare generi forme e funzioni, sottintende un invisibile dominante movimento d’espansione, unico vero responsabile di ogni possibile movimento-mutamento. La razionalità, ha un carattere rassicurante, ma alla fine ci lascia del tutto digiuni, ovvero, separati dall’esistenza. Poiché l’esistenza, sembra trovare il suo compimento nell’irrazionalità, bisogna ammettere che ogni nostra idea di ordine razionale, si rivela del tutto irrazionale rispetto alla natura dell’esistenza. La mente intuitiva, è quella in grado di espandersi nella comprensione in assenza di sforzo coercitivo, ovvero, in assenza di due punti tra loro in contraddizione che si tenta di collegare e mettere in relazione, come ad esempio, un punto di partenza e uno di arrivo. Quindi anche l’idea del percorso può essere fuorviante, così come la necessità di conclusione e definizione nel campo dell’azione vitale, finisce con lo sterilizzare l’esistenza. Appena una cosa viene definita viene anche uccisa, è questo il seme della violenza. Soltanto una mente intuitiva è capace di apprendere, comprendere, che non vuol dire prendere per sé stessi, ma lasciarsi comprendere da qualcosa che è più grande di noi e che ci precede e consegue nell’esistere. Quindi, non si tratta di acquisire informazioni, ma piuttosto di stabilire una sintonia con le informazioni rendendole manifeste, così come un apparecchio radio è in grado di riprodurre le trasmissioni che capta, che non sono nell’apparecchio e che da esso non dipendono nell’esistere, ma soltanto nel manifestarsi su un particolare piano di sensibilità fisica. Quindi il cervello, come un apparecchio radio, può soltanto canalizzare attraverso il linguaggio e l’azione, ma non può generare o costruire ciò che esprime. E allora: quali possono essere il linguaggio e l’azione che realmente determineranno una trasformazione dell’esistente?

Come fa il bambino a distinguere tra due identiche macchine rosse qual è quella giusta da seguire?  Video su You Tube

Gabriele Manfrè Scuderi su facebook

Monti va alla guerra. Contro di noi invece di andare in guerra contro i veri nemici della democrazia come la Cina.

I percorsi di guerra conducono alla guerra. Coloro che nella guerra trovano le proprie gratificazioni non sono minimamente interessati a conoscere le ragioni della pace. Per coloro che nel campo di battaglia trovano, o sperano di trovare, un successo che dovrebbe dar significato alla propria esistenza, l’idea della pace pare come una grave minaccia all’integrità del proprio ordine di valori. Costoro non vogliono neanche sapere cosa la pace sia e come si potrebbe realizzarla. Coloro che vedono la pace come una minaccia, preferiscono immaginarsela come qualcosa che possa essere facilmente etichettata, catalogandola tra gli ideali utopici, irrazionali, che soddisferebbero soltanto le esigenze consolatorie di frustrati sognatori idealisti, i disadattati all’unica realtà possibile della guerra. I signori della guerra, preferiscono parlare dell’ideale della pace, che non è la pace, considerandola soltanto come un argomento consolatorio che serve ad alleviare lo sconforto di tutti coloro che nella guerra sono condannati ad assumere il ruolo degli sconfitti. Le vittorie in battaglia danno indubbiamente un senso di esaltata soddisfazione, una soddisfazione del tutto personale e privata, soprattutto privata della pace, quella pace che a dire il vero sarebbe l’unica vera ricchezza fonte di autentica soddisfazione, l’unnica che giustificherebbe un impegno e dei sacrifici. Soltanto ciò che è sacro è degno dei nostri sacrifici. I signori della guerra, preferiscono immaginarsi la pace come cosa appartenente ad altri mondi, mondi dell’aldilà ultraterreno, per questo cercano la pace nei sepolcri degli eroi caduti, secondo loro la pace non è realizzabile nei luoghi della vita, ma soltanto nei cimiteri. Perche tanti di coloro che pregano per la pace, poi seguono i signori della guerra? Oggi la guerra non è più una questione di vincitori e di sconfitti, oggi più che mai la guerra sconfigge tutti compromettendo la sopravvivenza dell’intera umanità. La vera evoluzione si compie nel campo della pace, la vita è pacifica nel suo aspetto creativo. Pensare che si possa arrivare alla ricchezza della pace attraverso un percorso di guerra, è un idiozia, e gli idioti sono soprattutto coloro che seguono altri idioti. Dato che il 99% della popolazione è comunque destinato alla sconfitta, questa massa di sconfitti, a questa guerra dei ricchi contro tutti potrebbe anche non prender parte, potremmo decidere che non ce ne frega un cazzo e quindi assumere un atteggiamento di non collaborazione con quelli che sono nostri nemici. Potremmo lasciare i signori della guerra da soli nel loro campo di sterminio ad annientarsi tra di loro. Come Gandhi ha dimostrato, la non collaborazione è un arma potente che possiamo adoperare, specialmente se ci rendiamo conto di non avere più nulla da perdere. Il percorso di pace, è innanzitutto un percorso di non collaborazione con i nemici della pace.

