Debunker: smontando gli smentitori con il “Rasoio di Occam”

 

219 - 4 mandala aprile 2015

Per la maggior parte di noi è difficile tenere costantemente presenti i limiti e la relatività della conoscenza concettuale… noi tendiamo a … prendere i nostri concetti e i nostri simboli come fossero la realtà. Uno dei principali scopi del misticismo orientale è di liberarci da questa confusione.. I buddhisti Zen dicono che serve un dito per indicare la luna: ma non ci si deve più preoccupare del dito quando si è individuata la luna. … In Occidente, lo studioso di semantica Alfred Kozybski puntualizzò esattamente la stessa questione con la sua sintetica formula «La mappa non è il territorio». … «Essendosi concentrato su ciò che è al di là dell’udito, al di là del tatto, al di là della vista, di là dal gusto e dall’olfatto, che è indefettibile ed eterno, senza principio e senza fine, più grande del grande, duraturo, l’uomo si salva dalle fauci della morte.» La conoscenza che deriva da un’esperienza di questo tipo viene chiamata dai Buddhisti «conoscenza assoluta» perché non si basa su discriminazioni, astrazioni e classificazioni dell’intelletto, le quali sono sempre relative e approssimate. E’ importante rendersi conto della differenza che c’è tra modelli matematici e i corrispondenti modelli verbali. I primi sono rigorosi e coerenti per quanto riguarda la loro struttura interna, ma usano simboli che non sono correlati direttamente alla nostra esperienza. I modelli verbali, viceversa, si servono di concetti che possono essere compresi intuitivamente, ma che sono sempre imprecisi e ambigui..

 

Quando le persone serie si soffermano a scherzare, allora quello sarà soltanto uno scherzo. Mentre gli scherzi di coloro che sanno soltanto scherzare, non sono scherzi, sono piuttosto una seria mancanza di serietà. Attualmente siamo circondati da persone che hanno soltanto voglia di scherzare. In un tale contesto la serietà non viene mai presa sul serio. Si preferisce scherzare su tutto, perché la serietà disturba quel senso di falsa sicurezza che deriva dalla superficialità. Quando poi, per forza di cose, questa falsa sicurezza viene a mancare, non si ha la serietà necessaria per comprendere la reale natura dei problemi che hanno incrinato la nostra sicurezza. In genere a questo punto non si diventa seri, ma tragici, la tragicità e la drammatizzazione non appartengono alla serietà. L’emotività, è un chiaro sintomo della mancanza di serietà. Un punto di vista serio, non ci farà ne piangere ne ridere. Se saremo veramente seri, saremo in pace, la pace è la premessa indispensabile dell’autenticità. Esser seri, non vuol dire esser bravi a recitare la parte delle persone serie, non c’è niente di serio in questo genere di recite. In una cultura fondata sulla mancanza di serietà, non saranno mai le persone serie ad aver successo. La serietà implicherà quindi solitudine. La questione potrebbe essere ben più grave di quello che emerge dalla semplice investigazione che il benemerito “CICAP” fa sulle affermazioni delle pseudo scienze. Se consideriamo che la disinformazione non riguarda soltanto il paranormale, ma riguarda soprattutto il normale. Non si può fare a meno di pensare a un certo presidente del consiglio, che frequentemente diffondeva dei video messaggi attraverso le sue TV, nei quali affermava, l’esistenza di un complotto che si prefiggeva di danneggiarlo come politico e come imprenditore. Secondo la sua tesi “complottista”, a cospirare sarebbero stati un insieme di soggetti comprendenti: magistratura politicizzata, comunisti, la stampa avversa, partiti dell’opposizione sia di destra che di sinistra, un imprecisato numero di donne di facili costumi appositamente ingaggiate, non che, tutti gli elettori che non lo avevano votato.

È interessante anche osservare che tali messaggi di propaganda, si mescolano a una miriade di altri programmi come: film, telefilm, telequiz, reality, e altri programmi, che hanno il solo scopo di intrattenere gli spettatori in una rappresentazione della realtà, che sarà sempre e soltanto, quella funzionale alla costruzione di una cultura di massa abbastanza superficiale e confusa da essere facilmente manipolabile dal marketing economico e politico, impedendo di fatto ogni possibilità che l’attenzione delle persone possa soffermarsi su altre possibili interpretazioni e significati del’esistenza.  Poi c’è la questione dell’informazione; chi decide l’importanza delle notizie da mettere in risalto e con quali criteri? Vengono in mente quelle intercettazioni telefoniche, dove un certo politico dava disposizioni affinché, alla cronaca dell’agonia e morte d’un certo Papa, si desse il massimo risalto su tutti i media, proprio per distrarre l’opinione pubblica da altre questioni imbarazzanti per il potere politico.

Quelli che possono sembrare i complotti del mistero e del paranormale, sarebbero in realtà soltanto aspetti particolari d’un complotto più generale che attiene a cose fin troppo normali, come ad esempio gli interessi economici intesi come arricchimento e potere personale. Viene in mente quella agenzia di raiting  che attribuiva  garanzie di massima affidabilità alla banca americana “Lehman Brothers” poco prima che fallisse, son misteri molto normali sui quali varrebbe la pena di indagare. Il vero complotto sarebbe in realtà, quello che mira a convincerci che siamo una certa cosa piuttosto che un’altra, e che la nostra vita ha un certo significato piuttosto che un altro, è su questa idea che abbiamo di noi stessi che si fonda il consenso che diamo a tutte le autorità, sia politiche che economiche, come anche religiose, ma c’è un’autorità che sta alla base di tutte ed è quella scientifica. La scienza di per sé stessa sarebbe soltanto un metodo, dico “sarebbe” perché in realtà è stata trasformata in una sorta di fede ideologica. Questo è avvenuto per delle ragioni storiche, che hanno visto la contrapposizione del metodo scientifico d’indagine, su come è fatto e funziona il mondo, con la rappresentazione che invece ne dava la teologia religiosa. A causa di questo conflitto, il pensiero scientifico, ha sviluppato un’avversione pregiudiziale nei confronti di tutto ciò che non rientra nei parametri della spiegazione razionale e scientifica. Ovviamente il pregiudizio si pone al di fuori del metodo scientifico stesso. Paradossalmente adesso sono alcuni religiosi ad avere una mentalità più aperta e priva di pregiudizi. C’è da dire che la scienza non potrà mai darci il significato dell’esistenza, ha grossi limiti anche nello spiegare i fenomeni; limiti inerenti al metodo scientifico stesso. Quindi, l’assolutizzazione del metodo scientifico non ha nessuna ragion d’essere. La scienza va adoperata, la dove serve rendendosi effettivamente utile. Se un dato fenomeno, per sua intrinseca natura sfugge alla possibilità d’essere investigato con metodo scientifico, questo non vuol dire affatto che tale fenomeno non sia importante, o addirittura, che per questo se ne debba negare l’esistenza. La scienza non ha le risposte per tutto, e in particolare, non ha le risposte proprio per le cose più importanti. Come ad esempio, non ci può dire cosa ne sarà di noi quando moriremo. L’interesse che molti hanno nei cosiddetti fenomeni paranormali, è il più delle volte dovuto a una legittima ricerca di significato del nostro esistere, che nessun ideologo della scienza ha il diritto di ridicolizzare. Naturalmente esiste anche la questione dell’abuso della credulità popolare, truffe e truffatori di ogni tipo, ma più che controllare le affermazioni sul paranormale, si tratterebbe di investigare su delle attività illegali. Come si può dichiarare l’esigenza di investigare sulle affermazioni sul paranormale, senza prima porsi il problema di investigare su tutte le affermazioni che riguardano il normale? Perché non esiste un comitato che si occupa di verificare tutto quello che viene dichiarato negli spot pubblicitari? Oppure che verifica quello che dichiarano i politici e i giornalisti? La dove dovesse esserci una teoria scientifica su un dato fenomeno paranormale, si verificherà la correttezza di tale teoria come si fa per tutte le teorie scientifiche, per questo esistono già tutte le autorità appositamente preposte. Quindi perché istituire un comitato apposito per il paranormale? Per l’abuso della credulità popolare e tutte le connesse truffe, esistono già le forze di polizia che agiscono per far rispettare le leggi vigenti, e in questo settore l’opera di ricerca del CICAP è indubbiamente molto utile. Non si può comunque strumentalizzare la questione della tutela dei cittadini, per organizzare campagne di disinformazione, che si propongono chiaramente di demonizzare, ridicolizzare e screditare, tutto ciò che potrebbe distogliere l’opinione pubblica, da quella rappresentazione della realtà che serve al mantenimento dell’autorevolezza dei poteri economici e politici corrotti.