Gabriele Manfrè Scuderi su facebook

Pearl Jam – Do The Evolution video su You Tube

“Masters of war” di Bob Dylan, testo tradotto

Cina, libertà di espressione: il poeta cinese Zhu Yufu torturato in carcere

“Noi siamo i Borg, ogni resistenza è inutile, verrete tutti assimilati al fascismo tecnocratico cinese.”

Vittorio Grilli, nuovo ministro dell’economia. Tra le speciali qualità che gli vengono riconosciute, c’è quella d’essere un pragmatico, uno che quando risponde al telefono non perde tempo a dire buon giorno e buona sera, ma senza perdersi in queste inutili facezie che concernono i puerili rapporti umani, va direttamente al sodo delle questioni. Una perfetta macchina da guerra, un efficiente automa tecnocratico, un vero cyborg non impedito da inutili sentimenti umani, programmato come un terminator per annientare le parti sociali e ogni altra possibile resistenza democratica che si dovesse ancora annidare nella società e che potrebbe creare problemi all’affermazione del modello di sviluppo cinese. Loro sono i Borg, ogni resistenza è inutile, rassegniamoci  ad essere assimilati al fascismo tecnocratico cinese. L’attuale crisi, è innanzi tutto una crisi dei valori comunemente condivisi, semplicemente si continua a considerare come bene il male e male il bene. Altrimenti, se così non fosse, ci si renderebbe conto che con la Cina possiamo competere soltanto sul piano dei valori della democrazia, e non certo sul piano della competizione economica. Si comprenderebbe la vitale importanza di sottomettere l’economia alla democrazia in vece di fare il contrario come stiamo facendo. Si troverebbero quindi le valide ragioni di un protezionismo delle economie democratiche, mettendo definitivamente da parte tutte le stronzate sulla globalizzazione dei mercati, ovvero sui possibili vantaggi di una guerra economica globale, che dovrebbe essere ormai chiaro a tutti come stia producendo soltanto miseria. L’unica differenza tra il regime nord coreano e quello cinese, consiste nel fatto che i cinesi hanno compreso come sia possibile annientare le democrazie occidentali, avendone individuato il principale punto debole, che consiste nel fatto di aver sempre considerato il benessere economico come unico possibile fattore di coesione sociale. Quindi è facile concepire una efficace strategia di guerra per sconfiggere le democrazie, potendo contare sulla loro disgregazione che consegue a una grave crisi economica. In assenza di autentici valori condivisi, dove quelli retorici, che funzionano molto bene nei sistemi autoritari, risulteranno del tutto inutili nel creare senso di appartenenza ad una società autenticamente democratica, basterà colpire il nostro potere di acquisto, che tutti i nostri buoni propositi e sentimenti di libertà democratica andranno a farsi fottere. Basterà provocare una forte crisi economica, per convincere il popolo sovrano ad invocare i poteri forti. La preoccupazione principale del regime cinese, è quella di non essere minacciato da possibili contaminazioni democratiche. Che il governo cinese sia ostile alla democrazia molto più di Saddam Hussein, è un fatto assolutamente evidente, non potendo permettere che in Cina avvenga una rivoluzione democratica, e allo stesso tempo non potendosi isolare come la corea del nord, l’unica alternativa era quella di abbattere tutte le democrazie del mondo, dimostrando che sono di ostacolo alla crescita economica e quindi al progresso, o quello che loro considerano tale. È un ordine di idee e valori al quale le democrazie si dovrebbero opporre con la massima fermezza, come avvenne nei confronti del nazismo, del fascismo e del comunismo totalitario, e invece, pare che nessuno abbia più voglia di difendere un sistema di valori nel quale evidentemente non si crede più, probabilmente perché non se ne conosce più il significato autentico, dopo che ogni valore umano è stato strumentalizzato a logiche di marketing, trasformato in confezione attraente, ma del tutto priva di contenuti. Ogni tanto capita di sentire certi “intellettuali” parlare della Cina, se costoro fossero vissuti al tempo del nazismo avrebbero detto qualcosa del tipo: “si va bene in Germania ci sono i campi di sterminio, ma cos’altro potevano fare i nazisti? Gli ebrei erano di ostacolo alla crescita economica, piuttosto, invece di perder tempo in questioni ideologiche e demagogiche, dovremmo prendere esempio dall’invidiabile boom economico della Germania..” i discorsi che si sentono fare oggi sulla Cina hanno ne più e ne meno lo stesso significato. Si tratta del pensiero di generazioni nate e cresciute potendo dare per scontate la libertà, i diritti e la democrazia. Quindi, non avvertendo il pericolo che tutto questo possa veramente finire, ci si continua a permettere una forma di pensiero debole e superficiale, ci si continua a illudere che sarà la Cina a diventare democratica, mentre è evidente che sono le nostre democrazie che non risultano competitive nei confronti dei reggimi autoritari. Perché, in definitiva, la democrazia non risulta compatibile con il sistema economico del mercato globale capitalista. Eppure, la globalizzazione dei mercati, non viene ancora riconosciuta come la più grave minaccia ai valori della democrazia che ci sia mai stata fino ad ora. I nostri politici, rispetto a questa realtà, si dimostrano del tutto ignari come fossero completamente deficienti. Possibile che nessuno si domandi del perché la Cina si rifiuti di rivalutare la propria moneta, nonostante questo le porterebbe dei vantaggi nell’acquisto di materie prime e petrolio? Nessuno si domanda del perché la Cina stia puntando tutto il suo sviluppo sulle esportazioni, trascurando di promuovere i consumi interni? Sono scemi, o perseguono un progetto di conquista imperialista antidemocratica, in modo tutt’altro che pacifico e amichevole? Perché si dedicano all’acquisto dei debiti sovrani dei paesi democratici, lo fanno forse per salvare le democrazie? Una cosa è certa, dei diritti umani e civili i cinesi se ne sono sempre fottuti allegramente, una cosa di cui Oriana Fallaci e Giampaolo Pansa, come tutti gli altri mangia comunisti di professione non si sono mai preoccupati. Che dire poi di Minchionne, il signore degli Agnelli, che proprio dalla Cina defeca sui diritti dei lavoratori italiani, definendoli folclore locale? È stato facile assimilare gli Agnelli nell’esercito di terracotta dell’impero del male, poiché si tratta degli unici “agnelli” capaci di sacrificare gli esseri umani offrendoli in olocausto al dio denaro.  