La corruzione del potere dei ricchi non è un fatto misterioso che avviene attraverso trame occulte, è sotto gli occhi di tutti com’è che va il mondo, di quanta ingiustizia ci sia. È proprio dal rendersi conto di tutto ciò che avviene in modo palese, che inevitabilmente nasce il sospetto che esistano anche delle trame occulte. Se poi questi sospetti trovano conferma in certi eventi, si cominciano ad elaborare delle teorie, è normalissimo che succeda. D’altra parte, la strategia per controllare e orientare l’opinione pubblica, si basa sul non fare più capire niente a nessuno. Ad esempio si possono creare dei documenti su fenomeni falsi, sui quali si creerà inizialmente un grande interesse nell’opinione pubblica, quindi poi puntualmente si smentirà l’autenticità del fenomeno, in modo che le persone che avevano creduto a certe storie, si sentiranno stupide per averci creduto e così da quel momento in poi avranno un atteggiamento scettico verso tutto, oppure un disinteresse per tutto. Se invece si dovesse trattare d’un fenomeno autentico, che si può dimostrare con delle prove incontrovertibili, allora su quel dato fenomeno si comincerà a far venir fuori un sacco di documenti e prove false, ai quali ancora una volta si darà il massimo risalto sui media, per poi puntualmente dimostrare che non era vero niente, creando ancora una volta quella disillusione nell’opinione pubblica, che renderà scettiche le persone anche rispetto alla necessità di interessarsi e capire meglio certe cose, per paura d’essere bollati come persone che hanno dei problemi, insomma degli sfigati.

Un’altra tecnica, è quella di buttare tutto in “caciara”, organizzare ad esempio un dibattito televisivo, in modo tale da far innervosire e quindi far fare una brutta figura a coloro che sostengono l’autenticità di certi fenomeni. Li si fa apparire come degli idioti, ridicoli che destano un po’ di compassione e un po’ d’ilarità, ma tutto questo non fa altro che alimentare la sfiducia di una crescente opinione pubblica nell’informazione professionale. Ora, è chiaro che scoprire che è possibile ingannare le persone e l’opinione pubblica, è un po’ come scoprire l’acqua calda. Altrimenti non si riuscirebbe a spiegare, come potrebbe fare un certo presidente del consiglio dei ministri d’un certo paese europeo, indagato per mafia, corruzione, e induzione alla prostituzione minorile, a convincere i suoi elettori d’essere vittima d’un complotto ordito dai suoi avversari politici. Le persone possono essere ingannate, ma questo non vuol dir che tutto sia un inganno. Di solito, a questo punto del ragionamento, si fa osservare che il fatto che possano esistere, per esempio, delle banconote false messe in circolazione, ciò non vuol dire che tutte le banconote siano automaticamente false. Su questo si può tuttavia obiettare, che a garantire l’autenticità delle banconote ci sono delle istituzioni credibili, mentre lo stesso non si può dire dei fenomeni paranormali. Il che è verissimo, ma le istituzioni che potrebbero garantire l’autenticità, sarebbero quelle scientifiche, le quali però, si limitano semplicemente a negare l’esistenza dei fenomeni paranormali per il semplice fatto di aver deciso che può esistere soltanto ciò che il metodo scientifico può dimostrare. Tuttavia la scienza non può dire nulla di tutto ciò di cui non sa nulla. Quindi lo smontatore, può parlare soltanto di quello che si può appurare con un certo metodo, ma non su tutto ciò che richiederebbe altri metodi di indagine.

Veniamo ora al famigerato “Rasoio di Occam” « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire ». questo principio viene sistematicamente applicato  un po’ a tutte le teorie che riguardano il paranormale, per giungere alla conclusione che non c’è nulla da capire. Questo ovviamente rende impossibile che si possano fare delle investigazioni con metodo scientifico, se non c’è il fenomeno ovviamente non c’è nulla da studiare. Certo questa è la soluzione più semplice, ma è anche la più sbagliata. Se noi non abbiamo a disposizione tutti i fattori, non possiamo parlare di “parità di fattori” e di conseguenza non possiamo neanche stabilire quale possa essere la spiegazione più semplice. In oltre chi l’ha detto che le spiegazioni paranormali siano più complicate di quelle normali? Diverso, alternativo o inusuale, non vuol dire più complicato, la spiegazione che deriva da una conoscenza limitata o del tutto sbagliata, potrebbe a parità di fattori, risultare molto più complicata di una spiegazione che si avvale di altri fattori a noi ancora ignoti. Quindi esiste un limite evidente del principio detto il “rasoio di Occam”. Prendiamo ad esempio il caso degli UFO; la teoria che si possa trattare di astronavi aliene, ovvero provenienti da pianeti simili al nostro appartenenti a sistemi planetari di altre stelle, viene sovente scartata per via delle enormi distanze che queste ipotetiche astronavi dovrebbero percorrere. Anche potendo viaggiare a velocità prossime a quella della luce, tali veicoli impiegherebbero un tempo enorme per effettuare così lunghi viaggi, il che renderebbe anche inutili i viaggi stessi. Questo perché in base alle nostre attuali conoscenze delle leggi della fisica, non è possibile che un oggetto fatto di materia possa superare la velocità della luce. Quindi sulla base di questo ragionamento, si deve escludere a priori che si possa trattare di astronavi aliene, di qui in poi, qualsiasi altra spiegazione anche molto stravagante, risulterebbe più verosimile di quella aliena. A questo punto però ci sarebbe un’altra domanda da porre, ovvero: ma non può essere che ci sono delle cose che ancora non abbiamo scoperto? È una domanda semplicissima! Oppure, non potrebbe essere che il fatto che ci sono nei nostri cieli degli oggetti volanti, che paiono essere delle astronavi aliene, potrebbe suggerirci che ci sono delle cose fondamentali e molto importanti che dobbiamo ancora scoprire? Il principio del “rasoio di Occam”, si può applicare soltanto a dei fattori conosciuti ed è quindi evidentemente sbagliato applicarlo a dei fattori ignoti.

La moderna ricerca scientifica è una cosa recentissima nella nostra storia e potrebbe essere soltanto appena agli inizi della sua evoluzione. La tecnologia dei dischi volanti, potrebbe essere anche più semplice di quella impiegata per andare sulla luna, ma basata su delle conoscenze che a noi sono ancora del tutto ignote, ma non per questo non ipotizzabili come possibile campo di ricerca. Che dire poi, della spiegazione che gli “smontatori” danno del fenomeno dei cerchi nel grano? “Artisti del territorio” li hanno definiti; da quando ho accesso ad internet, non posso fare a meno di pubblicare per desiderio di condivisione le foto o le immagini delle mie opere. Quando un’artista ha completato un’opera, questa comincia a vivere una sua vita propria di comunicazione nel momento stesso in cui viene vista da altre persone. È veramente difficile che un artista possa fare a meno di condividere il risultato del proprio lavoro, così come è molto difficile che un artista non senta la necessità di verificare l’apprezzamento degli altri. Anche i graffitari, che sarebbero il tipo d’artisti più simili agli artisti del territorio autori dei cerchi nel grano, anche i graffitari sentono la necessità di veder riconosciuta la propria opera, a dire il vero spesso è soltanto questa necessità a motivarli, tant’è che si limitano a tracciare la propria firma di riconoscimento, senza minimamente porsi il problema se si tratti di un’espressione artistica oppure di vandalismo. Se i cerchi nel grano fossero soltanto un fenomeno artistico, come tale sarebbe di per se stesso una forma “d’arte paranormale”. Sarebbe anche il fenomeno d’arte contemporanea più straordinario che si possa immaginare, e se lo vogliamo considerare soltanto da questo punto di vista, lo è veramente; quindi i più grandi artisti contemporanei si sobbarcherebbero questo enorme lavoro per non ricavarne nulla, visto che non ci guadagnano soldi e rischiano pure l’arresto o di venire impallinati dai proprietari dei campi? Il limite più grande del metodo scientifico, è quello di separare e decontestualizzare i fenomeni, ovvero il metodo analitico che non consente una visione d’insieme della realtà. Siccome non è possibile avere un metodo scientifico senza il limite dell’analisi, il metodo scientifico non può essere totalizzante come criterio per comprendere la realtà in senso assoluto. In questo senso, è anche giusto che certi metodi d’indagine che vengono adoperati nel campo del paranormale, non dichiarino d’essere scienza, si dica piuttosto, che in quella ricerca il metodo scientifico non è utilmente valido, quindi, si rivendichi una dignità per quella che in senso denigratorio viene solitamente definita “pseudoscienza”, sempre ovviamente che non si tratti di autentiche truffe.