Gabriele Manfrè Scuderi su facebook

  • *(1) Sugo Foscolo, sarebbe Ugo Foscolo, che per un infame destino si ritrovasse a vivere in quest’epoca, e come tutti i rappresentanti della cultura del passato, oggi, come un sugo, verrebbe confinato a ruolo di condimento, nel disperato tentativo d’insaporire l’assoluta mancanza di significato dell’umanità contemporanea. Cosa ci starebbe a fare un idealista come Foscolo nel mondo d’oggi? Come si potrebbe collocare nel meccanismo del vuoto ed inutile produrre e consumare? Sarebbe certamente destinato ad assumere ruolo di emarginato e disadattato. Se Dante Alighieri vedesse Benigni recitare la divina commedia, a forza di calci in culo ce lo manderebbe all’inferno! Oggi per cultura non s’intende qualcosa di vivo e vivificante, ma soltanto additivi, come glutammato e altri esaltatori di sapore, che servono a vendere intrattenimenti che di per sé stessi risulterebbero assai scialbi e insipidi. La cultura contemporanea è fossile come le principali fonti d’energia, i fossili hanno forma e apparenza di cose viventi, ma è la vita di un lontano passato. L’umanità è morta da tempo e non se ne è accorta.
  • *(2) Il  Nanoflex, una volta steso e asciugato, avrebbe dovuto assumere un aspetto perfettamente liscio e compatto. Invece quello che ho visto presentava evidenti fessurazioni e screpolature che nulla di buono lasciano presagire. Ovviamente, domandando spiegazioni, l’operaio afferma: “no è normale è sempre a cussì che biene!”. Poi, avevo specificato chiaramente che in prossimità dello scarico la pendenza doveva aumentare, verso lo scarico intendevo, ma devono aver capito male, perché per un metro la pendenza è al contrario, per cui, si formerà uno stagno ogni volta che piove. Anche in questo caso la spiegazione dell’operaio è molto esaustiva: “ noo va beh un ci fa nenti, e poi un c’è chi fari l’acqua sempre sa va ammuttari!” cioè.. sarebbe una specie di destino che ogni volta che piove, bisogna mettersi con una ramazza a spingere l’acqua stagnante nello scarico, anche in piena notte d’inverno. Pensavo a una possibile soluzione: visto che scienza e tecnica hanno fallito, dipingerei un immagine di Padre Pio sul pavimento del terrazzo, e una immagine della beata vergine sul soffitto della stanza di sotto, così, la prossima infiltrazione si potrà far passare per miracolo di Madonna piangente, gli abitanti del piano di sotto sono molto religiosi. Certo poi.. una Madonna delle muffe sarà difficile da far credere. Come si sarebbe dovuto adoperare il Nanoflex ( video su you tube )

Qui, per tirarmi su ci vuole un Deja Vù.

Se mai fossi già stato qui prima, probabilmente saprei proprio cosa fare, non credete?
Se fossi mai stato qui prima o in un altro punto della ruota del tempo, probabilmente saprei come rapportarmi con tutti voi.
E mi sento come se fossi già stato qui prima
Mi sento come se fossi già stato qui prima
E sapete, ciò mi fa davvero chiedere
Cosa sta succedendo sotto la terra (ossia “sotto i nostri piedi”, “alle nostre spalle”)
Lo sapete?
Non ve lo chiedete?
Cosa sta succedendo giù, sotto di voi?
Tutti noi siamo già stati qui prima
Tutti noi siamo già stati qui prima
Tutti noi siamo già stati qui prima
Tutti noi siamo già stati qui prima

Crosby, Stills, Nash & Young – Déjà Vù  ( video su you tube )

Una mattina mi son svegliato ( senza nessuna bella ciao ma..) come fossi nuovo che i giorni passati se ne erano andati

Ho capito che se ne era davvero andata ( la bella ciao..)

Un nuovo giorno, un nuovo modo, e occhi nuovi per vedere l’alba
Vai per la tua strada che io continuo ad andare per la mia
Il cielo si sta liberando e la notte ha pianto abbastanza
Il sole arriva nel mondo così spesso per risollevarci
Rallegratevi, rallegratevi, non abbiamo altra scelta se non quella di andare avanti   
Le fate delle favole sono in grado di cantare una canzone

Ora testimoni della rapidità con cui andiamo d’accordo
Cantando il blues, hai avuto modo di fare la tua parte nella vita
E avanti, proseguiamo perché l’amore sta arrivando

L’amore sta arrivando per tutti noi
Dove sta andando adesso il mio amore?

Dove sarà domani?
Mi farà felice?

Mi farà soffrire?

Le domande di mille sogni

Quel che fai è quel che si vede

Puoi parlarmi amorevolmente?
Ragazza, quando ero da solo
Mi inseguivano nel sonno

Oh le domande di mille sogni

Cercando il meglio solo per andare in giro

Quello che fai è ciò che si evince

Vuoi parlarmi amorevolmente?

CSN&Y – Carry on 1969 ( video su you tube )

CROSBY, STILLS, NASH Woodstock

Jefferson Airplane Woodstock 1969

Jefferson Airplane – Revolution – Woodstock 69′

Woodstock Marijuana

Canned Heat – On The Road Again

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