Nella moderna società fondata sulla produzione industriale, consentita dalla tecnologia, si è determinata una situazione che non si era mai verificata nel corso della storia precedente. Nella moderna società industriale, per la prima volta, si è venuta a formare un’opinione pubblica con un livello di conoscenza che non era mai esistita prima. Da quando la maggior parte delle persone hanno accesso alla conoscenza, che nelle epoche precedenti era esclusivo retaggio di pochi privilegiati, appartenenti alle classi che detenevano il potere, proprio per coloro che hanno sempre detenuto il potere, si è posto il problema di mantenete la propria autorevolezza e credibilità, che la nuova cultura di massa poteva mettere in crisi. È la situazione delle attuali società industrializzate, dove c’è una massa di persone, che sono per la prima volta nella storia, in grado di porsi delle domande sul significato del proprio esistere. In passato, c’erano le religioni che si assumevano il compito di spiegare alle persone ignoranti, chi erano e cosa ci stavano a fare al mondo. Questo era possibile perché nel passato la maggior parte delle attività produttive si basava su un lavoro manuale che non richiedeva competenze di tipo intellettuale. Quindi un analfabeta era perfettamente in grado di fare il proprio lavoro senza creare problemi al sistema produttivo. Mentre con l’avanzare del sistema produttivo tecnologico e industriale, nasce l’esigenza di un maggiore  livello medio di conoscenze, ma non solo, con l’affermarsi dell’economia di mercato e quindi del consumismo, nasce la nuova esigenza che i lavoratori divengano anche acquirenti delle merci prodotte, e che quindi abbiano delle esigenze che vadano al di là dei bisogni essenziali. Questo tipo di economia implica anche che si possa dare un valore a delle cose di cui si riesca anche a comprendere il significato, come ad esempio tutta una serie di prodotti di intrattenimento che vengono sovente spacciati come cultura. In altre parole, per avere un certo numero di consumatori bisogna avere una certa cultura di massa, capace di creare nelle singole persone, quel processo di identificazione necessario per poter dare importanza a tutta una serie di cose, che non attengono alla pura e semplice sopravvivenza. Questo ha fatto sì che questa nuova e inedita cultura di massa, venga a creare un problema nuovo a coloro che detengono il potere, ovvero si pone il problema di gestire, orientare, controllare un’opinione pubblica che vuol sapere più cose, forse troppe rispetto a quelle che sono le esigenze del potere. Contemporaneamente, il diffondersi di una cultura scientifica, mette in crisi le tesi religiose riguardo al significato della vita umana, e di conseguenza, occorre dare alle persone nuovi significati, i quali tuttavia non dovranno mai mettere in crisi il meccanismo di produzione e consumo sul quale si fondano i nuovi poteri e relativi privilegi sociali. Da tutto ciò si può comprendere quale possa essere l’importanza di condizionare l’opinione pubblica verso una ristretta cerchia di idee rispetto al significato del proprio esistere. Chi si fa troppe domande sul significato del proprio vivere, viene automaticamente giudicato come soggetto antisociale, insomma una potenziale minaccia, e quindi si speigano tutte queste strategie che tendono a isolare e screditare coloro che si dedicano a un tipo di indagine al di fuori del controllo istituzionale.

Quella che viene proposta come libertà di pensiero, in realtà, non si vuole che sconfini oltre certi limiti prestabiliti, tali limiti sono tracciati dagli interessi del potere; soprattutto quello economico. Il modo in cui i masmedia, inducono la maggior parte delle persone a pensarla in un certo modo piuttosto che un altro, non è un fatto che avviene in modo occulto, è sotto gli occhi di tutti, se non lo si vuol vedere, sarà soltanto perché si ha paura d’essere poi giudicati come dei diversi, e di conseguenza essere isolati socialmente. L’interesse che tante persone mostrano nei confronti dei fenomeni paranormali, come per tutto ciò che fa parte delle conoscenze di confine, dimostra che esiste un vuoto esistenziale che riguarda delle esigenze tutt’altro che banali o superficiali. Le spiegazioni scientifiche non basteranno a colmare questo vuoto di significato che la moderna cultura ha creato. A volte pare che l’obbiettivo principale degli smontatori, non sembra essere quello di dimostrare l’inattendibilità di certe affermazioni, ma di suscitare nell’opinione pubblica un atteggiamento di disinteresse nei confronti di tutto ciò che potrebbe distoglierli dalla loro identità consumistica.

Una eventuale massa di persone che si soffermasse a riflettere e valutare con attenzione ogni questione, normale o paranormale che sia, rischia di diventare una massa di pessimi consumatori, gente pericolosissima che comincia a non sentire più il bisogno di tante cose, di tanti prodotti, che hanno come loro unica ragione d’esistere quella di andare a colmare un vuoto esistenziale, garantendo l’arricchimento chi li produce e vende. In oltre tali persone “traviate” dall’attenzione e dalla vivacità intellettuale, potrebbero cominciare anche a comprendere cosa c’è dietro la propaganda dei politici, i quali vedrebbero dissolversi la loro credibilità, senza neanche il bisogno di inchieste giudiziarie. Gli “smontatori”, a quanto pare si occupano sopratutto di  smontare le motivazioni di chi vuole saperne di più, quindi sono più che altro i “demotivatori” di un’opinione pubblica, che dovrà accettare di buon grado le motivazioni che gli vengono fornite dal potere economico-politico. In questo contesto anche la religione torna di grande utilità, essendo che essa propone un racconto della realtà totalmente fondato su affermazioni di tipo paranormale, si dimostra utile nel creare una sorta di bipolarismo culturale, dove la sfera razionale rappresentata dalla scienza, rimane nettamente distinguibile dalla sfera dell’irrazionalità che attiene alla fede. Dopo che si sono separate queste due dimensioni della conoscenza istituzionale, si mette in atto un assurdo e inutile tentativo di conciliare la fede con la scienza, dove le affermazioni della religione cercano un’improbabile conferma nella prova scientifica. Ad esempio per poter beatificare un certo religioso, si devono avere delle prove scientifiche sui presunti miracoli di guarigione. Contemporaneamente, la religione pretende e ottiene di poter dettare legge sulla ricerca scientifica. Come ad esempio, imporre per legge che un embrione umano costituito da cellule ancora non differenziate, vada considerato un essere umano già identificabile come tale, peraltro affermando così che l’essere umano va identificato esclusivamente in una realtà biologica fatta soltanto di materia, quindi in un’ottica materialista della realtà, che contraddice tutti gli insegnamenti religiosi tradizionali, che invece sembrerebbero puntare più sull’esistenza dell’anima, dell’aldilà e cose del genere. Questa intenzione da parte dei religiosi, di trovare delle prove scientifiche che confermino la loro fede, dovrebbe preoccupare moltissimo gli scienziati, visto e considerato, che poi i religiosi dettano legge. Mentre quegli sparuti gruppi di ricercatori del paranormale, di sicuro non sono ancora in grado di influenzare i progetti politici e la legislatura, allora perché proprio per questi si teme la deriva verso l’irrazionalità? Non sono forse molto più influenti le affermazioni della religione di stato? Anche se recentemente, a causa della libera diffusione delle informazioni e delle idee sul web, si sta delineando un nuovo fenomeno di fuga nell’irrazionale, e diciamo pure nella totale disinformazione, che rischia seriamente di creare un opinione pubblica ancor più confusa e disorientata che mai.

 

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